la bella e la bestia

Un altro finale tratto da Il Giorno dopo il Lieto Fine di Alice Chimera è quello de La Bella e la Bestia. In questo nuovo capitolo ci troviamo a fare i conti con una storia di fantasmi che si discosta molto dallo stile delle precendenti.  Se Biancaneve aveva trasformato il proprio carattere in balia del terrore diventando quasi più terribile della strega e se Ariel era stata sopraffatta dai propri desideri corrompendo perfino la propria natura, Belle qui è più una vittima degli eventi che la rendono protagonista.

La Bella e la Bestia – Il giorno dopo il lieto fine – Trama

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Spezzata la maledizione il sogno di Belle e del principe Adam può finalmente coronarsi. Ma strani eventi cominciano a manifestarsi nel castello e sembrano accanirsi proprio sulla novella sposa.

Recensione

ll finale immaginato dalla Chimera per la storia di Belle, ha prende i connotati di una ghost-story di stampo vittoriano.

Precisiamo, il racconto originale de La Bella e la Bestia  è sito all’incirca in età barocca, mentre l’età vittoriana è di gran lunga successiva. Quindi nel momento in cui parliamo di “stile vittoriano” questa definizione che forniamo va presa molto con le pinze. Piuttosto il riferimento può essere dovuto a una serie di contenuti che andremo poi a specificare in seguito.

Risolta la maledizione, nel castello, quelli che una volta erano vecchi servitori che smettono finalmente di essere oggetti e tornano al loro status umano, si risvegliano anche una serie di fantasmi e spettri di coloro che avevano servito la famiglia del principe prima di allora.  Questi spettri, non potendosi vendicare del principe, trovano la loro valvola di sfogo nello scagliarsi contro la povera Belle.

Storia di fantasmi o un crollo mentale?

Il punto chiave su cui si basa l’intera trama è il fatto Belle pare essere l’unica a vedere questi spettri e quindi a subire le conseguenze delle loro azioni. Dagli altri abitanti del castello, e dallo stesso Adam, i suoi racconti appaiono come frutto della sua fantasia o un caso di vera isteria. Così, non creduta e trattata come una folle Belle si rifugia sempre di più nella solitudine e nella speranza di poter dimostrare la veridicità delle sue parole, cosa che si trasforma a tutti gli effetti nella sua condanna.

La prospettiva del racconto è chiaramente quella di Belle e così siamo portati a comprendere come ella subisca le conseguenze del trattamento che le viene riservato. Diventa più schiva, sentendosi quasi rifiutata da coloro che dovrebbero amarla. Il suo destino è quindi segnato, in maniera indelebile.

Ho trovato interessante questi risvolti piuttosto che una visione dove la bestia trattiene le sue caratteristiche “bestiali” sarebbe stata alquanto scontata, mentre invece questa prospettiva risulta molto più interessante e peculiare, almeno secondo il mio modesto punto di vista.

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