A Tempo di Libri ho avuto la possibilità di rivedere anche la carismatica Robin C. che mi ha concesso gentilmente un’intervista.

Da dove vieni? È stato un lungo viaggio per arrivare a Milano alla fiera Tempo di Libri?

Ciao ragazze, e grazie per questa opportunità.

Vengo da Torino, quindi il mio viaggio è stato molto breve, per fortuna.

Con le altre scrittrici che rapporto hai?

Sono felice di poter dire che ho rapporti ottimi con praticamente tutte quelle che conosco. Partiamo dal presupposto che condividiamo una grande passione e con essa speranze e paure. Sono cose che uniscono e che non ti fanno sentire sola. In secondo luogo con alcune ho avuto la possibilità di chiacchierare online o passare del tempo di persona e ho scoperto donne interessanti, intelligenti, ironiche, gentili. Insomma, davvero non mi lamento.

Ti senti più scrittrice o più lettrice?

Direi una via di mezzo. Però, se per assurdo dovessi scegliere tra smettere di scrivere o smettere di leggere, sceglierei la prima opzione. Amo così tanto leggere che rinunciarvi per me sarebbe impossibile.

Quale dei tuoi libri ami di più? Perché?

Tra quelli pubblicati direi “È solo colpa tua” perché è il romanzo in cui, per varie ragioni, mi sono identificata con ognuno dei tre protagonisti: il traditore, la tradita e l’amante. Potrei davvero essere ognuno di loro.

A quale personaggio dei tuoi libri ti senti più legata?

Probabilmente ad Andrew di “È solo colpa tua”, anche se credo che le mie lettrici abbiano preferito e amato di più Mathias.

I tuoi libri sono ispirati a fatti realmente accaduti nella tua vita o sono opere di fantasia?

I miei libri sono tutti opere di fantasia. Mi piace esplorare di più le fantasie che la realtà quando scrivo.

Dove preferisci ambientare i tuoi libri e perché?

Fino ad oggi ho scelto di ambientarli all’estero, in particolare negli Stati Uniti, per una serie di ragioni. In primo luogo perché mi agevola nella messa in cornice di quegli aspetti di fantasia di cui ti parlavo prima. Poi perché vi sono aspetti culturali che conosco abbastanza bene (visto che da diciotto anni lavoro con americani) e che rendono certi passaggi più semplici da gestire. Prima o poi, però, vorrei provare a cimentarmi con una storia ambientata in Italia e nello specifico nella mia città, Torino.

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2 commenti

  1. Grazie di cuore, ragazze!

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