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CinemaJoaquin Phoenix

Joker e il frutto di una società indifferente

joker

Infinity ha proposto in anteprima nel proprio catalogo Joker, il film di Todd Phillips che è valso a Joaquin Phoenix il premio Oscar come miglior attore protagonista. Un premio meritato a pieno considerata la grande performance dell’attore statunitense.

Trama

Joker del regista Todd Phillips è incentrato sulla figura dell’iconico villain, ed è uno standalone originale, diverso da qualsiasi altro film apparso sul grande schermo fino ad ora. L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham. Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret… ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui. Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio.

Recensione

joker poster Joaquin PhoenixIl film, presentato lo scorso anno, si può dire sia un vero capolavoro a prescindere dal genere a cui appartiene. Ora, occorre una premessa. Non amo particolarmente i film di supereroi. Ho evitato accuratamente tutto il filone dei cinecomics salvo alcune eccezioni. Tuttavia, si può dire che Joker rientri solo nella categoria dei cinecomics?  Affatto. In realtà su può vedere all’interno dell’intera opera una sorta di denuncia sociale nei confronti di una società cieca e di quel male invisibile che ristagna nell’animo umano fino a quando non risale in superficie con tutto il suo puzzo di marcio e il fetore di tutto ciò che non funziona.

Ed è di questo che vogliamo parlare.

Da Arthur Fleck a Joker. Il filo conduttore della follia

Cominciamo dalla costruzione del personaggio, o meglio, di quello che c’è dietro. Arthur Fleck è un rifiuto della società. E la società non gli protende il braccio per aiutarlo a risalire la china. Sua madre è malata di mente quanto lui, se non in misura maggiore.

joker poster

Un ulteriore peso sulle spalle di Arthur che deve seppellire se stesso nei momenti in cui ha a che fare con lei e il mondo che ella ha creato intorno a sé. Anche quella della signora Fleck può definirsi una fuga da quella realtà che l’ha abbandonata a se stessa e che le ha mostrato un mondo di violenze e soprusi al quale non ha saputo reagire se non chiudendogli le porte e ricostruirlo a suo modo.

Atteggiamento che però si riversa anche sul figlioletto che subisce la stessa violenza e la stessa sorte drammatica. Arthur però reagisce al dolore in maniera differente. Nasce così quel disturbo, quella risata folle e senza freni che poi diventa una caratteristica del personaggio stesso.

La vita adulta non migliora, poi, la sua condizione. L’aggravarsi delle responsabilità. Ritrovarsi ad essere escluso e  perfino deriso quasi non fosse nemmeno una persona.

Viene abbandonato, ignorato, quasi nemmeno esistesse. Fino al giorno in cui reagisce, per una sfortunata serie di eventi. Il giorno in cui, trovandosi una pistola nella tasca, spara ad uno dei suoi aggressori.

Fino a poco tempo fa era come se nessuno mi vedesse.

Perfino io non sapevo se esistevo davvero.

[…]

Per tutta la mia vita neanche io ho saputo se esistevo veramente…

Ma esisto!

E le persone ora cominciano a notarlo.

È qui che comincia davvero la genesi del personaggio. Arthur Fleck comincia a tramutarsi nel Joker. Vi è un grido disperato “Io esisto e il mondo se ne accorgerà.” Joker è un modo per Arthur di affermare la sua presenza nell’unico modo che egli conosce. Quello distorto e violento che il mondo circostante gli ha imposto per la sua intera esistenza. Quello che il mondo intero gli ha imposto. E così, con un crescendo raggiunge l’apice della follia stessa diventando un icona, un martire della guerra contro le classi al potere che seguono il loro percorso ignari di quanti periscono sotto i loro piedi.

jokerUna performance straordinaria

Come abbiamo annunciato all’inizio di questo articolo, il film è valso a Joaquin Phoenix il premio Oscar come miglior attore protagonista. La sua performance è in effetti straordinaria.  La mimica del volto, i piccoli movimenti del corpo, i tic nervosi, il tremolio di dita, gambe e i movimenti a tratti (passatemi il termine) “scattosi” rendono perfettamente l’animo del personaggio che non si sente parte di tutto ciò che lo circonda. Phoenix è semplicemente perfetto. L’atmosfera è inoltre magistralmente enfatizzata dalla colonna sonora che segue il percorso interiore del personaggio, dalle sue paure al momento dell’esplosione stessa in cui avviene il cambiamento e dal quale poi non sarà più possibile fare marcia indietro.

Un ottimo film da guardare con una certa coscienza, non come una storia a sé, ma come qualcosa da analizzare profondamente e dal quale forse potremo imparare qualcosa, se non altro che spesso dietro una risata può nascondersi una profonda sofferenza, sopita e in grado di esplodere con conseguenze che non possiamo nemmeno immaginare.

 

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