La Musica sulla collina di Saki – Micromondi

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La Musica sulla collina è un racconto breve di Saki nome d’arte di Hector Hugh Munro. L’autore scrisse diversi racconti di stampo macabro e grottesco fra i quali possiamo trovare anche questo che possiamo leggere grazie ad ABEditore, nella sua raccolta dei Micromondi.

La Musica sulla collina – Trama

MICROMONDI serie I - Arti ovvero tre volumi con racconti brevi su Pittura - Musica - Danza "I ritratti profetici", N. Hawthorne; "La tentazione di Harringay", H.G. Wells; "La musica sulla collina", Saki; "Il Miserere", G.A. Béquer; "La danza della morte", A. Blackwood; "Il ballerino", Jerome K. Jerome.
MICROMONDI serie I – Arti
ovvero tre volumi con racconti brevi su
Pittura – Musica – Danza
“I ritratti profetici”, N. Hawthorne; “La tentazione di Harringay”, H.G. Wells;
“La musica sulla collina”, Saki; “Il Miserere”, G.A. Béquer;
“La danza della morte”, A. Blackwood; “Il ballerino”, Jerome K. Jerome.
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Sylvia Seltoun è riuscita a raggiungere il suo obiettivo. Quello di spostare Mortimer detto il Morto e condurlo nella sua residenza in campagna a Yessney. Questo luogo presenta una natura particolarmente selvatica tanto da ricordare gli antichi miti di Pan. E forse, nella boscaglia, c’è qualcosa di più di quello che si possa immaginare.

Recensione

La prima immagine che abbiamo nel momento in cui ci interfacciamo a questo racconto è quella della natura incontaminata.  Quasi rapisce questo suo aspetto, tanto che se da una parte sembra quasi una sorta di richiamo verso le origini stesse dell’uomo e quel suo stato naturale che ha ormai dimenticato da tempo, dall’altro porta con sé una sorta di terrore recondito e ancestrale dato dagli strani misteri che possono celarsi all’interno di esso.  E Sylvia Seltoun, nonostante il nome è chiaramente una ragazza di città. Nata nella bambagia e cresciuta nel veder soddisfare i propri capricci può vedere quella tenuta come l’ennesimo di questi. Tuttavia non è certo un ruolo dove potrebbe vivere per sempre. Fondamentalmente non lo comprende e, a differenza del marito, nemmeno lo rispetta a dirla tutta. Perché luoghi così ancestrali, così fitti dove l’uomo non è più certo il centro del momento hanno delle regole proprie.

La musica dalla collina

La musica è un suono di flauto acuto che sembra provenire dalle profondità dei boschi che circondano la tenuta della coppia di neosposi. Per chiunque abbia un minimo di conoscenze di letteratura e mitologia, il rapporto fra lo strumento del flauto e la figura del Pan è quasi scontato, ma per tutti gli altri ci permetteremo una brave digressione.

Il dio Pan sulle cui origini i miti stessi sono discordanti, c’è chi lo vuole figlio di Eros chi invece di Zeus. Quello su cui invece si è meno discordati è il suo aspetto e il suo carattere. Se il suo busto e il suo volto sono umani, la pare inferiore del suo corpo è invece quella di un capro. Pan è un dio selvatico sebbene sia anche un protettore dei pascoli e dei pastori il suo vero regno è quello dei boschi e della natura incontaminata. Il suo strumento è il flauto, appunto, con il quale ama allietare le ninfe che danzano intorno a lui mentre si esibisce con il suo strumento. Inoltre è una divinità fortemente legata alla sfera della sessualità.

Nel nostro contesto contesto, ci interesseremo comunque alla prima parte, ovvero al suo legame con la natura ripreso tra l’altro anche da altre figure similari in altre culture.

“Gli dei sono piuttosto cattivi con chi li disturba”

Pan - A book of myths (1915) New York : G. P. Putnam's sons; London, T. C. & E. C. Jack.
A book of myths (1915) New York : G. P. Putnam’s sons; London, T. C. & E. C. Jack.Helen Stratton, Public domain, via Wikimedia Commons

Fondamentalmente non si può certo dire che Pan sia un dio malvagio, semplicemente, come tutti gli dei non si lascia sfuggire la mosca da sotto il naso. In altri termini è fortemente vendicativo. Quando l’offerta votiva viene rimossa dall’altare a lui dedicato, il dio dunque si irrita e da quel momento in poi si dedicherà alla sua vendetta.

Il tema del dio offeso dal mortale che osa troppo, e nello specifico deridere quella divinità in cui non crede, non è certamente nuovo. Anni di miti, leggende e letteratura ci insegnano bene che attirare su di sé le ire degli dei non è certo una saggia scelta. Qui il discorso non è affatto diverso.

Il dio dunque agisce e lo fa tramite l’elemento che gli è più familiare, la natura stessa. Sulle note del suo strumento gli animali si agitano, quasi percepissero all’interno di quel suono la volontà stessa del divino che chiede, o meglio ordina, loro di agire in sua vece, mentre dal canto suo è pronto a godersi lo spettacolo. Ed è così che una natura già di per sé selvaggia diviene poco a poco più ostile, prima in un modo quasi impercettibile che potrebbe essere attribuito alla semplice suggestione, poi in maniera più plateale nelle azioni dell’ariete e infine del cervo.

È facile notare, inoltre, come gli animali che ne siano maggiormente influenzati siano proprio quelli dotati di corna caratteristica che appartiene allo stesso dio Pan. Ed è probabile che non sia affatto casuale questo tipo di scelta, ma piuttosto proprio un modo dell’autore di enfatizzare ancora maggiormente il legame con la divinità.

Per quanto riguarda infine la musica, che resta comunque il tema portante di questa selezione, assume qui delle connotazioni magico esoteriche come abbiamo potuto ben notare. Gli animali che rispondono ad essa ne sono quasi ipnotizzati e quasi mettono da parte qualunque altro istinto per seguire il comando che tramite essa gli viene impartito.

Il racconto, dunque, seppur breve non è certo banale, ma di fatto si presenta come una piccola perla che sicuramente saprà stupire gli amanti di tematiche di siffatto genere.

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