libro un vampiro vivente di dudley wright

Pubblicato per la rivista The Occult Review, Un Vampiro Vivente è un articolo scritto da Dudley Wright.

La notizia giunge al giornalista britannico direttamente dai tropici. Diversi sondati in quella zona hanno cominciato ad avvertire una strana debolezza a cui è seguita la richiesta di allontanarsi da quel luogo. Stessa debolezza che affligge anche la moglie del medico del campo.

Questi strani effetti sembrano essere legati al campo stesso e ad una figura alta, scura e slanciata che vaga al suo interno. Sarà forse questo strano personaggio il nostro Vampiro?

Ancora una volta la nostra guida è Draculea, di ABEditore e come sempre vi consigliamo di leggere l’articolo della nostra partner Bloody Reader.

The Occult Review e il caso del Vampiro Vivente

The  Occult Review  è stato un magazine pubblicato fra il 1905 e il 1951 in Inghilterra. Fu una raccolta di articoli e corrispondenze di molti celebri occultisti dell’epoca fra cui possiamo ricordare anche il famoso Aleister Crowley. Il caso del vampiro vivente , viene quindi trattato quasi come un report giornalistico.

Analizzando le diverse testimonianze che vengono menzionate, non è certo chiaro il motivo per cui  questi uomini e la donna si siano trovati nella condizione di avere simili allucinazioni e, soprattutto, di incorrere tutti nella stessa debolezza. Indubbiamente, siamo certi che Wright fosse fermamente convinto della teoria del vampiro. A riprova di questo, potremmo addurre diverse altre pubblicazioni dello stesso come Vampires and Vampirism ed altri testi esoterici scritti dall’autore stesso.

Vampirismo o suggestione?

C’è da dire però che Wright non è testimone diretto degli eventi e che questi gli sono stati semplicemente riportati. Ne deduciamo che quindi non potesse averne un quadro completo. A dirla tutto, l’uomo che viene accusato degli atti di vampirismo non sembra poi così diverso da un essere umano. È molto probabile, invero, che l’indiano sia stato accusato di essere la causa delle morti proprio in quanto indiano.

L’incontro con quest’ultimo avviene infatti nel pomeriggio e non mostra alcun segno che lo identifichi come tale a parte il fatto che la donna lo indichi come l’uomo apparso nel suo sogno. E del resto, non è forse vero che quest’ultimo si allontani di propria volontà piuttosto che reagire con violenza come tutti i casi esaminati precedentemente?

È probabile, in realtà, che la donna avesse già casualmente incontrato l’uomo e semplicemente lo avesse associato in qualche modo allo spettro dei suoi incubi.

Più un episodio di razzismo, dunque, mantiene comunque alcuni aspetti del vampirismo nella descrizione dei sintomi che le vittime subiscono. L’anemia, la debolezza ed il fatto che i sintomi sembrano alleviarsi nel momento in cui le vittime si allontanano dalla zona frequentata dalla creatura potrebbe essere un punto a favore di questa teoria. Lo stesso si potrebbe dire del fatto che, una volta che l’uomo si è allontanato, sono scomparsi anche i sintomi.

Suggestione collettiva? Molto probabile.

Per quello che ne sappiamo il vampiro della storia potrebbe essere chiunque. O forse semplicemente nessuno.

2 commenti

  1. Molto affascinante! Chissà da cosa sia partito questo mito del vampiro e perché affascini così tanto. Di solito quello per eccellenza è Dracula, ma credo che le sue origini siano molto più antiche! Super come sempre!

    1. Author

      Sono antichissime. Ne prossimo si faranno alcune citazioni in merito che potrebbero stupire

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