copertina Il gatto vampiro di Nabeshima di A.B. Freeman-Mitford – Draculea

Il gatto vampiro di Nabeshima è una racconto appartenente ai Racconti dell’antico Giappone raccolti da Algernon Bertram Freeman-Mitford.  Con questa storia il nostro viaggio in compagnia di Draculea di ABEditore si sposta nella terra del Sol Levante.

E se questo viaggio vi piacerà, e avrete piacere a tornarci con noi, saremo ben lieti di tornarci ancora scoprendo altri miti e altre leggende.

Ma oggi parliamo di vampiri. E con la collaborazione di Bloody Reader, di cui vi consigliamo l’articolo, procediamo verso questa nuova sezione che ha il titolo di Remoto.

Il Gatto Vampiro di Nabeshima – Trama

Una strana maledizione grava sulla salute del principe di Nabeshima dopo che egli, ed una delle sue consorti O Toyo, sono rientrati in casa seguiti da uno strano e grosso gatto. Ma cosa ha a che fare la bestia con la malattia del sovrano?

Recensione

Dal sapore di una leggenda, o quasi di una favola, Il Gatto Vampiro di Nabeshima ci porta in una terra lontana lontana. E così come nelle classiche fiabe abbiamo qui un principe da salvare, una creatura malvagia e un eroe all’apparenza comune, ma dotato di uno spirito forte.

In questa leggenda, perché così possiamo definirla, e abbiamo dunque una creatura che ha le sembianze di un animale, ma allo stesso tempo ha la capacità di mutare il proprio aspetto così da ingannare coloro che gli sono accanto. Il gatto nei panni di O Toyo, esce così nel suo intento di circuire il principe e di attentare alla sua salute. Non viene specificato all’interno del racconto quali che siano le motivazioni che hanno spinto il demone, o lo spirito, a scegliere proprio il principe come sua vittima. È molto probabile in realtà, che non vi sia alcuna ragione in particolare. Il gatto infatti segue O Toyo e il principe dal giardino fino dentro la casa.

Si mostra tuttavia come una creatura intelligente, infatti, il suo piano è prima quello di liberarsi della rivale, poi di prendere le sue sembianze così da poter ingannare la vista non solo della sua vittima, ma anche nel resto della corte. Oltretutto, la creatura si mostra anche furba nel liberarsi dei soldati che vegliano accanto al principe facendoli addormentare. Per quanto invece riguarda il soldato, il mostro si rende subito conto che può diventare un ostacolo tanto che ritorna sui suoi passi trovandolo sveglio.

Vampiri e demoni della cultura asiatica

SekienNekomata bakeneko
Toriyama Sekien / Public domain

La cultura asiatica, e nel caso specifico quella giapponese, non hanno per tradizione delle creature che possono definirsi propriamente vampiri almeno, almeno nel senso in cui intendiamo noi occidentali. In effetti, la figura del vampiro vero e proprio, è più una derivazione dall’incontro con la cultura occidentale. Nei miti e nelle culture asiatiche ci sono piuttosto una diversa gamma di spettri e demoni ognuno con le proprie caratteristiche. Il gatto di Nabeshima potrebbe pieno titolo rientrare fra questi, del resto molte delle sue caratteristiche rientrano pienamente in quelle di questi spiriti detti Yokai.

Tuttavia dobbiamo pur sempre riconoscere quella propensione così simile a quella dei vampiri di nutrirsi, durante la notte, dell’essenza vitale della propria vittima che lentamente diviene più debole e si avvicina alla morte. In realtà non sappiamo se poi, effettivamente, si nutra del sangue del principe o soltanto della sua energia vitale. Egli non presenta segni di tipo fisico, piuttosto lo vediamo indebolirsi.

Tuttavia, se con il principe si mostra più clemente, non si può dire lo stesso della povera O Toyo che viene azzannata e sepolta.

Altri tempi e luoghi lontani

Il fascino di questo racconto è proprio quello di vedere ambientata la storia in una terra lontana e al tempo stesso sconosciuta. Permette quindi al lettore di viaggiare verso una realtà dove tutto appare esotico, altico e dove qualche sorta di magia può prendere vita. Il titolo e il racconto è sicuramente peculiare e l’ho trovato davvero una bella scoperta dalla quale partire per scopire quei miti che non ci sono affatto vicini. A voi piacerebbe ne parlassimo ancora? Fatecelo sapere con un commento.

10 commenti

  1. Sí é molto interessante conoscere miti simili delle altre societá per comprenderne e conoscerne la cultura.

    1. Author

      È una cosa che piace molto anche a me. Spero di riuscire a fare delle analisi sempre più approfondite

  2. Io sono assolutamente sicura che sia in realtà un bakeneko, poiché effettivamente ha le caratteristiche di questo yokai. L’ho pensato sia mentre leggevo, che mentre scrivevo la recensione.

    1. Author

      Penso anche io in realtà.

  3. Davvero affascinante ogni racconto mostra una sfaccettatura differente del vampiro. Recensione stupenda!

    1. Author

      grazie mille 🙂

  4. Bellissima storia e bellissimo vedete come culture lontane abbiano creature così peculiari ed affascinanti. Da approfondire sicuramente

    1. Author

      Appena possibile dedicheremo una rubrica a questo magico paese

  5. Questa in verità mi è nuova: il gatto per la sua furbizia, indipendenza, sensualità è stato sempre associato alla femminilità come al paranormale, non sapevo che fosse stato in qualche modo associato pure al vampiro!

    1. Author

      In realtà io credo sia più una sorta di demone che però ha diverse caratteristiche in comune coi vampiri. Anche perché secondo me, i Giapponesi il concetto di vampiro vero e proprio lo hanno un po’ importato da noi. E si vede 😉

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.