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Interviste agli autori

Intervista a Gianmario Mattei

il richiamo del sangue gianmario mattei cover ritaglio

Continuano le nostre interviste e il nostro ospite di oggi è Gianmario Mattei, l’autore de Il Richiamo del Sangue, edito da Segreti in Giallo. Del romanzo, primo di una lunga serie abbiamo già parlato sul nostro portale e siamo veramente felici di avere qui il suo autore.

Dunque, benvenuto Gianmario, sul nostro portale vampiresco. Posso chiederti intanto di presentarti ai nostri lettori?

Felice di essere vostro ospite o, se preferite, “Benvenuti in mia casa”.

Non sono bravo a presentarmi… facciamo che ho 36 anni, sono un Chimico Industriale che ama profondamente la scrittura e la letteratura. Sono italiano nel senso più stretto del termine: nato nella Brescia degli anni ‘80, ho vissuto nella piccola realtà di San Salvatore Telesino (Bn) fino ai 19 anni per poi emigrare a Roma, dove ho vissuto per ben 14 anni tra università e altro.

Il tuo romanzo, Il Richiamo del Sangue, tratta di vampiri, o meglio di cacciatori di vampiri. Devo chiedertelo, come ci si sente a sedere in mezzo ai nostri vampirelli armati di microfono e blocchetti degli appunti?

 Mi appello al marinaresco “parlè!”, giuro che sono animato da buone intenzioni.

A parte gli scherzi, sono lieto di poter parlare del mio romanzo al vostro “clan” ed esporre le diverse ragioni di caccia che lo animano.

Torniamo al “tema”: Van Helsing.  Come è nata l’idea di scrivere dei Van Helsing?

Una scelta fortuita, direi, nata spolverando la mia raccolta di libri gotici. L’Abraham Van Helsing, la guida ideata da Stoker, mi ha sempre affascinato anche per quel poco che si sa sul suo conto e tra la polvere, idea dopo idea, ho ritenuto che sarebbe stato grandioso creare una storia con lui come protagonista principale.

L’idea iniziale era quella di parlare della sua giovinezza, poi una serie di ricerche su Amsterdam mi hanno spinto verso XIV secolo e lì è germinato il pensiero, o follia fate voi, di costruire una storia secolare della famiglia e della sua caccia all’oscurità.

Dopo tutto, i vampiri sono vecchi quanto il mondo, e il basso medio evo e gli anni pre rinascimentali, mi sono sembrati sin da subito ideali per dar origine al mito del Van Helsing.

il richiamo del sangue gianmario mattei
Foto di Syaibatul Hamdi da Pixabay
E il nome di Boudjiewin? Come hai scelto questo antenato?

Ammetto di essere un tantino ossessivo per quanto riguarda gli usi e costumi delle società nei periodi storici in cui ambiento le mie storie. Così ho approfondito la questione dei nomi utilizzati nell’aria germanica e olandese di quel periodo e tra i tanti, Boudjiewin ha attirato immediatamente la mia attenzione.

La stessa casualità, sempre che esista una casualità, mi ha permesso di scoprire l’esistenza della città di Helsinge in Danimarca e che Helsinge deriverebbe da una forma arcaica del danese che sta a significare “triste”.

Era tutto perfetto. Boudjiewin Van Helsing è così diventato realtà.

A quale dei personaggi del romanzo ti senti più vicino? E con quale invece ti piacerebbe avere un incontro?

Senza dubbio Boudjiewin, con cui condivido moltissimi interessi scientifici e non. Tra gli altri… non saprei chi scegliere visto che ognuno di loro è molto interessante e sfaccettato.

Se proprio mi costringete ad una scelta, credo che sceglierei Salomon Shoen e Vlad II Dracul. Quest’ultimo in particolare, visto che sul suo conto si sa davvero pochissimo.

Indagando ho scoperto che Il Richiamo del Sangue non è il tuo primo libro. Puoi farci un piccolo accenno a James Every?

È la mia prima vera e propria pubblicazione, risalente al 2015, con Edizioni Haiku.

Si tratta del primo volume di una saga dark fantasy contemporaneo, in cui ho riversato l’intero mio universo di creature predilette. Tra cui anche Vampiri e Lycan.

Un giorno, non so quando, la riprenderò per portarla a conclusione.

Quindi quale genere preferisci leggere? Fantasy o Horror? E quale dei due hai preferito scrivere?

