i ritratti profetici Nathaniel Hawthorne

I Ritratti Profetici è un racconto di Nathaniel Hawthorne che possiamo leggere grazie ABEditore e la sua raccolta i Micromondi e nello specifico nella mini-raccolta dedicata all’arte, sezione pittura. L’autore del più celebre La Lettera Scarlatta pubblicò questo ed altri racconti nella raccolta Racconti narrati due volte (Twice-Told Tales). Tutti i raccolti in essa contenuti, infatti, avevano già visto in passato la luce sa meno di varie riviste.

Sebbene molto breve, il racconto non manca certo di spessore e di spunti di riflessione e certo merita la nostra attenzione quella del pubblico che si accingerà a concedergli una possibilità.

I Ritratti Profetici – Trama

MICROMONDI serie I - Arti ovvero tre volumi con racconti brevi su Pittura - Musica - Danza "I ritratti profetici", N. Hawthorne; "La tentazione di Harringay", H.G. Wells; "La musica sulla collina", Saki; "Il Miserere", G.A. Béquer; "La danza della morte", A. Blackwood; "Il ballerino", Jerome K. Jerome.
MICROMONDI serie I – Arti
ovvero tre volumi con racconti brevi su
Pittura – Musica – Danza
“I ritratti profetici”, N. Hawthorne; “La tentazione di Harringay”, H.G. Wells;
“La musica sulla collina”, Saki; “Il Miserere”, G.A. Béquer;
“La danza della morte”, A. Blackwood; “Il ballerino”, Jerome K. Jerome.
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Walter Ludlow e la giovane Elinor alla vigilia delle loro nozze decidono di commissionare un ritratto ad un famoso pittore le cui opere sono così perfette da apparire vive sulla tela. Addirittura, gira voce, che esse siano più reali degli originali tanto il pittore sia in grado di carpire la vera essenza dei soggetti in essi ritratti.

Recensione

Sorvolando sull’edizione curatissima che ci ha fornito ABEditore che risulta essere una piccola perla, il racconto presenta davvero molti spunti di interesse e sotto diversi punti di vista. Per quanto breve, esso riesce ad affrontare un numero diverso di tematiche a partire da quelli che sono i suoi personaggi principali a una serie di contorni che ci fanno riflettere su temi che, sì, abbiamo già trattato e, sì, continueremo ancora a trattare perché ci sono particolarmente cari.

L’incontro delle Arti

Già abbiamo parlato più volte come diverse la letteratura spesso faccia menzione ad altre forme d’arte rendendola parte integrante, o meglio ancora, tema portante della propria trama. Esempi calzanti sono La Redenzione dei Capilavori di Luigi Capuana, parte della raccolta Il giglio nero, o ancora Il Vecchio Ritratto di Nisbet e Schalken il pittore di Le Fanu. Senza contare il celebre Il Ritratto di Dorian Gray che vi promettiamo ancora una volta di trattare prima o poi.

I ritratti, in generale, sembrano sempre avere l’impressione di poter catturare l’anima di chi si trova al loro interno. È così per le opere già citate ed è così anche in quest’opera che andiamo qui a trattare.  L’artista, non viene mai fatta menzione al suo nome, ha questa dote di catturare l’anima, ma non solo. Spesso le espressioni ritratte dai suoi personaggi non sono ancora visibili sul volto dei soggetti. O almeno non lo erano al momento in cui i ritratti erano stati studiati, ma sarebbero comparsi alcuni anni dopo. Ed è così anche per i due ritratti dei giovani sposi dove la donna viene raffigurata con un’espressione cupa e triste, mentre l’uomo con una strana luce negli occhi. Il mistero verrà ovviamente svelato nella parte finale del racconto, tuttavia, ci sono comunque una serie di dettagli che vanno chiariti  lo faremo nella prossima sezione.

Ritratti e Profezie

Ad essere realmente onesti è difficile stabilire quanto il ritratto dell’artista possa essere accumunato a una vera e propria profezia. C’è certo da dire che le espressioni qui dipinte compariranno effettivamente sul volto dei due protagonisti e lo faranno anche nello stesso istante. Quasi i due ritratti facessero parte di un’opera più grande e ne fossero stati estrapolati per un chissà quale motivo.

Degli eventi che scopriremo sul finale si può riscontrare una qualche traccia già all’interno del dipinto e, a dire il vero, sembra che Elinor abbia colto perfettamente il senso di quello sguardo che la osserva dalla tela. E se l’ha compreso, se ha visto davvero il destino avverso che si accinge a colpirla non ha voluto evitarlo. Eppure resta da chiedere, come accade nella migliore delle tradizioni profetiche sin dai tempi di Edipo, se sia stato il venire a conoscenza della profezia stessa a far sì che questa si avverasse.

Resta comunque il dubbio se l’artista sia in effetti un mago o un indovino. Probabilmente nella versione di Hawthorne sì, o almeno è così che ci piace pensare per amor di trama e anche per amore del mistero stesso. Ci piace pensare, sì, che quella del pittore sia una vera e propria profezia e che con la sua arte egli, o chi per lui, voglia inviare dei messaggi a chi viene ritratto. Tuttavia il destino è forse tale proprio perché ineluttabile e qualunque strada si tenti di seguire per sfuggirvi troverà sempre il modo di giungere a compimento.

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