vita dell'impiccato Pablo Palacio crowdfunding

Mancano solo pochi giorni alla chiusura della campagna di crowdfunding che vede come come protagonista Vita dell’impiccato (Vida del ahorcado) di Pablo Palacio. La campagna, organizzata dal Edizioni Arcoiris tramite il servizio Produzioni dal Basso, ha lo scopo di coprire le spese di traduzione, pubblicazione e promozione dell’opera.

Partecipare alla campagna prevede diversi tipi di ricompensa a partire da una serie di sconti sul sito di Edizioni Arcoiris e libri in omaggio. I pacchetti vanno da uno sconto del 5% su tutto il catalogo per un anno fino al 30% e gli omaggi dal libro stesso di Palacio fino ad altri 6 a scelta. Insomma se amate questa casa editrice è sicuramente un’occasione ghiotta da non farsi scappare.

Per supportare la campagna basta semplicemente cliccare QUI e scegliere il tipo di ricompensa che si preferisce. Con i nostri migliori auguri alla Arcoiris, speriamo davvero che questa campagna possa raggiungere il suo obiettivo.

Vita dell’impiccato – Opera

«Con guanti chirurgici creo un piccolo bolo di fango suburbano e lo lascio rotolare per queste strade: si tapperà il naso chi vi troverà carne della propria carne»

Così si presenta Palacio nella raccolta di racconti Un uomo ucciso a calci , pubblicata nel 2018 dalle Edizioni Arcoiris. Ora desideriamo recuperare un altro suo capolavoro purtroppo ancora poco conosciuto: Vida del ahorcado , un romanzo breve composto da frammenti, un testo allucinato nella cui struttura labirintica i confini tra realtà e immaginazione, e tra umorismo e orrore, sono labili e frastagliati.

Se Un uomo ucciso a calci mette uno straordinario punto finale alla letteratura ispanoamericana del XIX secolo, Vida del ahorcado , insieme ai coevi I sette pazzi di Roberto Arlt, No toda es vigilia la de los ojos abiertos di Macedonio Fernández o Fulano de tal di Felisberto Hernández, inaugura in maniera dirompente la letteratura d’avanguardia ispanoamericana del XX secolo.

L’autore

«Voleva essere uno scrittore selvaggio, eretico, geniale, e ci è riuscito».

Queste parole di Sergio Pitol su Witold Gombrowicz si adattano perfettamente anche a Pablo Palacio (1906-1947), grande scrittore ecuadoriano d’avanguardia di cui solo negli ultimi decenni i critici (e gli editori) hanno riscoperto l’opera visionaria, brutale, beffarda ed espressionista.

La raccolta di racconti Un hombre muerto a puntapiés (1927) – pubblicata in traduzione nel 2018 dalle Edizioni Arcoiris col titolo Un uomo ucciso a calci –, i romanzi sperimentali Débora (1927) e Vida del ahorcado. Novela subjetiva (1932) sono ancora oggi libri audaci e inclassificabili che hanno pochi eguali nel panorama letterario ispanoamericano e che mostrano originali punti di contatto con gli universi narrativi creati da Poe, Kafka, il già citato Gombrowicz, Arlt e Macedonio Fernández.

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