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Netflix

Dead to me. Amiche per la morte: recensione seconda stagione

Dead to me 2 - Amiche per la morte

Dead to me. Amiche per la morte torna su Netflix con la seconda stagione. Questa volta Jen e Judy dovranno fare i conti con un nuovo segreto che minaccia di distruggere le loro vite. Ma per quanto riguarda la loro coscienza? Demolita sotto il peso della colpa forse? Approfondiamo il discorso insieme.

Dead to me – Anteprima

Se nella prima stagione avevamo fatto i conti con un pirata della strada – e un omicidio che potremmo definire colposo -, in queste nuove puntate ci troviamo a gestire un problema più complesso: un vero omicidio doloso.

Nascondere un omicidio di questo tipo strazia l’anima e spezza la mente; e poco importa se la vittima era una persona cattiva, che trattava gli altri con sufficienza ed egoismo. Nel proprio cuore, il peso della colpa acquista sempre maggior spessore, fino a diventare così grande da spazzare via tutto il resto. Finché non rimane altro che un guscio di dolore.

Christina Applegate and Linda Cardellini in Dead to Me (2019)
Foto da IMDB

Ma c’è differenza, tra un assassino seriale e una persona che ha commesso l’errore più grande della sua vita. Dunque cosa prova quest’ultima? Una volta che la rabbia del momento evapora, una volta che la sofferenza subita si stempera, quale caos di emozioni contrastanti assedia il colpevole? È proprio questo aspetto che viene sottolineato nella seconda stagione di Dead to me.

Recensione

Ormai è un dato di fatto: Jen ha ucciso Steve, l’ex compagno di Judy. Colpito alla testa, con un passerotto di legno; quello stesso passerotto tanto caro a suo figlio, simbolo di quel padre mancato troppo presto. E ora quell’oggetto assume un significato distorto, diventa l’epicentro di tutta la colpa, l’immagine di quella sofferenza che si sta allargando a macchia d’olio nell’animo di Jen.

Ha reagito d’istinto, Steve stava gettando veleno sul suo dolore. La perdita di suo marito era ancora una nota sensibile, e lui non faceva altro che riversarle addosso una valanga di meschinità. Ma può bastare questo a giustificare una morte? No, e Jen lo sa molto bene, e conosce fin tropo nei dettagli quel buco di tristezza e disperazione in cui trascina con sé Judy, in questa travagliata gimkana per evitare che venga a galla la verità.

Linda Cardellini in Dead to Me (2019)
Foto da IMDB

Non manca il colpo di scena, oserei dire ironicamente macabro: il ritorno Ben, fratello gemello di Steve, per cui Jen prenderà una bella cotta. Ma come può invaghirsi di un uomo che ha lo stesso identico viso di quella persona che ha spedito nell’aldilà? È forse un brutto scherzo del destino? Eppure, Steve e Ben non possono apparire più diversi: il primo pungente, egoista e arrogante; il secondo mite, gentile e sensibile.

Fare la cosa giusta

A tutto però c’è un limite, e quando l’animo dannatamente altruista di Judy entra in funzione, Jen decide di prendere in mano la situazione e di fare la cosa giusta. La sopportazione umana ha il suo culmine e il dolore è capace di scavare così in profondità dentro di noi, da farci quasi sanguinare il cuore. Tutta la rabbia, il panico, la colpa e la disperazione di questa donna, la cui vita non ha fatto altro che prendere pieghe pericolosamente angosciose, trovano risolutezza nel suo desiderio di riscattarsi agli occhi della legge.

Ma ancora una volta il fato sembra poggiare una mano benefica su Jen ed è come se la giustizia trovasse un suo contorto equilibrio. Così questa serie dimostra di nuovo come in pochi istanti la vita possa cambiare, come le decisioni prese ci conducano su strade diverse, a volte molto impervie e burrascose, altre fin troppo silenziose e solitarie.

Christina Applegate in Dead to Me (2019)
Foto da IMDB

Parere personale

Ho trovato l’interpretazione di Christina Applegate (Jen) davvero ben riuscita; questo ruolo non è per niente semplice secondo me, e lei ha dimostrato di avere davvero un grande talento. La trama del telefilm prosegue bene, mantiene la stessa linea di leggera suspense e dramma della prima stagione. Porta nuovi spunti di riflessione e approfondisce il tema del dolore per la perdita, perché anche le persone egoiste e meschine meritano di essere piante.

Conclusione della seconda stagione

Negli ultimi episodi, finalmente il capo della polizia viene smascherato, lui che era in combutta con Steve e la mafia greca. A quest’ultima viene imputata la definitiva scomparsa di Steve, dato che il corpo è rimasto disperso nella foresta.

Ma, proprio nell’ultimo episodio, sembra che niente di ciò che è stato nascosto sia davvero destinato a rimanere tale: un’escursionista e il suo cagnolino curioso portano a galla proprio quel cadavere che Jen e Judy avevano faticato tanto a seppellire. Cosa accadrà adesso? Finirà nei guai anche il detective Perez? Netflix ha già approvato la terza stagione, dunque non ci resta che aspettare.

2 comments
  1. ELEONORA

    Io sto guardando la prima stagione, speravo di trovare qualcosa stile Desperate Housewives, ma sono bel lontane queste due amiche. La serie è tutto sommato carina, ci sono battute che mi hanno fatto sbellicare, ma anche dialoghi un pó snervante stile Una mamma per amica. Ho letto solo un pochino la recensione per non spoilerarmi troppo la stagione successiva.

  2. Charlie

    Ciao Eleonora 🙂 A me personalmente piace lo stile del telefilm. Sì, non è proprio una commedia classica, ha anche uno sfondo di tematiche abbastanza profonde. Vale la pena di guardarlo proprio per questo più che altro

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