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Interviste agli autori

Intervista a M. P. Black

m p black

Una nuova intervista arriva sul nostro portale. Abbiamo invitato M. P. Black, nome d’arte di Paola De Pizzol per parlarci del suo libro Ghost, di cui abbiamo recentemente pubblicato la recensione.

Ciao Paola, leggendo la tua biografia, noto la tua versatilità nei generi lettarari, hai scritto seguendo diversi stili, sia fantasy, romanzi esoterici, paranormal e hystorical romance. Essendo il mio genere preferito il fantasy partiamo da lì.
Parlaci del tuo primo lavoro del suddetto genere. Cosa ti ha ispirato, quali sono i tuoi autori di riferimento?

Ciao e grazie, innanzitutto, per avermi ospitata in questo bellissimo spazio! Per rispondere subito alla tua domanda, ti dico che ho iniziato ad amare il fantasy sia dalle elementari quando, entrando in biblioteca per la prima volta, la bibliotecaria mi ha proposto di leggere “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Amore a prima vista! Da quel giorno non ho più lasciato il fantasy, iniziando a scrivere anche brevi racconti che poi, con gli anni, sono diventati romanzi.

Il primo romanzo che ho voluto provare a pubblicare è: “Lisa Verdi e il ciondolo elfico”, urban fantasy per ragazzi, ma anche per adulti, che ha riscosso un successo pazzesco, andando a vincere anche il premio come miglior fantasy, anno 2008. E così la casa editrice, la 0111 edizioni di Milano, mi ha “obbligata”, e lo dico in modo ironico naturalmente, a scrivere altri due libri di questa saga, che trovate ancora oggi, in self, su Amazon. Per questo romanzo mi sono ispirata alle indubbie doti della mia “maestra”, la grande J.K. Rowling e al mondo favoloso di Harry Potter, unito all’ universo di un’altra saga che amo: “Le cronache di Narnia” e infine a “Il Signore degli Anelli”.

Cosa ha significato per te vincere dei riconoscimenti e premi letterari?

Oh! Un’emozione indescrivibile! Ricordo come se fosse ora il momento in cui mi è stato comunicato, nel lontano 2018, di aver vinto il primo premio come miglior fantasy Italiano. Ho fatto un salto sulla sedia e sono scoppiata a piangere!

Di tutti i tuoi romanzi, quale pensi sia quello in cui potresti rispecchiarti maggiormente, o meglio quale hai amato maggiormente scrivere?

Domanda molto difficile. Diciamo che in ogni mio romanzo mi rispecchio, anche se magari in piccola parte. Solitamente mi “inserisco” in un personaggio, in un piccolo cameo, un po’ come faceva il grande Alfred Hitchcok nei suoi film. Forse quello che ho amato di più scrivere è stato “La rosa e il pugnale”, pubblicato in prima edizione con la casa editrice “Domino” di Piacenza, e ora in self su Amazon. Mi sono così immedesimata nel personaggio principale femminile, da stare quasi male per le emozioni intense che mi ha fatto provare. Questo romanzo unisce una profonda storia d’amore, alla leggenda dei “Catari”, all’horror e al paranormal. In ogni caso, amo ogni mio libro!

Veniamo ai personaggi. Quale pensi sia stato caratterizzato meglio tra tutti i romanzi, da quale gentiluomo e gentil donna non volevi proprio staccarti?

Altra domanda difficile… Il mio personaggio preferito in assoluto è Lord Ian Brown, Duca delle Highlands, che troviamo nel romanzo “Deathless – Il segreto di Lord Brown”, Dri Editore, historical romance ambientato nel 1819 tra Londra e la Scozia. Un uomo forte, coraggioso, appassionato e appassionante, ma anche ombroso e che nasconde un grande segreto. Il personaggio femminile che prediligo, invece, è Mia Ward, personal trainer afro-americana che troviamo nel romanzo “Love training”, Dri Editore, uno spicy ambientato a Los Angeles. Lei è tosta, sempre con la battuta pronta e capace di tener testa senza problemi ad Evan Taylor, uno degli attori più affascinanti e pagati di Hollywood.

Venendo a Ghost, da cosa è nata l’idea portante che ti ha suggerito la trama? Come sono nate Mary ed Emy?

