muse danzanti - Andrea Mantegna - Teogonia di esiodo

La Teogonia di Esiodo è sicuramente un testo fondamentale per chiunque voglia intraprendere un viaggio all’origine del mito greco/romano. E quindi siccome andremo a parlare di miti e personaggi ci sembra quantomento doveroso di fare una breve introduzione a questo testo.

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Il termine teogonia ϑεογονία significa nello specifico “l’origine degli dei” derivante da ϑεός “dio” e γονή “generazione” appunto.  Si presuppone per tanto che quella esiodea non sia l’unica esistente, ma che se ne possano ritrovare diverse a seconda dei popoli e degli uomini che hanno calpestato la terra. Tuttavia, per quanto riguarda la Grecia Antica, è sicuramente il testo più completo sull’argomento.

Tra l’altro la Teogonia è anche uno dei primi e pochi testi ad essere pervenuto ai giorni nostri in maniera completa, sebbene c’è chi sostiene che alcune parti non siano da attribuire ad Esiodo.  E in effetti è Esiodo stesso ad autoproclamarsi scrittore e poeta all’interno dell’opera ed è, anche questa, una novità assoluta.

Esiodo: Il poeta pastore

Hesiod and the Muses by Gustave Moreau
Gustave Moreau, Public domain, attraverso Wikimedia Commons

Esiodo è il primo poeta di poesia epica, come abbiamo detto, a proclamare sé stesso come autore dell’opera. Nel proemio della stessa, durante l’invocazione alle muse egli descrivere precisamente il momento in cui esse si rivolgono a lui ponendogli sul capo una corona d’alloro che sarà il simbolo del suo essere una sorta di prescelto nel tramandare la vertità sull’orgine del cosmo.

Anche questa in realtà è una grande novità. Esiodo non è solo quindi un aedo, se vogliamo utilizzare questo termine, ma anche un detentore della verità (ἀλήθεια) che si distacca dalle menzogne che pure le muse sono solite raccontare.

Esiodo è dunque sia un autore che un personaggio in una sorta di meta letteratura. Tra l’altro, a differenza di Omero, di Esiodo conosciamo diversi dettagli. Sappiamo che visse ad Ascra, dove si trova il Monte Elicona non a caso, e che suo padre vi giunse da Cuma per lavorare la terra. Così almeno ci dice Quattrone. Ebbe un fratello di nome Perse, il quale scelse la via del commercio per mare, mentre Esiodo si diede all’attività di pastore come egli stesso racconta nell’opera. Ed è proprio in questo frangente, sul Monte Elicona, che egli incontra le Muse.

Teogonia: A proposito delle Muse

Minerva e le Muse sul Monte Elicone di Theodorus van der Schuer (1675)
Minerva e le Muse sul Monte Elicone  (1675)
Theodorus van der Schuer (1628-1707), Public domain, attraverso Wikimedia Commons

Le Muse sono semi divinità figlie di Mnemosine (Μνημοσύνη) e Zeus con la quale egli giacque per nove notti, come nove sono le Muse. Ed in effetti la memoria gioca una funzione portante nel ruolo di queste semidivinità, in quanto non solo per tempo le arti narrative si sono tramandate tramite la memoria, ma anche è l’arte stessa ispirata dalle Muse a tramandare la memoria delle gesta degli eroi.

E del resto ogni opera inizia il più delle volte con un’invocazione alla divinità e molto spesso queste divinità sono proprio le Muse, o una di esse. E seppure già nominate in passato è in Esiodo che per la prima volta compaiono i loro nomi: Clio, Euterpe, Talia, Melpomene, Tersicore, Erato, Polimnia, Urania e Calliope. E i nomi non sono certo casuali perché in essi vi è parte delle caratterstiche di ognuna.

Tornano all’opera, o meglio, al proemio dell’opera, esse appaiono dal principio impegnate ad intrattenere gli dei con danze e canti (e ricordiamo che quando parliamo di canti parliamo anche di poesia) proprio su quel Monte Elicona. Qui si presenteranno ad Esiodo e, come appiamo detto già precedentemente, lo investiranno del rango di poeta. A lui racconteranno la verità, appunto, affinché egli la tramandi agli uomini.

Vi è, in un certo senso, una vera e propria investitura del poeta che viene così elevato a poeta divino. Scelto dagli dei stessi, egli non è più un semplice pastore.

Più avanti torneremo a parlare di loro, non a proposito della Teogonia, ma bensì di altre opere poiché questa voleva essere solo una premessa per dare il via al nostro viaggio.

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