Mischa Barton, Adam Brody, Ben McKenzie, and Rachel Bilson in The O.C. (2003)

A Newport Beach, nell’assolata California, in uno dei quartieri più ricchi della città, vive la famiglia Cohen, stabile, solida e coerente a se stessa. Ma qualcosa sta per cambiare, un ragazzo presto verrà a trasferirsi nella loro dépendance…

Sulle note di California dei Phantom Planet, tenete pronta la tavola da surf: siamo a The O.C., nella Orange County.

Calamita per i guai

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Chi non conosce ancora Ryan Atwood? Di certo Marissa Cooper lo ha già incontrato, proprio sul vialetto di casa. Quel giovane dagli occhi malinconici che sembra aver già visto troppo del mondo, calamita di tutti i guai. È ospite della famiglia Cohen, grazie alla bontà di Sandy, e Seth, il figlio unico, ha già iniziato ad assillarlo con la sua cantilena logorroica.

In mezzo a tutta questa ricchezza si trova fuori luogo, circondato da uno sfarzo che non fa per lui, abituato a tirare avanti giorno per giorno. È davvero pronto per lasciarsi il passato alle spalle? Riuscirà a cominciare una nuova vita, o gli strascichi di quella vecchia lo avvilupperanno fino a soffocarlo?

Di certo i problemi riescono sempre a trovarlo, attratti dall’aura di sfortuna che sembra circondarlo, quella stessa aura da “cattivo ragazzo” che sembra incuriosire Seth, affascinare Marissa e insospettire Summer Roberts, la sua migliore amica. Eppure, Ryan è solo un ragazzo, un ragazzo dal cuore d’oro sempre pronto ad aiutare.

Non potevano trovare attore migliore di Benjamin McKenzie per interpretare il suo ruolo, il cui viso si accosta perfettamente all’espressività facciale che faceva di Ryan il giovane tormentato; capacità di espressione che gli ha garantito successivamente l’interpretazione di James Gordon in Gotham. Due personaggi diversi, che hanno quasi spaccato a metà la carriera dell’attore, dimostrando le sue buone qualità.

La ragazza che aveva tutto

Marissa Cooper: popolare, bella e disinvolta. Talento speciale: cedere alla disperazione assecondando pulsioni malsane. Apparentemente degna figlia di Julie Cooper, madre assente e superficiale, moglie infedele.

La guerra interiore che Marissa si porta dentro, quella sfida contro il mondo intero, è specchio riflesso dei problemi in cui sceglie ogni volta di tuffarsi. Le droghe, l’alcol, i ragazzi sbagliati. Una realtà di dissolutezza, nata con l’astio verso sua madre, e il trauma per la separazione dei genitori.

I suoi dispetti la declassano a bambina viziata, l’insopportabile principessa disincantata che viene ogni volta salvata da Ryan, cavaliere dalla scintillante armatura. Lui rappresenta una delle poche cose buone della sua vita, l’incontro fortuito che intreccia per sempre i loro destini. Eppure, alla fine, neanche il suo giovane eroe riesce a condurla lontana dalla bufera funesta che si è creata intorno. Sarà proprio il suo fato burrascoso, sotto forma di Kevin Volchok, pericoloso piantagrane, a scrivere la parola “fine”.

La maledizione di Marissa

Mischa Barton in The O.C. (2003)
Mischa Barton in The O.C. (2003) © IMDb

L’irrequieta instabilità generata da Marissa Cooper, sembra aver avuto una cattiva influenza sulla sua stessa interprete, Mischa Barton. Dopo la fine della serie televisiva, ha dovuto affrontare in prima persona problemi di alcol e abuso di sostanze stupefacenti e psicofarmaci, che l’hanno condotta a un crollo nervoso.

La difficile interpretazione della “bella e dannata” che l’ha spinta a immergersi nel lato interiore più oscuro di un essere umano; i riflettori accecanti sempre puntati su di lei; le sentenze acide dei tabloid riguardo la sua vita privata, le accuse di essere troppo magra o troppo grassa; l’insieme di tutti questi fattori ha contribuito molto al crollo dell’attrice.

Ricordiamo infatti che Mischa aveva solo 20 anni, un’età ancora influenzabile, in cui si commettono facilmente errori. Dover sopportare pettegolezzi tanto pesanti, a cui si aggiunge anche la naturale pressione dell’ambiente televisivo, ha spezzato comprensibilmente la sua psiche. I giornali hanno da sempre un grande potere, che il più delle volte viene utilizzato male e calpesta senza pietà la vita di altri. Colpevole anche il pubblico che si nutre con voracità delle disgrazie.

Oggi, Mischa Barton sta uscendo dal lungo periodo di buio in cui era precipitata la sua vita. Diventata ormai parte delle “bambine prodigio” di Hollywood, ha terminato finalmente di pagare il prezzo che il mondo dello spettacolo sembra pretendere dalle giovani promesse.

L’amore degli alti e bassi

Adam Brody in The O.C. (2003)
Adam Brody in The O.C. (2003) © IMDb

Cosa ti ricordi meglio di The O.C.? Una delle risposte che salirà a galla dal mare di ricordi, è senz’altro il bacio alla Spiderman tra Seth e Summer.

La loro storia ha segnato la nostra adolescenza. Un gioco di alti e bassi, capricci e sproloqui che rappresentano a pieno i primi amori. Erano due personaggi in equilibrio, che si compensavano e creavano la giusta suspense. La loro coppia era il cuscinetto di sottofondo che bilanciava l’instabilità tra Ryan e Marissa. Nonostante i loro continui tira e molla, funzionavano e restavano una garanzia, una storia d’amore reale e divertente.

La vivacità di Seth e l’irruenza di Summer creavano la perfetta seconda trama; e pur apparendo due personaggi semplici, anche loro avevano delle complessità, come le insicurezze di Seth, lo sconforto interiore che cercava di mitigare con il sarcasmo, o il finto senso di insoddisfazione di Summer, che serviva a nascondere la paura di un cuore spezzato.

Adam Brody era il nostro beniamino e aveva un fascino che non lo metteva in secondo piano, che non lo rendeva il personaggio ombra di Ryan, ma lo trasformava in punto di forza della storia.

Per tutta la famiglia

The O.C. entra a far parte della rubrica Old but Gold non tanto per essere nato nel 2003, quanto per essersi dimostrato un telefilm per tutta la famiglia, in grado di soddisfare i gusti di adolescenti e genitori. Perché se Ryan, Marissa, Seth e Summer lasciavano con il fiato sospeso i più giovani, gli intrighi di Julie Cooper e le problematiche familiari dei Cohen creavano interesse nei più grandi.

The O.C. si è rivelata una serie cult, un teen drama con un mondo a parte, con poster alle pareti e album di figurine (sì, io ne avevo uno, era quasi completo). Tutti ne parlavano e ne vivevano la storia. Nonostante abbia solo quattro stagioni, è rimasto nei nostri cuori, ci ha riempiti di emozioni e ci ha fatto crescere.

Allora tutti pronti? Quest’anno si festeggia il Chrismukkah insieme ai Cohen!

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