teddy & annie the forgotten toys i giocattoli dimenticati

Teddy & Annie – I Giocattoli dimenticati è un film di animazione del 1995, al quale poi hanno seguito ben due serie, basato su un racconto di James Stevenson “La notte dopo Natale“.  I protagonisti sono un orsetto di pelouche e una bambola di pezza abbandonati dai loro bambini che ormai hanno ricevuto dei giocattoli nuovi. Un tema perfetto, questo mese, per la nostra rubrica Memorie Dimenticate.

Teddy & Annie – I giocattoli dimenticati – Trama

L’orsetto Teddy si risveglia la notte dopo Natale all’interno di un bidone dei rifiuti. Con lui c’è anche la bambola Annie. I due giocattoli sono stati buttati via dai loro bambini che ormai sono presi dai nuovi regali ricevuti per Natale, nuovi, tecnologici e con mille accessori.  Teddy ed Annie sono troppo vecchi e i loro bambini non vogliono più giocare con loro. Tuttavia i due decidono di fare squadre e cercare insieme dei nuovi bambini che si prendano cura di loro.

Recensione

Probabilmente Teddy ed Annie è un altro di quei cartoni che ricordiamo io, il regista Graham Ralph e sua nonna, tanto che non sembra essere trasmesso su nessuna piattaforma di streaming e, anche a volerlo acquistare, si trova soltanto usato. Un vero peccato perché, fra tanti film di natale, si tratta di una favola davvero carina per quanto possa essere semplice.

In soli 25 minuti, il burbero orsetto Teddy e la dolce bambola Annie sapranno sicuramente conquistare il vostro cuore. E forse farvi tornare un po’ indietro a quando eravate bambini. Dopotutto chi non ha avuto un giocattolo preferito a cui stringersi ed abbracciare quando vi sentivate un po’ tristi e soli? Chi non ha ancora nascosto in qualche angolo della casa qualche giocattolo che è un po’ brutto, vecchio e anche rotto, ma a cui tiene così tanto perché gli è stato donato da una persona cara?

Del resto è ciò che dice anche Annie al suo compagno di avventure quando quest’ultimo chiede ad un giocattolaio che ricorda un po’ un Babbo Natale di avere anche lui delle batterie.

L’unico gioco che rende felici è quello che viene regalato con amore da una persona che ci vuole bene.

È l’amore ciò che rende felici i bambini.

teddy & anny E forse se ci pensiamo per un momento è davvero così. Ancora di più in un anno particolare come questo dove siamo tutti un po’ più lontanti che vicini. E forse, ancora, sono davvero le cose più semplici a renderci davvero felici.

Un giocattolo per un bambino

Per ogni bambino il giocatto è una sorta di primo amico con il quale si trova ad interfacciarsi, un modo di creare il suo mondo e anche di sviluppare la propria fantasia. In certi momenti il ruolo del giocattolo è anche quello di essere un primo confidente in particolar modo nelle prime fasi della crescita e certo non è un caso se spesso il giocattolo preferito di un bambino è proprio uno dei primi che ha ricevuto in dono. O, come abbiamo lasciato dire alla nostra protagonista poco sopra “quello che viene regalato con amore da una persona che ci vuole bene“.

A tal proposito, risulta molto bello il pezzo musicale, sia in italiano che in lingua originale, della bambolina. In quei pochi versi Annie si rivolge all’orsetto un po’ per dirgli che può contare su di lei. Eppure quelle stesse parole sono anche un ricordo lontano alla sua bambina quando era lei ad aver bisogno del giocattolo. E il suo giocattolo era proprio Annie.

Tu mi troverai

vicino a te

Se paura avrai

tu cercami

Se ti perderai

tu chiamami

E dovunque andrai

ricordati

Sono qui, qui per te.

Anytime you need

a friend

Just call out

my name

I’ll come running

Anywhere

you are

I’ll find you

Anytime, anywhere

I giocattoli dimenticati – Due minuti per fare coming out

Ora dato il tema del film preso in esame, ovvero i giocattoli, mi piacerebbe anche un po’ sentire la vostra opinione in merito.

Innanizitutto conoscevate questo film? Vi piaceva?

E secondo avevate un giocattolo da bambini a cui eravate particolarmente legati? Cos’era? Come lo avete avuto? E soprattutto, lo conservate ancora? Fatecelo sapere qui sotto con un commento e raccontateci la sua storia. E, perché no, tiratelo fuori dall’armadio e provate ad abbracciarlo.

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