pandemonium

Prosegue il nostro viaggio nell’universo di  Pandemonium  con il racconto di Antinferno di Caleb Battiago.  Ancora una volta troviamo un nesso con i dieci comandamenti:

Non commettere atti impuri

 

Antinferno – Trama

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Siamo alle porte dell’Inferno dove i demoni Pandemonio e Putiferio si apprestano nel traghettare le anime oltre il fiume. Fra queste Eva, il cui sguardo è perso alla ricerca di qualcosa. Ma cosa?

Recensione

La parola chiave che potrebbe descrivere questo racconto è: caos. Il caos è sulla riva del fiume, sulla fuliggine, fra le anime dei dannati che se pure stanno in fila, se pure seguono un numero. Hanno fretta di arrivare dall’altra parte, ma non sanno… Almeno è questo che dicono fra loro i due demoni.

E quelle anime sono lì, in attesa fremono e temono il due nocchieri, tanto da richiamare il canto dantesco, il terzo per essere esatti

Caron dimonio, con occhi di bragia
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s’adagia.

Come d’autunno si levan le foglie
l’una appresso de l’altra, fin che ’l ramo
vede a la terra tutte le sue spoglie,

similemente il mal seme d’Adamo
gittansi di quel lito ad una ad una,
per cenni come augel per suo richiamo.

Queste anime dannate, come si può vedere dai versi riportati, non sono poi così diverse. L’attesa del supplizio spesso può essere peggiore del supplizio stesso anche se questo può dirsi eterno. In entrambe le narrazioni le anime non sono coscienti di ciò che le spetta se non che non sarà certamente piacevole. Tuttavia, come potrebbe salvarle rimanere lì sulla sponda del fiume?

In Antinferno la fuliggine le separa dal loro destino. Esse sono in parte rassegnate, in parte stanche ormai di attendere con il peso di quella pietra al collo, pietra che potrebbe indicare i loro peccati, le loro pene e le loro colpe.

antinferno - Caronte Dante virgilio e i dannati Divina commedia canto terzo
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Eva

Eva in parte lo sa, ne è consapevole, sa che verrà punita che è lei la strega da mandare al rogo e non certo “l’arciprete dai denti marci”.

Eppure Eva, che ha lasciato una figlia, non si arrende. Eva, nel suo essere donna, avverte qualcosa. Un suono in lontananza, qualcosa di familiare, l’ombra di un ricordo al di là del muro di fuliggine.

Eva sa, capisce, la voce del vecchio lo conferma e con tutta la testardaggine che possiede, con tutta la forza che ha in cor… Ehm… Nell’anima non può più trattenersi e si ribella contro quei demoni, li sfida, sovverte le loro leggi per andare incontro a quello che è il destino che si è scelta.

È magnifica la figura di Eva. Nel suo agire, nel suo mandare metaforicamente tutti  al diavolo sebbene siano già tutti all’Inferno. Inarrestabile, forte.

Non vi dirò cosa Eva ha visto e cosa ha udito al di là della fuliggine, del fumo nero. Vi lascerò il piacere di scoprirlo, di comprenderlo e giudicare.

2 commenti

  1. Sembra molto bello il racconto ma da Battiago che conosco molto di nome forse non ci si può aspettare altro

    1. Author

      È particolare, ma molto carino. ^^ Questo libricino è pieno di sorprese

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