Di Corna e Altre Cause Perse – Laura Silvestri – Pandemonium

pandemonium

Di corna e di altre cause perse è il contributo di Laura Silvestri alla raccolta Pandemonium. Anche questa volta abbiamo una nuova storia che ci porta nelle prossimità di Firenze, dove personaggi singolari ci ricorderanno del comandamento:

Non desiderare la donna d’altri

Di corna e di altre cause perse – Trama

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Una strega risveglia un cadavere molto fastidioso per usarlo come suo servitore. Tuttavia, questo le in chiede in cambio aiuto per far condannare la moglie rea di avergli messo le corna.

Recensione

In Di corna e di altre cause perse la peste è ormai giunta al termine e la popolazione deve fare i conti con quelle che sono le conseguenze. Il cadavere che viene risuscitato è proprio quello di una vittima del morbo. E un grande dito lì dove non batte il sole.

L’uomo, il cadavere, che risponde al nome di Rinaldo, subito si rifiuta di stare al comando della vecchia poiché prima desidera che ella faccia qualcosa per lui. Egli infatti desidera vendetta contro la moglie, donna Filippa, che pare avesse un amante durante la sua vita. Principalmente, quindi, quello che vediamo è una situazione di orgoglio maschile ferito.

Il femminismo di Monna Filippa

Filippa è, o meglio era, la moglie di Rinaldo. Accusata dalla strega e dal redivivo Rinaldo stesso di adulterio si trova nella condizione di doversi difendere da sola. Ella non prova nemmeno a negare, di fatto, la sua colpa, ovvero quella di avere un amante. L’uomo con il quale avrebbe commesso l’adulterio è infatti anche fra i presenti all’udienza. Eppure, come una Portia dello shakespeariano Mercante di Venezia, Filippa perora la propria causa. Seppure colpevole, la donna porta le sue confutazioni che fanno ragionare non poco chi è in ascolto e infondo anche chi legge.

Filippa, la forza di una donna che è ben convinta delle proprie azioni e, soprattutto, di quanto possa essere ingiusto il sistema legislativo che consente taluni cose agli uomini, ma le nega alle donne. In un certo senso, potremmo anche dire che la figura di Filippa possa rappresentare un personaggio quantomeno femminista. E la rivendica per sé stessa i pari diritti che erano appartenuti al marito, pur quello di mettere le corna, poiché come è la stessa di là e come per gallina che non becca. Quindi i suoi gesti non sono tanto da imputare a se stessa quanto ai demeriti del marito che non è stato in grado grande, durante il corso della sua vita, di prendersi cura della propria moglie nella maniera più corretta.

Seppure quindi non è la protagonista, Filippa risulta un personaggio chiave nel corso della vicenda, addirittura potremmo dire il più importante. Il suo fare, il suo agire, non mette solo in evidenza una situazione di disuguaglianza, ma rivendica anche per se stessa dei diritti. Inoltre Filippo mostra anche quanto una donna possa disporre di un certo ingegno in una società dove sono gli uomini a dettar legge. E quell’ingegno, alle volte, può essere anche più fino di quello di tanti uomini che le stanno intorno.

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