Dopo aver recensito Salernoir in tutte le sue parti, abbiamo invitato, come è nostra abitudine il suo autore Manuel Mascolo sul nostro portale così da potergli porre qualche domanda.

Benvenuto Manuel sul nostro portale.
Quando hai scoperto di essere un appassionato del noir? Da dove nasce l’ispirazione per il tuo romanzo? Hai iniziato a scrivere in giovane età?

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Non mi ritengo un appassionato di NOIR, mi ritengo un appassionato di libri!! Ho sempre letto di tutto, tutti i generi, dal Giallo, al romanzo, alla beat generation, alle biografie… prima di questo noir avevo pubblicato libri di racconti e di poesia, quindi posso affermare che il NOIR è uno dei generi che mi piace, come anche altri.

L’ispirazione per il mio romanzo ovviamente nasce dalla mia città, dalla voglia di descriverla diversamente. Vivendola giorno per giorno avevo sviluppato la voglia di farla diventare il mio personale “set” per raccontare storie di killer e detective, paragonandola un po’ alle classiche cittadine Americane tipiche protagoniste di gialli, immaginavo che il lettore, grazie alle mie parole, avrebbe come me visto Salerno sotto occhi diversi, sempre bellissima ma anche cupa e accattivante.

Mi è sempre piaciuto scrivere, recitare, raccontare… le prime composizioni sono nate tra i banchi di scuola alle superiori, infatti un anno dopo il diploma ho pubblicato il mio primo libro di racconti, intanto mi ero già cimentato in testi teatrali e canzoni (avevo una Rock Band e molte delle nostra produzioni portavano la mia firma come autore del testo).

Quale dei personaggi per te è il più riuscito?

A parte James, il protagonista dei miei racconti, penso che i due personaggi più riusciti e a cui sono più legato sono Paolo e l’ispettore Bracco, il primo l’amico di James, un po’ grillo parlate, la sua coscienza che sa leggere nell’animo del protagonista, e poi l’ispettore, un po’ come Bloch per Dylan Dog, una sorta di padre che, suo malgrado, è affezionato a James e lo protegge. Se dovessi invece nominarti un cattivo, sarebbe il cattivo del secondo capitolo, il ladro d’amore… un uomo a cui l’amore ha dato e tolto tutto.

Quanto c’è di personale o di cronaca reale nelle storie?

Salerno
Photo by Marco Savastano on Unsplash

Tantissimo! Molti dei nomi dei personaggi sono di persone che conosco (solo i nomi sia ben chiaro), fatti di cronaca anche, in dei punti descrivo momenti precisi della vita salernitana…

Racconteresti in breve la tua esperienza editoriale con Saggese Editori e come incoraggeresti altri autori che provano ad emergere?

Francesco Saggese è un sognatore, un sognatore che è riuscito a rendere i suoi sogni realtà, e non contento ha deciso di realizzare quelli degli altri, è un coraggioso che in questo mondo multimediale crede ancora nella bellezza del libro e della carta stampata, è un editore consapevole e concreto. Mi ritengo fortunato ad averlo incontrato. La sua Casa Editrice è un faro per scrittori che meritano possibilità. In più ci conosciamo da anni (il primo incontro fu in un villaggio turistico dove lavoravo, più di dieci anni fa), il destino e la vita poi ci hanno fatto rincontrare.

Quali sono i tuoi prossimi progetti sia editoriali che lavorativi?

Per adesso voglio concentrarmi su SALERNOIR e sulla promozione del libro (aspettiamo tempi migliori per organizzare reading) non so se le storie di James continueranno… intanto mi dedico alla poesia, altra mia grande passione, e sto lavorando su alcuni testi teatrali.

Puoi anticiparci qualcosina riguardo al prossimo romanzo in cantiere?

Come ti ho detto, al momento non ho romanzi in cantiere… avrei un’idea ma da bravo artista sono molto scaramantico e preferisco non parlarne…

Grazie Manuel è stato un piacere per me leggerti ed intervistarti.

1 commento

  1. Non vedo l’ora di leggere il suo libro e questa intervista come. Sempre bellissima svela qualcosina in più utile per comprendere meglio il libro e le sue storie

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