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Hai paura del buio? - Racconti dell'OrroreLibri

Old Boys di Samuele Fabbrizzi

old boys di samuele fabbrizzi ritaglio cover

Titolo: Old Boys

Autore: Samuele Fabbrizzi

Casa Editrice: Dunwich Edizioni

Genere: horror

Trama

Boe è un veterano del Vietnam che, a ridosso dei settant’anni, passa le giornate a ricordare con nostalgia i tempi andati, autocommiserandosi e maledicendo i dolori della vecchiaia. Vedovo e ormai in pensione, combatte la depressione a colpi di bourbon in compagnia di Larry, Nelson, Mal e Yang, ex compagni di reggimento con più acciacchi che medaglie al valore. Certi di aver appeso l’uniforme al chiodo, gli Old Boys si trovano tuttavia costretti a fare di nuovo squadra quando la nipote di Larry sparisce nel nulla.  Le indagini approssimative condotte dallo sceriffo li portano al bosco di Red Lick.

Recensione

“Nel muoversi si rese conto che il dolore era aumentato d’intensità. Anzi, i dolori. Difficile capire quale parte del corpo non gli facesse male. La schiena era più malandata di un tappeto rosso durante un matrimonio indiano. La cervicalgia quasi gli aveva paralizzato il collo, come se avesse una grossa mano di pietra intenta a stringergli la nuca. Per di più aveva un’emicrania tremenda e un terribile mal di gola, probabilmente per colpa del sonnellino all’addiaccio, come se avesse le tonsille coperte di sabbia.”

old boys di Samuele fabbrizzi - vecchio boe
Photo by Jaku Arias on Unsplash

Eh sì, Boe è ormai anziano, il suo corpo ha passato i bagordi della gioventù per addentrarsi nei dolori della vecchiaia. La sua indole da soldato però non sembra avere intenzione di arrendersi, non è ancora pronta ad abbandonare le glorie del passato e teme la solitudine e l’inutilità della sua nuova condizione.

Così, quando si presenta l’occasione giusta per rendersi ancora utile alla società, trascinando con sé gli Old Boys – alcuni vecchi amici del reggimento – si fionda nella foresta di Red Lick, lì dove sono stati avvistati per l’ultima volta Joe Torcia e la nipote di Larry.

È qui, tra le fronde di questo bosco, che si mostra loro la bocca dell’inferno, un luogo di perdizione e puro delirio, nel quali gli umani hanno perso il loro primato nella catena alimentare. Orribili mostri sono pronti a imprigionare, dissezionare, macellare e scuoiare qualsiasi essere umano capiti loro a tiro. Per non parlare della fine cruenta dei neonati, o della sventura di essere una ragazza giovane e fertile in questa specie di fabbrica dimenticata da Dio.

old boys di samuele fabbrizzi teschio bestiame
Photo by Zachary DeBottis from Pexels

 

Questa storia è cruda, terrificante. Evoca incubi e disgusto, orrore e morte. Ma per chi saprà guardare oltre le semplici parole, troverà il messaggio che l’autore vuole gridare al mondo: l’uomo è il vero mostro. In una vicenda che capovolge le sorti dell’essere umano e degli animali, appare in tutta la sua freddezza il modo spietato in cui noi umani trattiamo il bestiame. Lo ammucchiamo in spazi angusti, lo macelliamo senza troppi ripensamenti, scartiamo gli animali vecchi o quelli nati con difetti. Facciamo tutto questo solo perché poniamo l’animale su un gradino più basso rispetto al nostro, solo perché non può parlare, solo perché è incapace di mostrare i suoi sentimenti.

L’autore ci pone proprio di fronte alla nostra stessa inumanità, ci fa capire quanto male facciamo, costringendoci a provare quelle stesse sensazioni che centinaia di animali sono costretti a provare tutti i giorni, in ogni singolo momento, per il resto della loro vita. Fino alla morte.

Ogni dettaglio è descritto con cruda verità, una verità troppe volte scomoda, sulla quale preferiamo distogliere lo sguardo o chiudere gli occhi. Ma tra queste pagine siamo costretti ad affrontarla e a fare i conti con le nostre coscienze.

Nonostante il sarcasmo con cui l’autore cerca di alleggerire il libro, questa non è una storia da prendere a cuor leggero. Vi farà sbattere contro ciò che prima o poi tutti dovremo affrontare – la vecchiaia che fa tramontare la vita -, contro la folle lussuria che troppo spesso divora gli animi, contro la violenza che esercitiamo sugli animali – spinti dall’ingordigia d’una società costantemente affamata -, contro la crudeltà che non ci accorgiamo neanche di avere.

Perciò, se siete deboli di stomaco o possedete uno spirito particolarmente sensibile, scappate lontano da questo libro; e se invece desiderate lo stesso affrontare questa lettura, armatevi di coraggio e preparatevi a scontrarvi con una realtà delirante e orrifica… che rispecchia in tutto la nostra.

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