violet society Michela Mosca

Qualche giorno fa abbiamo recensito Violet Society di Michela Mosca e come da nostra abitudine abbiamo invitato la sua autrice sul nostro portale per una breve intervista.

Buongiorno Michela,
siamo molto liete di ospitarti sul nostro portale informativo, insieme al tuo libro Violet Society. Qui di seguito troverai alcune domande che il nostro staff ha pensato per te:
Ciao Michela, raccontaci qualcosa di te. Quali sono gli autori a cui ti ispiri? Hai qualche passione stravagante?

Ciao alla redazione di Vampire tears. Allora, io ho sempre seguito una dieta onnivora per quanto riguarda la lettura, non ho un solo scrittore a cui mi ispiro. Tutto ciò che ho letto ha avuto un impatto su di me, ma sicuramente Lovecraft è quello che mi ha condizionato più di tutti. Abitudini stravaganti? Hai voglia! Amo andare per cimiteri, mi fa stare bene e in pace. Parlo spesso da sola, adoro traumatizzare le persone con anedotti horror e storie macabre. 

Da dove nasce il tuo amore per la scrittura?

Fin da piccola ho sentito l’impulso di imprimere su carta i miei pensieri. Ho iniziato tenendo traccia di sogni e incubi, poi ho creato trame sempre più articolate e complesse. Avendo vissuto un’infanzia solitaria, creavo storie per sentirmi protagonista di un mondo tutto mio. 

Violet Society è il tuo primo romanzo: come ci si sente ad aver pubblicato la tua prima storia?

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Violet Society: Un thriller torbido, dove nessuno è quello che sembra di Michela Mosca
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er me è stato un banco di prova e una sfida. L’ho pubblicato per superare l’ansia da palcoscenico, imparare a ricevere critiche e complimenti (faccio più fatica ad accettare quelli che i suggerimenti). Sono agli inizi, la mia mentalità è che non si smette mai di perfezionarsi, di imparare, perciò questa autopubblicazione non è un traguardo, è un primo step. 

Sappiamo che scrivi anche su Wattpad. Quanta importanza ha per te condividere le tue storie, la tua immaginazione, con gli altri?

Scrivere su Wattpad mi ha aiutata a sbloccarmi, a credere di più in me. Ho conosciuto persone fantastiche, che mi hanno permesso di crescere. Al contempo, leggere e commentare storie mi ha fatto affinare l’occhio. In un futuro mi piacerebbe correggere bozze per mestiere. 

Violet Society è un thriller psicologico che ci porta negli angoli più bui della società. Perché hai scelto di concentrare il romanzo sulle insidie di Internet?

Violet Society doveva essere una storia corta, massimo sei capitoli. Nasce da un mio volo pindarico sul fenomeno del catphishing. Poi, dopo aver postato su wp, un sacco di lettori mi hanno pregato di continuare, e un po’ alla volta nuove dinamiche e personaggi si sono fatti strada nella mia mente. Stavo scrivendo una tesi sulle violazioni dei diritti digitali, sull’hacking, perciò ero sul pezzo. 

C’è un personaggio che ti assomiglia in modo particolare?

Forse Giada, per il suo aspetto leale, il senso dell’amicizia. Ma empatizzo molto con Demetra, il suo lato un po’ dark. La definirei un mio alterego.

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Photo by Sergey Zolkin on Unsplash

Hai ben rappresentato il male dietro una mentalità contorta, ma hai saputo anche sfogliare il lato emotivo dei personaggi. È stato difficile destreggiarsi fra modi di pensare così distanti tra loro?

In realtà ad un certo punto era come se i personaggi mi dettassero cosa scrivere. C’erano momenti in cui uno o l’altro mi bisbigliavano la loro prossima mossa e io ero tipo: “no, ma veramente vuoi comportarti così?”. Lo so, è contorto ma è la verità. 

Hai dovuto svolgere molte ricerche per documentarti e creare scenari verosimili?

Sì sul deep e dark web, per evitare di scrivere imprecisioni: ho guardato documentari al riguardo. Poi ho Consultato appunti universitari di criminologia. 

Qual è il messaggio che vorresti lasciare ai lettori attraverso il tuo libro?

Che la manipolazione mentale può sembrare un fenomeno in cui solo persone fragili e sprovvedute possono incappare. Non è così. Le psico-sette possono confondere, sanno che tasti personali toccare, sono in grado di stravolgere i propri asset valoriali. Per questo sapere che esistono “società” di questo tipo aiuta a farsi venire gli anticorpi. 

Per concludere, hai nuovi progetti in cantiere? Quale sarà la tua prossima pubblicazione?

Sì, sto per autopubblicare una raccolta di racconti horror, nel frattempo continuo a proporre a qualche ce il mio romanzo di punta, quello che considero il mio lavoro migliore. Credo nell’editoria e so che per quel libro vale la pena aspettare anche anni e accettare molti rifiuti e silenzi. 

Grazie Michela per averci concesso un po’ del tuo tempo. Con un occhio sempre aperto sui pericoli del mondo, non vediamo l’ora di affrontare con te nuove indagini e avventure!

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