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Cinema

Kubo e la spada magica

kubo e la spada magica

Kubo and the Two Strings giunto in Italia come Kubo e la spada magica è un cortometraggio di animazione uscito nel 2016 realizzato con la tecnica dello stop-motion presso lo studio Laika sotto la regia di Travis Knight. Racconta l’avventura del giovane Kubo, fra miti e leggende, la magia della musica e dell’arte di piegare la carta.

Trama

Kubo è un ragazzo gentile ed intelligente che racconta storie fantastiche alla gente del suo paese in riva al mare. Ma quando accidentalmente evoca un antico spirito in cerca di secolare vendetta, è costretto a fuggire e si unisce a Monkey e Beetle per salvare la sua famiglia e svelare il mistero della morte del padre. con il suo magico strumento, lo shamisen, dovrà combattere contro dei e mostri.

Una favola antica in chiave moderna

L’intero film si srotola come una leggenda, tuttavia c’è da precisare che non esiste una leggenda specifica da cui sia tratto questa storia, bensì una serie di piccoli spunti tratti da diverse miti della tradizione giapponese.

Effettivamente l’intera opera è un richiamo a diverse tradizioni. I costumi dei personaggi sono quelli classici, appunto i kimoni e le armature dei samurai. Sono classiche anche le  abitazioni e i templi. Così come lo è lo strumento utilizzato dal protagonista: lo shamisen. Questo appartiene alla famiglia dei liuti ed è composto da tre corde, un dettaglio che non è certamente di poco rilievo all’interno dell’opera. In effetti sembra che, ad una più attenta osservazione, la scelta di questo strumento non sia affatto casuale. Lo shamisen, infatti, nelle sue origini era utilizzato principalmente da cantastorie ciechi nell’esercizio della loro professione e come ben sappiamo Kubo è, appunto, un cantastorie, e possiede un solo occhio visto che l’altro gli è stato strappato quando era ancora in fasce dal Re Luna.

I Personaggi

kubo e la spada magica
Original image by IMDB

Ovviamente non possiamo che cominciare questa analisi se non con il nostro eroe, il piccolo Kubo. Protagonista della vicenda, cantastorie che si ritrova suo malgrado catapultato nella stessa leggenda di cui narra ai suoi ascoltatori. Kubo è un bambino molto dolce che si trova a far da genitore alla propria genitrice. Nonostante sia molto giovane ha già dovuto affrontare diverse avversità nel corso della sua vita e più di una volta ha dimostrato di mettere gli altri dinanzi a sé stesso. La madre prima, gli abitanti del villaggio e i suoi compagni di viaggio poi. È sicuramente una mente brillante con una immensa forza d’animo che è quella che è quella che trasporta l’intera azione all’interno del film.

Sua madre, invece, può essere considerata il simbolo del sacrificio e dell’amore materno. Per salvare Kubo, quando era solo un bambino, ha dato tutta sé stessa, la sua magia, le sue abilità, i suoi ricordi perfino divenendo quasi un involucro che riprende coscienza solo alla sera, quando il suo bambino fa finalmente ritorno nella sua casa, se così la possiamo definire. Per lui è disposta a compiere ogni tipo di sacrificio.

A seguire abbiamo Hanzo, protagonista della leggenda raccontata da Kubo agli abitanti del villaggio, nonché suo padre. Questo personaggio è tratto da un eroe realmente esistito, il samurai Hattori Hanzo, appunto, protagonista di molte leggende giapponesi. Fu inoltre un famoso condottiero dell’epoca Sengoku.  Rappresenta tutti i valori del guerriero samurai, nel caso specifico.

Infine il Re Luna, l’antagonista della storia. Un dio se così possiamo definirlo cieco e indifferente all’umanità che cova un profondo rancore nei confronti dell’intera famiglia di Kubo. Per quale motivo? Scopritelo guardando il film.

Gli origami e la magia nell’arte del piegare la carta.

kubo e la spada magica scimmia kubo scarabeo imdb
Image by IMDB

La tecnica degli origami è un’antica arte giapponese che consiste nel piegare a carta creandone di volta in volta meravigliose figure che possono essere persone, animali o perfino edifici. In questo film quest’arte si fonde con la musica creando una meravigliosa danza di fogli colorati che narrano le intere vicende degli eroi delle antiche leggende. La magia che nasce da questo idilliaco incontro è a dir poco straordinaria.

Durante i racconti di Kubo il suo pubblico è estremamente affascinato dal queste figure, fragili quanto forti nella loro identità. Come poi sarà possibile vedere nel corso dell’opera, la carta e gli origami da essa generata saranno qualcosa di molto speciale per Kubo. Essi non solo operano storie, ma generano vere e proprie opere di magia, trasformandosi e mutando di volta in volta, trasformandosi negli oggetti più disparati e allo stesso tempo muovendosi sia per volontà del protagonista, sia per opera propria fornendo l’aiuto necessario nelle varie difficoltà.

Considerazioni finali e brevi appunti sulla stop-motion

Il film è chiaramente progettato per un pubblico giovane, ma è sicuramente apprezzabile anche da uno più adulto che potrà cogliere una serie diverse di sfumature. La storia è molto commuovente, ci sono momenti davvero speciali che lasciano cadere qualche lacrima. Realizzato con la tecnica dello stop-motion, probabilmente per dare un maggiore richiamo all’arte del costruire, considerando quanto anche gli origami stessi non siano altro che piccole sculture di carta.

Le atmosfere e i colori sono da sogno, tanto che sembra di ricadere in una antica favola, questo favorito anche dallo stile grafico delle ambientazioni e dei tratti dei personaggi che sembrano essere sbucati fuori da un antico dipinto e aver preso forma e vita sullo schermo. Un tema molto forte è anche quello dei ricordi. Il nostro passato, coloro che incontriamo e coloro che fanno parte o entrano a far parte delle nostre vite generano la persona che diventiamo mano mano che il tempo ci forgia.

Meraviglioso anche il finale sul quale non posso dirvi troppo per non rovinarvi la sorpresa, ma che lo rende, insieme a tutti gli elementi di cui è composto un piccolo capolavoro. Un film che mi sento di consigliare fortemente sia per chi vuole ancora sognare, sia per chi vuole ricordarsi come farlo.

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