Jacques Saint Germain l’immortale di New Orleans - Vampiri oltre la leggenda

Giunti alla quinta ed ultima parte di questa rubrica dove abbiamo cercato indizi, “briciole”, sull’eventuale esistenza di qualcosa che si avvicini all’idea che abbiamo sui vampiri, torniamo a New Orleans, città del paranormale per eccellenza dove abbiamo già incontrato, qualche articolo fa, i fratelli vampiri Carter.

Jacques Saint Germain

La loro vicenda, però, non è stata l’unica nel suo genere. Un’altra e più eclatante era accaduta trent’anni prima, nel 1902, sempre nel quartiere francese, all’angolo tra Ursuline e Royal Street quando un intero stabile fu preso in affitto da un facoltoso gentiluomo dall’accento francese. Questi appena stabilitosi cercò subito contatti con l’alta società locale organizzando sfarzosi ricevimenti dove non lesinava balli, prelibatezze e vino a fiumi. La ricchezza e la generosità verso i suoi ospiti erano ostentati al punto da offuscare le sue strane peculiarità.

jacques saint germain l'immortale di new orleans vampiri oltre la leggenda vampiro con calice di sangueNessuno pareva accorgersi, infatti, che Jacques Saint Germain non toccava mai nessuna delle pietanze raffinate che sembravano non finire mai, ma amava aggirarsi tra le sale con un calice di vino rosso. Non c’era argomento che non fosse in grado di affrontare; musica, arte, filosofia, matematica, affermava di parlare più di dieci lingue fluentemente e sembrava conoscere la storia dal punto di vista di chi l’ha vissuta, di chi c’era!

Un illustre antenato

Dopo qualche mese, lo strano personaggio cominciò a sostenere di essere il discendente di un nobile francese, il Conte di Saint Germain, nato in Ungheria nel 1712 e, all’epoca dei fatti, già ampiamente avvolto da una strana fama. Anch’egli, infatti, come il suo presunto discendente Jacques, era un amabile e brillante intrattenitore che dimostrò, presso le corti di cui era ospite e a chiunque avesse il piacere di conversare con lui, non solo di essere un uomo di vasta cultura  ma di avere memoria di fatti accaduti nei secoli passati.

Le origini del misterioso conte sono tutt’oggi avvolte nel mistero; compare per la prima volta verso il 1740 esule dall’Inghilterra introdotto alla corte di Francia che gli affidò incarichi diplomatici e fu affiliato ad una società segreta dell’ordine dei Rosacroce. Voltaire, Mozart, Madame de Pompadour e Cagliostro lo incontrarono.

Giacomo Casanova, nelle sue “Memorie”, riferisce del loro incontro avvenuto nel 1760 in Olanda. Saint-Germain si trovava lì in missione diplomatica esattamente come Casanova era stato inviato per conto del governo francese. Di lui, il noto avventuriero scrive: “Un uomo straordinario, che dice di essere nato trecento anni fa, di conoscere i segreti della medicina universale, di poter padroneggiare le forze della Natura, e di saper lavorare e fondere i diamanti …”.

Pare che Saint Germain avesse scoperto, attraverso procedure alchemiche, il segreto per trasmutare i metalli vili in oro e l’elisir della vita eterna.

L’era dell’alchimia                                                                                                                        

l'immortale di new orleansi - immagine do mano insanguinata con rosa
Photo by Mohamed Nohassi on Unsplash

L’alchimia è un antico sistema filosofico esoterico che si sviluppò nel mondo arabo e si espresse unendo svariate discipline come la chimica, la fisica, l’astrologia, la metallurgia e la medicina. Gli iniziati a questa scienza avevano l’obiettivo di conquistare l’onniscienza, creare la panacea universale, un rimedio cioè per curare tutte le malattie, generare e prolungare indefinitamente la vita; la trasmutazione delle sostanze e dei metalli, ovvero la ricerca della pietra filosofale.

Nonostante la messa al bando da parte di Papa Giovanni XXII° nel 1300, l’alchimia è stata ampiamente praticata almeno fino al periodo rinascimentale. Naturalmente in segreto.

Tra i maggiori alchimisti vanno ricordati:

  • Giuseppe Francesco Borri che si dice elaborò “ l’acqua perfettissima” capace di donare lunga vita;
  • il principe Raimondo Di Sangro che stando alla leggenda avrebbe scoperto un processo di marmorizzazione di un corpo umano (tale leggenda insinua che il Cristo Velato, scultura del Sammartino conservata nella Cappella privata dei Di Sangro nel centro storico di Napoli, sia in realtà il cadavere di un uomo sottoposto appunto, alla marmorizzazione);
  • Nicolas Flamel e sua moglie Perenelle che pare fossero riusciti a tramutare il piombo in oro;
  • il “guaritore” Alessandro di Cagliostro;
  • Eireney Filaret, forse il più misterioso, tanto da essere accomunato proprio al Conte di Saint Germain poiché entrambi, pare, abbiamo conquistato il dono dell’immortalità.