Non faccio molta distinzione di genere (tranne il rosa e romance da cui mi tengo ben lontano), l’importante è che un libro mi trasmetta immediatamente qualcosa nelle prime battute, altrimenti lo cestino senza remora.

Tra i due generi direi più fantasy che horror, l’importante è che non abbiano trame banali.

Ma, in generale, io sono un lettore di classici. Meglio se del XIX secolo.

Oltre la saga dei Van Helsing, hai altri progetti in cantiere?

Al momento non ho altri cantieri fisicamente aperti oltre Van Helsing. Solo tante idee a cui dovrò prima o poi dare un corpo vero e proprio.

in un cimitero di Eando binder
Foto di Richard Mcall da Pixabay
Quali sono gli autori che hanno contribuito alla tua formazione?

Su tutti, Milton, Shakespeare, Keats, Dostoevskij, Hugo, Poe, Tolkien, Lovecraft, King e Peake.

Torniamo a Il Richiamo del Sangue. Ho notato una certa varietà di personaggi, sia per etnia che per estrazione sociale. Puoi parlarci un po’ di tutti loro, come sono nati e da cosa è nata la tua decisione di inserirli nella trama?

Sono tutti personaggi complementari che vanno ad incastro secondo le loro abilità e conoscenze. Salomon è la guida, il maestro, conoscitore di religioni, leggende e lingue. è stato il mentore di Boudjiewin e questo deve molto agli insegnamenti dell’ex rabbino.

Boudjiewin è nel senso stretto un progressista del suo tempo, libero delle costrizioni religiose e amante della bella vita e delle scienze. Ha un forte legame con l’Italia, il sud in particolare, visto che ha studiato nella più antica, e all’epoca famosissima, Schola Salernitana di Medicina. Un uomo che poggia le sue certezze sulle scienze e che proverà un enorme disagio nel ritrovarsi a che fare con un mondo non del tutto spiegabile o comprensibile.

Braen è una rappresentazione del popolano pratico e arguto, sempre pronto ad aiutare e a dire la sua. Servo solo nella carta e nei modi in cui si esprime, ma in realtà un amico fedele di Boudjiewin.

Gabriel, fratello minore di Boudjiewin, è il rampollo che non sa bene cosa fare della sua vita. Ha studiato legge in Inghilterra, ma è propenso più alle armi e alle decisione rapide e pratiche. Molte volte si lascia dominare dall’istinto e dalla rabbia.

Il principe Galenishev è un mistero, il nucleo attorno cui gira la storia in maniera diretta e indiretta.

Così come Aglaia, la principessa vampira, che si rivelerà fondamentale per la salvezza della vita e della sanità mentale di Boudjiewin. Forse.

il richiamo del sangue vampira
Foto di Dawn I’ll never tell da Pixabay
Il Richiamo del Sangue, come abbiamo detto, è il primo di una serie. Di quanti libri credi sarà composta La Saga dei Van Helsing?

Al momento non posso quantificare con esattezza il numero di volumi che comporranno questa saga. Ogni volume richiede infinite ricerche storiche e mitologiche non sempre facili da reperire. Per ora posso anticiparvi che sto lavorando assiduamente alla scrittura del secondo volume, che spero di pubblicare quanto prima.

Piccolo spoiler. Nel tuo libro si fa cenno a un giovane Vlad, ma incontreremo mai, nei volumi successivi il Dracula che conosciamo?

Molto probabilmente sì, anche se l’indecisione è dettata dal contesto temporale in cui inserirlo e il legame che avrà con i Van Helsing nella nuova veste di vampiro. Sempre che decida di rispettare il canone stokeriano…

Come è il rapporto con la tua casa editrice?

Più che ottimo. Sono persone in gamba, preparate e molto comprensive, nonostante siano oberate di lavoro e, immagino, anche dalle richieste ossessive e compulsive di noi autori.

Per creare grandi progetti è necessario avere a che fare con professionisti umani come Jane Rose Caruso e Maria Grazia Porceddu, non con persone completamente interessate solo ed esclusivamente a lucrare sulla pelle degli scrittori.

Altrimenti il senso dell’arte si perde nel consumismo più becero.

Grazie mille Gianmario. Spero che tu abbia avuto piacere di sedere qui con noi al nostro tavolo virtuale. Prima di andare via un piccolo saluto ai nostri lettori.

Grazie a voi per avermi dato la possibilità di parlarvi del mio ultimo romanzo. Spero di aver incuriosito altri ad addentrarsi nel mondo letterario de “Il richiamo del sangue” primo mattoncino del vasto mondo letterario sto costruendo.

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