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Cinema

Castlevania: recensione delle prime tre stagioni

castlevania

Attratta come sempre da tutto ciò che riguarda i vampiri e in particolare Dracula, non potevo perdermi Castlevania, serie animata ispirata all’omonimo videogioco.

Trama della prima stagione

Targoviste, Valacchia, 1475.

Lisa di Lupu, moglie di Dracula, viene bruciata sul rogo con l’accusa di stregoneria. Dracula arriva troppo tardi per fermare l’esecuzione e così, fomentata dal dolore, la sua rabbia esplode, pronta a riversarsi sull’umanità.

Un anno più tardi, raccolto il suo esercito, Dracula manda le creature della notte a devastare i villaggi e le città. Sembra che niente e nessuno possa fermare la sua avanzata, ma tre improbabili eroi si faranno avanti per fermare la sua follia una volta per tutte.

Anteprima

Torniamo dunque indietro nel tempo, in una Valacchia dominata da Vlad Tepes l’Impalatore, vampiro millenario. Lui racchiude nel suo castello tutta la scienza, vecchi insegnamenti che l’umanità sembra aver dimenticato, fedeli a una Chiesa che li desidera ciechi e ubbidienti.

Convinto dalla moglie umana a dare un’altra possibilità agli esseri umani, Dracula sarà costretto a tornare sui suoi passi, spinto verso il desiderio di distruzione dalla crudeltà e l’ignoranza che dilagano come una malattia. Persa la fiducia nell’umanità, stanco di vivere, non gli resta che attendere la morte mentre il suo esercito di demoni fa a pezzi il mondo intero.

Uno degli eroi che tenteranno di distruggerlo sarà il suo stesso figlio Adrian, il cosiddetto Alucard, l’Antidracula, aiutato da Trevor Belmont, cavaliere in rovina, e Sypha Belnades, maga dei Parlatori.

Recensione

Castlevania è certamente una serie animata per adulti, caratterizzata da un’ottima grafica e una trama intrigante, costellata di scene realistiche e piuttosto forti.

Troviamo molti personaggi di spicco, primo fra tutti Dracula. Una figura difficile da detestare, anzi nei suoi confronti si prova subito una certa simpatia che spinge a comprendere il suo punto di vista. È un cattivo che in realtà non è cattivo, ma solo disperato; desidera ricongiungersi alla moglie e scatena la guerra sperando forse di trovare la morte alla fine di tutto.

All’interno del suo labirintico castello, che ha la capacità di apparire in qualsiasi parte del globo, convoca vampiri da ogni parte del pianeta; fra questi troviamo la bella Carmilla (che possiamo considerare un omaggio alla Carmilla letteraria di Le Fanu) che tenta di organizzare un inganno ai danni di Dracula, appoggiata ingenuamente da Hector, uno dei due Mastri Fabbri ai servizi di Vlad.

Ecco, molto interessanti queste figure dei Mastri Fabbri, umani in grado di usare la magia per trasformare i cadaveri in creature della notte. Hector e Isaac sono molto diversi tra loro; hanno avuto vite difficili e per questo credono nella causa di Dracula e sono pronti a tradire l’umanità. In particolare mi è piaciuta molto la figura di Isaac, soprattutto nella terza stagione; lui tenta di ragionare sugli esseri umani, ma nonostante le gentilezze che riceve, non riesce a convincersi che l’umanità possa essere salvata e si circonda di demoni, compagni silenziosi e leali.

Nella terza stagione troviamo anche dei nuovi personaggi: Lenore, Morana e Striga, che insieme a Carmilla formano il Concilio delle Sorelle, potenti vampire che dominano la Styria; Sumi e Taka che spingono Adrian a seguire le orme del padre.

Che dire invece di Trevor e Sypha? Be’, diciamo che, nonostante siano gli eroi, non sono i miei personaggi preferiti perché mancano un po’ di profondità, ma danno spettacolo con combattimenti ben studiati.

Conclusione della terza stagione

Questa è stata la stagione più interessante per me, forse perché sono successe più cose: l’apertura del Corridoio Infinito, la prigionia di Hector, la comparsa del mago Saint Germain. Per un attimo ho sperato che Dracula facesse ritorno dall’Inferno, ma se davvero Adrian dovesse intraprendere il cammino del padre allora sarà come se non se ne fosse mai andato.

Sono molto curiosa di vedere la quarta stagione. Può sembrare banale seguire una serie animata, ma se ben costruita come questa, vi si possono trovare all’interno tanti spunti di riflessione. Adrian sembra quasi essere giunto alle stesse conclusioni di Dracula: l’umanità non si merita di raggiungere la vera conoscenza, poiché incapace di discernere i buoni dai malvagi e tende a fare di tutta l’erba un fascio. Forse Isaac ha ragione a credere nella crudeltà delle persone piuttosto che nella bontà. D’altronde è facile diventare mostri quando si è circondati solo da sofferenza, quando non ci viene data alcuna possibilità, giudicati non per quello che siamo ma per quello che sembriamo. Ci meritiamo davvero una seconda chance? Io non ne sarei poi così sicura…

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