Unborn di Christian Sartirana

Una foschia biancastra incombe sulla città di Robbia; due giovani pusher scompaiono nel nulla; un librario di Casale Monferrato è spaventato dalla pazzia di sua madre: benvenuti nell’orrore cosmico di Unborn, il nuovo romanzo horror di Christian Sartirana, pubblicato da Acheron Books.

Trama

unborn di Christian Sartirana
Unborn di Christian Sartirana
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Lorenzo è un cacciatore di libri antichi… e un alcolizzato. La sua vita si aggira stancamente tra soffitte ammuffite, alcol, e una madre pazza affetta da deliri mistici. Ma tutto cambia quando un misterioso cliente lo invita nel paesino fantasma di Robbia, sperduto nelle nebbie piemontesi, per valutare un’inquietante Bibbia apocrifa collegata agli appunti di un professore scomparso. Mentre lavora alla decifrazione dell’antico testo, orrende energie sembrano risvegliarsi: clochard che svaniscono nel nulla, preti che si suicidano, e una sequenza d’incubi che prende a tormentarlo. Una terribile verità inizia ad affiorare: una forza oscura è in procinto di pervertire e condannare l’intera umanità…

Recensione

“Quindi, in un gesto impulsivo, l’afferrai.
La copertina era fredda e appiccicosa. Storsi le labbra, mentre l’odore di marcio mi saliva più forte alle narici.
Ma come fa a puzzare così? C’è qualcosa di morto dentro?
L’idea m’inquietò.”

Il marciume pare essersi attaccato alla madre di Lorenzo Fossano, libraio antiquario di Casale Monferrato, in Piemonte. Da quando la donna è stata trovata a pregare nel mezzo di una strada, una follia senza fine pare esserlesi attaccata all’animo. C’è qualcosa di assurdo e terrificante nelle sue parole, per non parlare del santuario inquietante che è diventata la sua casa, o degli strani fatti che accadono da un po’ intorno alla cittadina abbandonata di Robbia.

Ed è proprio a Robbia che Lorenzo è costretto a recarsi, quando un bizzarro signore lo chiama per proporgli l’acquisto di libri e quaderni appartenuti un tempo a un professore. È così che scopre quali oscure ricerche stava portando avanti l’uomo, è così che viene a galla il motivo per cui clochard, zingari e povera gente continuano a sparire.

Bibbia
Photo by Kiwihug on Unsplash

Il tempo e l’universo stesso sembrano torcersi in una spirale di orrore cosmico guidato dalla materia tumorale del nostro pianeta, quelle masse incolte e dormienti che hanno bisogno di continuo nutrimento. Ci sono cose, cose nere, che infestano Robbia e ne tarlano il sottosuolo in un inferno viscido e pulsante. E c’è un motivo per cui Lorenzo è l’unico che può mettere fine a tutto questo, con l’aiuto del suo amico Andrea Magagna.

In un omaggio alla nebbia di Stephen King e ai tentacoli di Lovecraft, ispirato dai film Il Signore del male e Il seme della follia di John Carpenter, attraverso questa storia piemontese, l’autore ci mostra ancora una volta come l’orrore e il delirio si possano aggirare anche per le strade di cittadine italiane.

“C’erano cose che volavano, altre che strisciavano, gemevano, che morivano e che nascevano. Il cielo era come una finestra rotta sul delirio, con i cocci percolanti e crepe che rivelavano lucori immondi.”

Perciò vi avviso, deboli di cuore e di stomaco: attenzione su cosa mettete i piedi, nella livida Robbia, e diffidate delle campane…

Parere personale

Le scene che Christian Sartirana riesce a trasmettere attraverso questo libro sono molto forti, di ancestrale disgusto e deliziosa allucinazione. Le descrizioni oscure e dettagliate lasciano un vuoto nello stomaco, e sapranno distorcere la vostra immaginazione.

Il personaggio di Lorenzo è ben studiato, abbattuto dall’alcol ma ancora abbastanza forte da tirarsi indietro; non è un personaggio decadente come si sospetta a un primo impatto, anzi l’ho trovato attivo, vitale e con un modo di pensare molto schietto che alleggerisce il filone lugubre che pervade la storia. Non mi hanno convinto alcuni suoi dialoghi con la protagonista femminile, Raffaella; li avrei preferiti un po’ più profondi.

Condito da qualche parolaccia e dal dialetto piemontese che fa sempre sorridere, lo stile di scrittura è molto scorrevole; è interessante seguire, tra libri antichi e incubi, la risoluzione del macabro mistero. Una buona lettura per gli amanti del genere, soprattutto se si vuole essere cullati dalle familiari atmosfere del grande Lovecraft e il geniale King.

2 commenti

  1. Libri di questo genere ambientati in piccoli borghi italiani sembrano un pochino piú affascinanti.

  2. Bellissimo, ora che l’ho finito ho potuto leggere la vostra recensione ed è bella bella

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