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Draculea - Alla scoperta dei figli della Tenebre

Storia degli Affari Inglesi di William of Newburgh (parte seconda) – Draculea

Storia degli Affari Inglesi di William of Newburgh (parte seconda) – Draculea

Prosegue la nostra analisi di Storia degli Affari Inglesi di William of Newburgh per la nostra rubrica dedicata a Draculea di ABEditore in collaborazione con Bloody Reader (come al solito leggete anche il suo articolo).

Come già accennato nella prima parte, Guglielmo di Newburgh cita alcuni casi che possono essere collegati al vampirismo. Nello specifico di alcuni uomini i cui spettri si sono risollevati dalla tomba per andare a molestare i vivi. Di casi simili, ci informa l’autore, ve ne sono fin troppi, ma è su altri due, in particolare che vuole portare l’attenzione.

Di Diabolici Prodigi (in Storia degli Affari Inglesi)

Ci spostiamo, per questi nuovi casi, prima nel monastero di Melrose e successivamente a York.

Nel primo caso, la testimonianza arriva direttamente da alcuni frati del monastero stesso e del quale faceva parte in vita anche il defunto. Defunto che, a dire il vero, seppur frate, non era poi un uomo di sì grande riguardo dal punto di vista religioso. Tanto che, appunto si era risvegliato per tormentare una donna.

Varney, the vampyre : or, The Feast of blood Storia degli Affari Inglesi di William of Newburgh (parte seconda) – Draculea
Title: “Varney, the vampyre : or, The Feast of blood”
Author(s): Rymer, James Malcolm, approximately 1814-1884 [person]
British Library shelfmark: “Digital Store RB.23.a.31447”
Page: 161
© British Library

La storia, di per sé, non è molto diversa da quelle che abbiamo sentito narrare finora. Ma il fattore rilevante è invece quello che a vedere il morto-vivente sia un religioso e che questo abbia una consistenza corporea.

Nei documenti precedenti, i morti resuscitati, vengono spesso definiti infatti come spettri. E quindi si potrebbe quasi presumere che lo spirito del defunto sia più che sufficiente a tormentare i vivi e privarli della loro energia. Ma il giovane sacerdote protagonista di questa vicenda colpisce il vampiro e da questo viene fuori del sangue, sangue che poi viene trovato nella tomba quando questa viene aperta.

Come dicevamo, questo è un fatto che differenzia questo caso da quelli precedentemente citati. Il vampiro si fa vero, tangibile e si avverte una concreta possibilità di potergli nuocere nelle sue vesti di risorto (e non solo quando è un corpo fermo). Tanto che, colpito, addirittura fugge tornando nella sua fossa.

La presenza del religioso, invece dona all’intera vicenda un fattore di autenticità. Potrebbe infatti un ‘sì devoto frate non saper riconoscere il segno del maligno? Ed anche questa resurrezione viene difatti collegata a Satana.

Il caso di York e il nesso fra epidemia e vampirismo.

Nel secondo caso, invece, abbiamo un uomo di York già conosciuto per la sua crudeltà in vita e morto a seguito di una caduta nel mentre che tentava, riuscendoci, di sorprendere la moglie in adulterio. Che fosse perché in vita un uomo malvagio, o perché non aveva portato a termine la sua vendetta anche costui ritorna dalla morte portando con sé un tremendo morbo, destinato poi a sparire una volta distrutta la creatura.

Non è raro nel corso della storia che la presenza dei Vampiri sia collegata ad epidemie di vario genere. L’ignoranza del popolo spesso trova spiegazione a fatti che destabilizzano il loro vivere nel sovrannaturale.

E la chiesa si è sempre fatta forte nel supportare queste teorie. Non è dunque difficile pensare che una sorta di epidemia fosse già in corso. Solo dopo, dunque, questa sia stata associata al vampirismo.  Il popolo ha dunque trovato il suo demonio in questo uomo, già crudele in vita, e le voci sul suo conto, della donna, di quelli che hanno creduto di vederlo hanno fatto il resto.

La linea di confine è sempre infinitamente sottile, ce ne rendiamo conto. E di certo i fatti sono conformi alla mentalità dell’epoca. Tuttavia, quello che certo non si può negare è il fascino che tutt’oggi riescono a portare con sé tali misteri.

8 comments
  1. ELEONORA

    Molto interessante il fatto che per una volta sia un religioso il vampiro, mi ricorda un pó il Monaco dove è un frate devoto a fare del male, lì la trama è differente ma non so perché me lo ha ricordato. Quanto amo queste storie gotiche!

    1. KeiLeela

      Probabilmente è dovuto proprio alla sua cattiva fama. Questi documenti per me sono proprio interessanti perché si tratta di fatti e non di racconti. E quindi tutte le persone menzionate sono reali.

  2. Irene Cataneo

    Come qualcuno ha già detto nei commenti, anche a me ricorda moltissimo il Monaco di Lewis. Ottima recensione comunque, tu e Bloody reader formate un duo pazzesco 🦇❤️

    1. KeiLeela

      Grazie! Mi piace molto lavorare con lei, abbiamo già portato un progetto similare tempo fa. A questo punto, comunque, credo proprio che dovrò procurarmi Il Monaco così analizzarlo in maniera più approfondita.

  3. Roxanne Caracciolo

    Quello che pensavo leggendo questa recensione è proprio quanto la superstizione popolare e l’impossibilità a spiegare determinati fenomeni abbiano fatto più della semplice fantasia di cui può essere dotato uno scrittore…

    1. KeiLeela

      Diciamo che comunque sono epoche in cui c’è una certa distinzione fra ceti sociali e dove il popolo è molto ignorante il più delle volte. Come mi hai detto nell’altro commento poi la chiesa ha sempre rafforzato queste credenze perché più si teme il diavolo, tanto più il suo potere è forte. Così fra fenomeni inspiegabili e chi ci aggiunge il carico da mille il passo è facile pensare come si sia arrivati a queste credenze

  4. Bloody Reader

    Devo dire che William, a mio parere, sia molto di parte. Non so se anche tu hai avuto questa impressione, ma credo volesse quasi esagerare o rendere più stupefacenti i fatti, probabilmente per qualche fine religioso

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