dissertazioni sulle cronache dei vampiri - libro the vampire lestat

Non si tratta di “rumors”, ormai è una certezza! Il prossimo anno, nel 2022, sarà rilasciata la prima stagione, di otto episodi, della serie tv tratta dalle “Cronache dei vampiri” di Anne Rice!

È la rete AMC ad essersi aggiudicata i diritti sulla saga letteraria più prolifica in assoluto e della trilogia delle Streghe Mayfair, un universo da oltre 150 milioni di copie vendute in tutto il mondo.  Gli sceneggiatori arruolati per all’immane piano di lavoro hanno dichiarato:

Abbiamo grandi ambizioni su queste opere iconiche che hanno catturato e intrattenuto milioni di fans in giro per il mondo

Coinvolti nella produzione e nella supervisione, Anne Rice e suo figlio Christopher. La diretta partecipazione dell’autrice dovrebbe rassicurare sulla qualità del progetto. Eh sì, tutti noi fans dei vampiri siamo in trepidante attesa, ma siamo anche molto preoccupati che in qualche maniera si rovini un mito.

Chi ha letto Le Cronache sa bene che non sono solo racconti gotici ma veri e propri viaggi nel tempo, nella storia, nella psicologia di ogni personaggio. Ciò che contraddistingue la Rice è la sontuosità della descrizione, minuziosa, reale al punto che lei stessa dichiarò ad un giornale:

Quando lavoro ai miei libri, immagino i miei personaggi e le loro storie così intensamente che a volte temo che questi possano apparirmi davvero

Per ingannare l’attesa, dunque, quale miglior modo di tenerci compagnia durante quest’inverno, che discutendo della saga delle Cronache dei vampiri?

Il fascino immortale del vampiro

jacques saint germain l'immortale di new orleans vampiri oltre la leggenda vampiro con calice di sanguePresente dall’inizio dei tempi ad oggi nel folklore di ogni paese, quella del vampiro è la  leggenda più radicata nell’immaginario collettivo. Si è evoluta attraverso i secoli cambiando d’aspetto, ma non di sostanza.

Volendo riassumere possiamo dire che ha attraversato tre grandi metamorfosi. Nell’era precristiana fu entità demoniaca che assumeva l’aspetto femminile per sedurre giovani uomini e berne il sangue. Durante tutto il medioevo fu un redivivo, un repellente cadavere tornato dalla morte per concessione diabolica ad infestare interi villaggi portando consunzione e pestilenze.

Poi l’illuminismo mise fine ai secoli bui e nel XIX° secolo, nell’ Europa dei primi progressi industriali si affermò una corrente culturale conosciuta come “Romanticismo”. Attraverso la musica, la pittura, la letteratura, gli artisti esprimevano non solo il desiderio di completa libertà dai vincoli sociali imposti, ma di fuga dalla realtà caratterizzata dall’insistere su tematiche molto particolari quali l’inquietudine, la delusione, l’infelicità individuale e cosmica, il tedio, il fascino del male, l’ambiguità, la morte.

È l’ultima metamorfosi del vampiro che da “revenant” dall’aspetto disturbante diventa un nobile elegante e senziente, dotato di cultura, intelletto e carisma. Da Lord Ruthven (il primo succhia-sangue dotato di fascino e impulsi umani) in poi il vampiro non ha mai più smesso di incarnare le paure ancestrali e i desideri più reconditi dell’essere umano: la paura di invecchiare, di ammalarsi, di morire e il desiderio di potere, di giovinezza e vita eterna.

Fonte inesauribile, ancora oggi, per la letteratura, il cinema, la musica, è arrivato ai giorni d’oggi. Abbiamo così  gli adolescenti tormentati e innamorati di Twilight o The Vampires Diares nelle cui serie, gli autori, volendo umanizzare troppo ciò che umano non è, l’hanno privato della sua vera essenza: il bisogno di sangue umano, la dannazione senza riscatto, la solitudine di una vita eterna vissuta nelle tenebre della notte.

Anne Rice ed i suoi vampiri

Intervista Col Vampiro di Neil Jordan
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La prima metà degli anni ’90 vide aumentare esponenzialmente l’interesse verso le tematiche “dark” così care ai “romantici” di fine ‘800. Ciò accadde grazie al rilascio di ben quattro films che imposero una suggestiva deriva vampiresco/gotica al genere horror: Dracula di Bram Stoker nel 1992, Il corvo, Frankenstein di Mary Shelley ed Intervista col vampiro nel 1994. Quest’ultimo, tratto dal primo romanzo delle Cronache dei Vampiri, ebbe nel 2002 un sequel di minor successo, La regina dei dannati, pellicola che cercò di comprendere i successivi due romanzi delle cronache Scelti dalle tenebre ed appunto La regina dei dannati.

