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Intervista a Elisa Gentile

Ciao Elisa,
siamo felicissimi di poterti intervistare.
Come è nata la tua passione per la scrittura?

Penso sia nata con me: da piccina amavo tutto ciò che era arte, soprattutto il disegno, e poi adoravo scrivere temi, collezionare agende, penne, matite… Non ho mai avuto un diario segreto, io riempivo quaderni di storielle immaginarie.

Ti senti più scrittrice o più lettrice?

Decisamente scrittrice: da tempo non ho più tempo per leggere.

Quale dei tuoi libri ami di più? Perché?

Sicuramente, la Trilogia delle Bugie ha un posto speciale nel mio cuore, ma tutti i miei libri sono un po’ anche i preferiti. Se dovessi sceglierne uno, sarebbe Non ti resto a guardare della Vertigine Series, perché ho cercato di dare il massimo che potevo ad Aaren e Vanessa.

A quale personaggio dei tuoi libri ti senti più legata?

Alla piccola Bia: lei è un po’ me.

Che rapporto hai con Jayden della Trilogia delle Bugie? È un personaggio che si fa amare ma al tempo stesso odiare. Quale dei due sentimenti prevalgono in te?

Eh, Jayden… Jayden è il mio tallone d’Achille, posso dirlo? 😀 Quando lo descrissi, davvero, ci ho messo tutto il disprezzo che si può provare per un uomo del genere! L’ho seguito passo passo, ho voluto che lui fosse uomo, poi bambino, poi di nuovo uomo, una rivoluzione continua. Ma non credo di odiarlo: in realtà lo amo, come tutte voi.

Con quale dei tuoi protagonisti maschili vorresti avere una relazione?

Oddio! Ehm… Marco? Ecco, sì, Marco. Oppure Aaren. (sul serio: mai fatta una domanda del genere!).

I tuoi libri sono ispirati a fatti realmente accaduti nella tua vita o sono opere di fantasia?

Alcuni sono fatti realmente accaduti; come molti sanno, la piccola Bia sono io, è una storia realmente accaduta, quella con Trevor. Il come si sono conosciuti, come si è sviluppata… è tutto vero. Il resto, solo finzione. Poi c’è qualcosa di me anche in Selvaggia, in Cleo, in tutte, tranne che in Gresia: lei è solo frutto della mia mente perversa.

Nella trilogia delle bugie Selvaggia è italiana ma la storia ambientata a New York.
In Noir Marco è Italo americano ma la storia si svolge a Palermo.
Come mai la scelta di fondere Italia e USA? Invece Voglio Noi è totalmente ambientato in Italia. Come scegli le ambientazioni?

Cerco sempre di immaginarmi luoghi nuovi, mai visitati, perché amo viaggiare e vorrei scoprire tutto il mondo. Non ho mai visitato l’America ma grazie al web riesco a descriverla. Voglio noi è ambientato nella mia città natale, Vignola, ed è un chiaro omaggio alla mia terra. Poi, Palermo… Palermo è Palermo.

Ti piace entrare in contatto coi tuoi lettori?

Molto. Ammetto di essere dispotica, timida, introversa e di risultare antipatica, a volte, e spesso non rispondo come dovrei, magari, limitandomi a un semplice Grazie, ma sono fatta così. Amo starmene nelle mie.

Sarai tra le autrici presente al FRI (Festival Romance Italiano) del prossimo Giugno 2019.
Cosa ti aspetti da questo evento?

Un male ai piedi non indifferente! Ahahah! 😀 Mi aspetto tantissime di voi, tanti abbracci e tante fotografie, tanta emozione e tantissimi ricordi indimenticabili.

Uscirà a breve un tuo nuovo romanzo?

Non ho ancora una data precisa per NOIR Parte II, ma sicuramente sarà a breve. Sto lavorando a un nuovo progetto ma non vedrà la luce prima di un anno, un anno e mezzo.

Grazie per essere stata con noi!

Un abbraccio da parte mia e da tutto lo Staff di Vampire’s Tears.

 

Elisa Gentile

è nata a Vignola (Modena), ha ventinove anni e da otto vive in Sicilia, dove ha seguito la famiglia e trovato l’amore. La Newton Compton ha pubblicato La Trilogia delle bugie: Non meriti un minuto in più del mio amore, Ti amo perché sei bugiardo, Mi manchi, ti voglio, ti perdono e Noir. Una perfetta bugiarda.

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