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Intervista a Marilena Barbagallo

Ciao Marilena, siamo felicissimi di poterti intervistare.
Parlaci di te: da dove vieni? Quali sono le tue passioni?

Un saluto a tutto lo staff di Vampire’s Tears e grazie per l’ospitalità.

Sono siciliana e vengo dalla provincia di Catania. Com’è facilmente intuibile, le mie passioni sono la scrittura, la lettura e tutto ciò che interessa la creatività in generale. A volte, per rilassarmi, disegno o scrivo canzoni. Amo passeggiare con la mia lupa Ariel e mi piace la solitudine. Strano ma vero.

Quanti libri hai scritto?

La mia avventura è cominciata con un genere totalmente diverso da quello che scrivo ora. Ho iniziato con i vampiri, per poi cimentarmi nel romance contemporaneo e in tutte le sue sfumature.

Di seguito vi riporto i miei romanzi:

  • I DANNATI: Il Richiamo dell’Ossidiana;
  • I DANNATI: L’Ultima;
  • I DANNATI: Ritorno alla luce;
  • My Boss;
  • My Passion;
  • My Love;
  • My Life;
  • My Secret;
  • Spezzami il cuore;
  • Lui vuole tutto;
  • Lei vuole tutto;
  • Natale al Tempio (racconto);
  • He wants it all (edizione inglese di Lui vuole tutto);
  • Uno sconosciuto accanto a me;
  • Ancora accanto a me (in pubblicazione).

Come mai hai deciso di scrivere Dark Romance?

Non ho mai deciso a priori il genere narrativo. Solitamente ho una storia in testa e poi in base ai personaggi, all’ambientazione e alla trama, essa inevitabilmente viene collocata in un genere letterario. Non stabilisco mai il genere, mi sentirei intrappolata, come se dovessi quasi rispettare una visione prestabilita. Mi lascio trasportare dalla storia, dagli eventi e soprattutto dal protagonista maschile. Alla fine, per via di un insieme di cose, la storia viene collocata in un determinato genere che, quasi mai, scelgo prima di iniziare a scrivere. Il dark romance è arrivato involontariamente, non l’ho cercato, ed è arrivato a gradi. Già da My Secret si iniziano a sentire le tinte dark e soprattutto in quel caso, erano inaspettate anche per me.

Quale genere di libri non scriveresti mai e perché?

La parola mai non mi appartiene. Quindi posso dire che non limito la mia creatività. Se riuscissi, in futuro mi piacerebbe scrivere un thriller psicologico o uno storico. Uno scrittore non dovrebbe mettere paletti alla sua fantasia. Non si sa mai cosa potrebbe venir fuori da un’idea, dunque non esistono generi che escluderei a priori perché significherebbe dare dei confini alla mia creatività e uno dei miei motti è quello di non avere limiti ma di essere sempre creativi. Certo, ci sono autori predisposti a un determinato genere letterario, chi riesce a scrivere solo determinate tematiche, ma secondo me, per tutti, arrivano sempre i momenti in cui si desidera sperimentare e allora come si fa a decidere quale genere non si intende mai scrivere se quello bussa alla tua porta?

Oscuro, dapprima pubblicato in self publishing, è approdato da qualche mese in libreria con il titolo Uno sconosciuto accanto a me. È stata una bella esperienza passare da autrice in self ad autrice con una casa editrice?

Sono due condizioni totalmente opposte. Sia il mondo self che quello relativo all’editoria tradizionale, hanno i loro lati positivi e negativi, come tutti i settori. Ancora mi sembra troppo presto per avere una visione completa dell’esperienza con l’editore, ma sicuramente posso dire che il self publishing è un’esperienza che ti forma tantissimo come autore. È una vera e propria palestra in cui ti alleni e se lo fai bene hai ottimi risultati.

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Ti piace entrare in contatto con i tuoi lettori?

Tantissimo! Oggi che viviamo un’epoca in cui i social hanno un peso impressionante nelle nostre vite, è impossibile non intrattenere rapporti con i lettori. Ci aiutano a capire se sbagliamo, come sbagliamo, ma soprattutto sono una sorta di medicina nei momenti in cui ci scoraggiamo. I lettori sono in grado di farti capire, anche con i loro silenzi, se stai facendo bene il tuo lavoro e quando diventano anche amici, non più solo lettori, arricchiscono la nostra vita e ci danno le motivazioni giuste per andare avanti e credere nei nostri progetti. Oggi posso dire di aver trovato anche delle amiche tra le lettrici e quotidianamente sono in contatto con molte di loro.

Sei stata sia al salone del libro a Torino che al Rare di Roma. Che esperienze sono state?

Il Rare e il salone internazionale del libro di Torino sono eventi che non si possono paragonare. A primo impatto mi verrebbe da dire che con il Rare si mettono in risalto i singoli autori e i loro libri, mentre con il salone si dà spazio alla letteratura in generale. Il Rare è un evento di nicchia che grazie all’impegno delle sue splendide organizzatrici, si sta espandendo sempre di più, puntando a farne conoscere lo spirito a livello nazionale. In Italia non siamo mai stati abituati a eventi come questi, ma la risposta è stata bellissima. Dimostrazione che anche noi italiani possiamo realizzare eventi importanti e che la lettura non è così messa da parte come sembra. Le esperienze, da vivere, sono completamente diverse. Entrambe emozionanti perché si incontrano i lettori con cui si parla durante l’anno, ma allo stesso tempo entrambe diverse perché le vivi in modo diverso. Il Rare l’ho vissuto da protagonista, per tre giorni ho avuto modo di interagire con autrici e lettori. È un evento che si vive per più giorni, ha un’atmosfera particolare, si condividono passioni, storie di vita, culture diverse, si parlano lingue diverse. È uno spettacolo a tutti gli effetti.

Ti senti più scrittrice o più lettrice?

Non si può essere scrittori senza essere lettori. Le due cose sono complementari.

Quale dei tuoi libri ami di più? Perché?

A questa domanda rispondo sempre che il mio libro preferito è l’ultimo che ho scritto, semplicemente perché penso sia quello in cui si avverte più maturità nel mio stile. Spero che andando avanti, potrò sempre dire che il mio preferito è l’ultimo. Se c’è da superare qualcuno, si deve superare noi stessi.

A quale personaggio dei tuoi libri ti senti più legata?

Ce n’è uno per ogni libro che ho scritto, ma se dovessi restringere il campo direi Nemesi, Krum e Amir.

Progetti futuri?  Uscirà a breve un altro tuo romanzo oltre Ancora accanto a me (seguito di Uno sconosciuto accanto a me in uscita a fine agosto sempre edito Newton Compton)?

I progetti non mancano mai. Posso dire che ho sempre qualcosa nel cassetto e che non smetto mai di scrivere.

Ti vedremo prossimamente a qualche altro evento?

Il 28 settembre 2019 parteciperò di nuovo al Rare di Roma e spero di fare un salto a Tempo di libri di Milano o al Salone internazionale del libro di Torino.

Grazie per essere stata con noi!
Un abbraccio da parte mia e da tutto lo Staff di Vampire’s Tears.

Grazie a voi, un abbraccio.

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