È Intervista col vampiro che resta, però, nel cuore nero dei fans del genere. I consensi che riscuote ancora oggi sono inarrivabili per qualunque film o serie tv sia arrivata dopo, competendo, di fatto, solo con il Dracula di Francis Ford Coppola. La causa di tanto e indiscusso successo è, di primo impatto, dovuta alle scenografie, la colonna sonora, gli attori, i costumi ecc. Insomma oltre alla trama semplice e avvincente, nulla è stato lasciato al caso e infatti il film collezionò molte candidature agli Oscar ed ai Golden Globe.  Inoltre, ai Bafta1995, furono premiate fotografia e sceneggiatura.

Il motivo principale però, a mio avviso, è che i vampiri della Rice ricalcano la vera essenza di creature della notte. Dormono nelle bare, bruciano al sole, desiderano far parte del mondo, ma la solitudine è il loro destino. Sono esseri “dallo sguardo magnetico” come afferma uno dei protagonisti del film, ma seducono per un solo fine: il sangue. Non possono riprodursi e non hanno istinti sessuali, solo l’atto di nutrirsi da’ loro un piacere simile all’orgasmo, come spiega il vampiro Louis al giornalista che registra la sua storia.

Attribuendo questa peculiarità ai suoi personaggi, Anne Rice spezza un binomio molto comune e superficiale: l’accostamento sesso-sangue che non definisce il vero vampirismo, ma una serie di pratiche attribuibili all’universo bdsm o alla sindrome di Renfield che rientra comunque in una parafilia. Le sue creature sono capaci di provare rimorso, rabbia, senso di protezione, amore. Tuttavia i loro atteggiamenti sensuali e fluid gender hanno il solo fine di “rendere la caccia più divertente” e talvolta ottenere una sorta di consenso ed accettazione da parte della vittima.

L’autrice è sincera verso i suoi lettori e non rende nulla meno complicato di quanto non lo sia davvero: i vampiri sono esseri dal potere immenso, forti e immortali ma non esenti da dolore, tormenti, noia e nostalgie. Conoscerli a fondo spinge un po’ a dubitare sulla convenienza di vivere per sempre.

Gli anni novanta: il nuovo romanticismo

highgate cemetery vampira Elizabeth Siddal
Original Photo by petr sidorov on Unsplash

Come già accennato sopra, nella prima metà degli anni novanta, films come Dracula di Bram Stoker, Il Corvo e Intervista col vampiro furono artefici di un rinvigorito interesse verso la letteratura, la moda ed i valori che caratterizzano lo stile gotico ma non solo.  Il fascino oscuro di Brad Pitt, Cruise e Banderas rinnovarono anche la curiosità (morbosa) verso il vampirismo vero e proprio. L’eco di tale trasporto emozionale, ancora oggi, è più vivo che mai.

Questo contesto favorevole, in America, portò alla luce il “fenomeno dei real vampires” (persone con accentuati bisogni energetici) che emersero dalle fila della subcultura goth affermando una propria identità. Nacquero in quegli anni le prime “comunità vampiro” e sorsero i primi eventi pubblici. Nella famosa discoteca “Mother” di New York, un giovane impresario cominciò ad organizzare serate a tema che chiamò Long Black Veil. Oggi queste serate si chiamano Endless Night e rappresentano quanto di più raffinato, elegante, suggestivo ed elitario possa esserci per chi ama le creature della notte.

Sempre conseguenziale al successo di Intervista col vampiro, nel momento in cui sono arrivati i mezzi digitali coi quali raggiungere informazioni e approfondire contenuti con maggiore facilità, in Italia sono nate numerose associazioni promotrici di eventi culturali, fotografici o musicali a tema gothic/vampire oltre a numerosi gruppi social dedicati all’argomento.

Anne Rice è considerata, a pieno titolo, la madre dei vampiri moderni ed affiancata ad autori come Poe e Lovecraft  non tanto per lo stile letterario ma per il notevole impatto che le sue opere, come quelle dei grandi scrittori dell’epoca romantica, hanno avuto e continuano ad avere sull’immaginario collettivo e su ciò che indirettamente hanno apportato alla società modificandone in parte stili e tendenze.

Se la serie tv sulle Cronache dei Vampiri in arrivo nel 2022 sarà quanto più possibile fedele ai libri mantenendo le stesse caratteristiche di qualità e cura dei dettagli di Intervista col vampiro, potremo dimenticare qualsiasi altra serie o film vampiresco visto finora! In ogni caso, non passerà di certo inosservata, sarà sicuramente qualcosa di estremo: un grande flop (spero di no!) o un enorme successo, immortale come i suoi protagonisti.

Io ci conto davvero tanto, ricordo e voglio assolutamente rivivere le emozioni ed il coinvolgimento che provai la prima volta che vidi al cinema Intervista col vampiro! Nell’attesa, ci terremo compagnia discutendo proprio dei libri che compongono: Le Cronache dei Vampiri…

 

 

 

 

 

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