Salotti e sospetti

Ma torniamo al misterioso Jacques Saint Germain a New Orleans. Col passare dei mesi i sontuosi ricevimenti finirono col non destare più tanto stupore e l’ammirazione iniziale cominciò a diventare invidia. Da qui a porsi qualche domanda il passo è breve.

Le stesse persone che avevano usufruito dei suoi sfarzi iniziarono a chiedersi da dove provenisse il patrimonio che permetteva a Jacques tutto quel lusso ed il piacere di accompagnarsi ogni sera con una donna diversa. Qualcuno notò la forte somiglianza con il suo presunto antenato, il famigerato alchimista Conte di Saint Germain e le voci riguardo il fatto che nessuno l’avesse mai visto mangiare cominciarono a circolare nella città.

La sua popolarità subì il colpo definitivo la notte in cui una ragazza si gettò dal balcone della sua dimora in Royal Street. Ai poliziotti apparve terrorizzata e raccontò di essersi lanciata dal balcone per sfuggire dall’uomo che l’aveva morsa sul collo per berne il sangue. Dalla notte dell’incidente, di lui, si perdono completamente le tracce. Fuggì subito dopo l’accaduto così in fretta da lasciare in casa molti dei suoi cimeli, le forze dell’ordine riuscirono ad analizzare alcune bottiglie di vino aperte e lasciate a metà. Dagli esami effettuati, risultò una grossa percentuale di sangue umano al loro interno. Gli abitanti di New Orleans sposarono la leggenda secondo la quale Jacques era l’immortale Conte di Saint Germain ed era un vampiro.      

Saint Germain – La storia in breve

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È bene precisare che quest’uomo è realmente esistito, esattamente nella seconda meta del ‘600 anche se ogni nozione che lo riguarda è avvolta nel mistero. Nacque in Transilvania (ai tempi territorio ungherese), quarto figlio del principe Francesco Rakovski II, trascorse la sua infanzia in Italia alla corte dei Medici. Ovunque andasse allestiva in gran segreto un piccolo laboratorio per i suoi esperimenti, molti sostengono che avesse dedicato la sua intera esistenza alla creazione della leggendaria “Pietra Filosofale” da cui pare fosse possibile distillare l’elisir dell’eterna giovinezza.

La duchessa De Giorgie, durante una festa tenutasi a Parigi nel 1760 vide il conte tra i presenti. Llo riconobbe in quanto lo aveva conosciuto per la prima volta a Venezia circa cinquant’anni addietro. Egli si presentò però con il nome “Marchese del Monferrato”. Convinta che fosse un parente si avvicino e gli chiese se per caso fosse il figlio del già citato marchese. L’uomo però sorrise e le disse: “No madame ero proprio io quello che incontraste in quella occasione, ricordate? Madame, credetemi sono più vecchio di quanto potreste pensare”.

Lo stesso equivoco e lo stesso stupore fu vissuto dalla contessa di Vergy. Incontrò Saint Germain da bambina e poi da adulta e l’uomo non era invecchiato di un solo anno.

ll barone tedesco, Charles Henri di Gleichen (1733- 1807), lo descrisse come “un uomo di taglia media, assai robusto, vestito con semplicità magnifica e ricercata”, che “aveva fronte spaziosa, occhi penetranti, statura media e forme aggraziate”.

Si hanno tracce di lui in tutta Europa anche se spesso usò pseudonimi: Conte di Welldone, Marchese d’Aymar, Conte di San Germano, Monsieur de Surmont , Monsieur de Belmar o de Surmont.

Dall’appartenenza all’ordine dei Rosacroce pare avesse perfezionato l’arte dell’alchimia, il suo nome massonico era “Eques a Leone Resurgente”. Gli intrighi non sempre a lui favorevoli alla Corte francese, lo costrinsero a rifugiarsi prima in Olanda e poi in Germania assumendo incarichi e nomi diversi.

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Nel 1784 Saint-Germain “muore” a Eckernforde, nel castello del Principe Carlo di Assia-Cassel. Quando il principe rientrò dopo una lunga assenza dal castello, fece riaprire la tomba del suo ospite e con grande sorpresa il cadavere di Saint-Germain non c’era.

