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Intervista a Marco Scaldini autore di Quattro Racconti con il Morto

quattro racconti con il morto di marco scaldini

Giunto a termine il nostro excursus fra i Quattro Racconti con il Morto di Marco Scaldini, come nostra consueta abitudine abbiamo contattato l’autore per proporgli un’intervista sul nostro portale e permettergli di presentarsi al nostro pubblico.

Innanzitutto, benvenuto Marco sul nostro portale. Spero ti faccia piacere essere qui con noi. Puoi presentarti a quella fetta dei nostri lettori che ancora non ti conosce?

Sono un insegnante e siedo in cattedra ormai da trent’anni. Parallelamente ho sempre coltivato la scrittura, con spiccata predilezione per i racconti di genere: giallo, fantascienza, soprannaturale. Anche il genere comico-satirico mi è congeniale e infatti è con un libro satirico sulla scuola che ho ottenuto il maggiore successo: Perle ai porci (Rizzoli, 2009) che ho pubblicato con lo pseudonimo di Gianmarco Perboni fu a suo tempo un best-seller, collezionando una decina di edizioni e vendendo cinquantamila copie.

Su nostro portale abbiamo recensito i tuoi Quattro Racconti con il Morto. Vuoi parlarci un po’ di quest’opera e di come è nata?

Non è una raccolta organica: i racconti sono nati in momenti diversi e per scopi diversi e solo dopo li ho raccolti in volume. La prima redazione di Siamo in Italia risale addirittura al secolo scorso (nel racconto comparivano ancora le lire); Morte di una prostituta cinese doveva far parte di un romanzo, che poi non ho portato avanti; Un mal di testa lancinante era stato scritto per la partecipazione a un concorso, poi non l’ho terminato in tempo ed è rimasto nel cassetto, cassetto dove si trovava anche Tutti la notte dormono, anche questo riscritto almeno tre volte nel corso degli anni.

Quale dei Racconti è il tuo preferito? E quale invece quello che ti è piaciuto di più scrivere?

Il mio preferito l’ho messo in testa alla raccolta ed è appunto Siamo in Italia; lo preferisco perché riesco a rileggerlo senza trovarvi troppi difetti; per fortuna o purtroppo sono ipercritico nei confronti delle mie opere e a volte (anzi spesso) non riesco a rileggermi senza arrabbiarmi con me stesso perché potevo girare meglio una frase o evitare una ripetizione. Forse Tutti la notte dormono mi ha divertito di più nella scrittura perché, essendo ambientato a scuola, non mi costringeva a grossi sforzi di documentazione per le ricostruzioni di ambiente.

Scaldini marco
© Segreti in Giallo
C’è una qualche caratteristica che potresti classificare comune ai tuoi personaggi?

Sì: non mi piacciono i personaggi “buoni”, “buonisti” o “politicamente corretti”. Una giornalista, intervistandomi per un mio libro sulla scuola, mi definì qualche tempo fa “l’insegnante più politicamente scorretto d’Italia”, ed è il titolo di merito di cui a tutt’oggi mi compiaccio maggiormente.

Come è stato il tuo rapporto con la Casa Editrice Segreti in Giallo?

Per me ideale. Pur non essendoci mai parlati e avendo avuto rapporti unicamente tramite email, ci siamo sempre intesi alla perfezione. E infatti proprio in questi giorni ho chiesto a loro se avrebbero pubblicato anche il mio prossimo libro. (Fra parentesi, la risposta è sì).

Non è la prima volta che ti cimenti in una raccolta di Quattro Racconti. Presumendo che tu abbia intuito a quale tua opera mi riferisco, hai un legame particolare con il numero 4?

Certamente sì. Non amo in modo particolare la numerologia però sono nato il quattro di aprile (quindi il quarto giorno del quarto mese) del 1960; se sommi le cifre dell’anno di nascita ottieni 16, cioè 4 per 4. Qualche cosa vorrà pur dire…

Come abbiamo notato non sei certo nuovo al mestiere di scrittore anche se le tue opere non sono tutte simili fra loro. Quale genere preferisci trattare?

Scelta difficile. Come rammentavo prima ho praticato quasi tutte le variazioni della letteratura di genere, forse con l’unica eccezione del racconto rosa. Ecco, andiamo per esclusione: tutti i generi meno il rosa.

E come lettore? Hai preferenze o spazio fra più generi?

Cerco di essere sistematico e di non affidarmi a un filone, per cui alterno i vari generi, lasciando spazio anche alla saggistica.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe tentare il tuo stesso percorso?

Di non farlo né per gloria né per denaro. Di scrivere senza mai preoccuparsi di una eventuale pubblicazione. Di non avere fretta di far conoscere al pubblico le proprie opere: più rimangono con l’autore e più migliorano.

Grazie Marco di essere stato con noi. Speriamo che tu abbia trovato interessante questo incontro. Prima di lasciarci, vuoi dare un saluto a nostri lettori?

Che bella parola: lettori! Chi legge ha tutta la mia stima e per dimostrarlo se dovessimo incontrarci, offro io l’aperitivo: promesso.

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