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Quattro Racconti con il Morto

Tutti la notte dormono di Marco Scaldini – Quattro Racconti con il Morto

Tutti la notte dormono

Il secondo testo della raccolta Quattro racconti con il morto ha per titolo Tutti la notte dormono. Segreti in Giallo e Marco Scaldini ci accompagnano questa volta all’interno di un liceo classico dove si è consumato un temibile delitto.

Trama

L’omicidio di un’insegnante all’interno di un liceo classico mostra le tracce di un rituale satanico. I colpevoli riusciranno a farla franca?

Tutti la notte dormono – Recensione

Ancora un racconto breve per questa rubrica, perfetto per una giornata di sole al mare.

Il secondo racconto ci porta all’interno di un liceo classico e di una piccola cittadina dove si consuma un delitto che sembra avere l’impronta di un rituale satanico. La vittima è una delle docenti dello stesso istituto. Il racconto si apre proprio con la scena dell’omicidio, per cui, anche in questo caso, il lettore conosce già il colpevole, o meglio i colpevoli che sono alcuni degli studenti.

La Santanelli è la vittima perfetta. Ha pochi amici e non ha parenti che possanto lasciare indizi su chi abbia desiderato di volerla vedere morta e per di più in un modo tanto brutale.

Il punto di vista si sposta rapidamente, fra i ragazzi fino alla povera vittima, passando poi per il giornalista che tratterà la vicenda, il preside della scuola e alcuni dei genitori. Ognuno con le sue idee, ognuno con le sue prospettive. C’è chi vuole trarre vantaggio dalla faccenda, chi vuole soltanto arrivare alla verità, chi reclama giustizia.

Ma “tutti la notte dormono”, è così che recita l’iscrizione quanto il primo dei carnefici viene trovato morto a sua volta. Ed è allora che si apre un nuovo caso. La vera indagine che ci porta a chiedere che cosa sta accadendo? Chi sta trasformando i carnefici in vittime? E per quale motivo?

Le acque diventano più torbide macchiandosi del sangue dei colpevoli, accompagnate dalle citazioni di un celebre romanzo per ragazzi (Pinocchio) porteranno alla soluzione di questo intricato enigma.

Come in Siamo in Italia, lo stile è semplice, pulito e lineare. La lettura ne risulta perciò fluida e sciolta, piacevole e di intrattenimento pur mantenendo l’armosfera di suspense tipica di un giallo.

Dei quattro racconti è decisamente quello che ho preferito.

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