L’anno dopo il conte di Saint-Germain venne visto vivo e notevolmente ringiovanito ad una riunione massonica a Wilhelmsbad. La sua fama non ha mai avuto pari, tanto che Napoleone III fece indagare sul suo conto.

Purtroppo in un incendio all’ Hotel de Ville di Parigi vennero persi tutti i documenti che lo riguardavano e non si approdò a niente. Di lui si perdono saltuariamente le tracce, se non fosse che negli elenchi di alcune sette esoteriche compare costantemente il suo nome.

E giungiamo nel nostro secolo.

C’è chi afferma che Fulcanelli altro non fosse che il conte di Saint-Germain. A Roma, c’è chi giura che ogni Natale lo si può incontrare al parco del Pincio, seduto su una panchina in attesa che i suoi adepti lo raggiungano.

Conclusioni

Da molti gruppi teosofici ed esoterici è chiamato il “Maestro Asceso” e ognuna di queste associazioni più o meno attendibili sostiene la propria linea di pensiero su questo personaggio tanto controverso alcune rilasciando nozioni così circoscritte da essere palesemente romanzate.

Sul Conte Jacques Saint Germain esistono tante leggende quante reali testimonianze storiche. Esiste addirittura un video reperibile su youtube di una sua intervista risalente agli anni ’70. Nella prima parte si può osservare quest’uomo che afferma essere Saint Germain trasmutare un metallo, mentre nella seconda fase appaiono altri personaggi come la marchesa di Pompadour rendendo il tutto poco credibile e direi, alquanto ridicolo.

Memorie scritte da lui medesimo di Giacomo Casanova
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A prescindere però, dalla veridicità del video in questione, è proprio quando su qualcosa di misterioso viene calcata la mano al punto di scadere nell’assurdo che a me sorgono i dubbi. Perché esagerare? Perché rendere tutto così sfacciatamente artefatto?

A me ricorda tanto il detto del “lanciare il sasso e nascondere la mano”. Sbilanciarsi nel rivelare cose che non andrebbero rivelate ma poi infarcirle di dettagli così improbabili da far perdere credibilità… Un po’ come per la collezione Merrylin di cui vi ho parlato la volta scorsa: creature così ben riprodotte e così leggendarie che se tra loro ci fosse un solo reperto autentico passerebbe di certo inosservato.

Sono convinta, inoltre che l’alchimia sia stata una scienza molto, molto sviluppata anche grazie agli inesistenti vincoli etici odierni ed alla conseguenziale segretezza dovuta alle persecuzioni ecclesiastiche.

Ritengo verosimile che attraverso l’alchimia qualcuno sia riuscito a “sbloccare” poteri latenti del corpo e/o della mente oppure abbia potuto scoprire qualcosa che gli permettesse di vivere all’infinito o addirittura di “tornare” dalla morte. Potrebbero anche, questi studi alchemici, avere aperto un varco nei misteri (e nel potere) della natura o dell’universo.

La ricerca, priva dell’arrivismo e degli interessi economici moderni e portata avanti in solitaria da studiosi spinti dalla passione in primis, credo abbia potuto raggiungere, ai tempi, vette invidiabili anche per gli standard attuali. Dunque, resta solo una cosa da fare…chi vuol tenermi compagnia? La prossima notte di Natale, potrei decidere di trascorrerla al Pincio di Roma sperando di incontrare un vero immortale e nell’attesa lancio un invito:

“ svelatevi, svelatevi…ovunque voi siate!

“Ascoltando quelle storie e stando nei punti in cui sono accadute, puoi semplicemente percepire l’energia e sentire che è successo davvero, è sempre bello conoscere la propria storia”.

(Belfazaar “Zaar” Ashantison, real vampire e membro fondatore della New Orleans Vampire Association –NOVA)

Letture pertinenti   

  • Il conte di Saint-Germain. L’iniziato immortale. Storia e leggenda” di Paul Chacornac
    La minuziosissima biografia di Paul Chacornac dimostra, in base alle testimonianze dirette e ai documenti d’archivio dell’epoca, che Saint-Germain esistette realmente: ne ricostruisce così le rocambolesche vicende nella seconda metà del XVII secolo, proponendo una identificazione storica del personaggio
  • Io sono” di Saint Germain
    Libro-guida alla spiritualità ed alla meditazione. La visione metafisica del misterioso conte.
  • Memorie scritte da lui medesimodi Giacomo Casanova
    Casanova ci lascia un compiaciuto autoritratto, ma ci consegna anche il testamento spirituale di una società e di un’epoca ormai al crepuscolo.

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