Diciamo che da tempo mi girava per la testa questa trama. Gli specchi mi hanno sempre affascinata fin da piccola, da quando ho letto “Alice attraverso lo specchio”. Avendo una fervida fantasia, mi sono immaginata mondi favolosi al di là degli specchi, ma anche mondi terrificanti, dove una persona può perdersi per sempre. E allora, mi sono detta, perché non immaginare che gli specchi possano essere “porte” per l’aldilà? Così è nata la storia di Ghost. Emy è una ragazza problematica, che ha sofferto molto per la morte prematura della mamma. Ma saprà attingere dalle proprie forze per riuscire ad alzare la testa e affrontare i pericoli che inizieranno a circondarla, una volta trasferitasi in Cornovaglia, nell’antica e misteriosa residenza della zia. Mary, come Emy, vissuta però in un’epoca passata, è una ragazza fragile, ma che alla fine deciderà di non fuggire al suo destino, affrontandolo senza paura. Con Emy-Mary ho voluto dimostrare che ognuna di noi, seppur fragile, o timida o sin troppo sensibile, può diventare una leonessa e guardare in faccia il pericolo a testa ben alta.

Nei tuoi romanzi, denoti una buona conoscenza delle epoche passate, dei costumi e del linguaggio storico. Quali sono state le tue fonti di studio?

Innanzitutto parto col dire che io amo la storia. L’ho sempre amata, infatti a scuola andavo piuttosto bene in questa materia. Solitamente utilizzo internet per informarmi, ma qualche volta ho fatto anche capatine in biblioteca, per trovare altro materiale in più. Prima di stendere la trama di un romanzo storico, impiego anche un mese per informarmi a dovere, per evitare di incappare in errori madornali, che nulla c’entrano con il periodo storico che andrò a descrivere.

Hai mai visitato fisicamente i luoghi descritti minuziosamente nelle tue storie?

Purtroppo no. Ho utilizzato solo internet, you tube ad esempio, e visto una serie di documentari, anche su Netflix. Prima del Coronavirus stavo progettando un viaggio in Scozia col marito, sui luoghi dov’è ambientato “Deathless”. Cercheremo di realizzarlo appena sarà possibile viaggiare di nuovo senza pericolo.

Ti auguro in bocca al lupo per il tuo ultimo romanzo in uscita “Deathless – il segreto di Lord Brown” con Dri editore, cosa puoi anticiparci?

“Deathless” è uscito nel 2018, nella sua prima edizione, con la casa editrice “Dri” di Treviso, con la quale collaboro felicemente dal 2012. E nel giro di pochi giorni è balzato alla quarta posizione della classifica nazionale di Amazon! Un successo insperato e meraviglioso, tanto che la casa editrice ha deciso di ripubblicarlo in una nuova versione rieditata, con capitoli aggiuntivi, un nuovo finale e una cover nuova di zecca. Vi riporto di seguito la trama, anticipandovi che le lettrici si sono innamorate follemente del Duca!

“Periferia di Londra, aprile 1819.
Lady Rosemary Cecilia Cavendish, figlia del Visconte di Cavendish, è promessa sposa al Marchese di Scott. Ma il destino sta per cambiare le sue carte. Durante il ballo organizzato dal padre per la “Stagione”, giunge inaspettatamente dalla Scozia Lord Ian Brown, Duca della contea di Argyll, che pretende la mano di Rosemary. Così, la ragazza parte in fretta per la cittadina di Inveraray, in Scozia, per diventare la moglie del Duca. Lord Brown è un uomo affascinante, a volte misterioso e brutale, a volte passionale. Rosemary ne è attratta e terrorizzata nello stesso tempo. Nel castello del Duca, iniziano presto ad accadere fatti inquietanti, che cambieranno per sempre la vita di Rosemary.”

Cosa ti andrebbe di dire ai tuoi lettori e agli scrittori esordienti, per incoraggiarli a seguire le tue orme e si spera, il tuo successo nel mondo letterario?

Grazie intanto per il complimento. Quando incontro i ragazzi nelle scuole medie, parlando della mia saga fantasy “I Viaggiatori del tempo”, Dri Editore, dico sempre loro che, innanzitutto, il primo passo che devono fare per approcciarsi alla scrittura è quello di leggere, leggere e leggere ancora. Poi si comincia a pensare alla trama, infine si prova a scrivere. Il romanzo va letto almeno tre volte e proposto in lettura ad altre persone, perché spesso gli autori imparano a memoria i refusi. Poi, se il romanzo non viene subito accettato dalle case editrici, non scoraggiarsi, ma provare e riprovare. Ottima soluzione è anche quella di pubblicare in self, ma il prodotto deve essere ottimo e io consiglio, in questo caso, di affidarsi alle cure di un buon editor, che darà all’autore i consigli migliori. Infine, mai pubblicare a pagamento.

Grazie mille, Paola è stato un vero piacere averti con noi.

Grazie a voi!

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