Love Hard promotional poster

Love Hard è il nuovo film di Natale di Netflix di quest’anno. Con al timone un nome che molti riconosceranno dai suoi giorni in The Vampire DiariesNina Dobrev è la protagonista di una commedia romantica natalizia molto moderna.

Trama

Una scrittrice di Los Angeles, delusa dalla propria vita romantica, decide di apliare le sue possibilità e trova attraverso un’app di incontri quello che sembra essere l’uomo perfetto a 3000 miglia di distanza. Quando decide di sorprenderlo per Natale, scopre che l’uomo dei suoi sogni è molto diverso dalla persona virtuale che si era creato e che è stata vittima di catfishing.

Recensione

Un approccio diverso

Nel mondo di oggi di amicizie online, non è più così inaudito cercare l’amore su internet. È diventata una cosa di tutti i giorni al punto da non essere più strano quando lo era anche solo cinque anni fa raccontare la storia di come si ci è incontrati con l’attuale anima gemella dovendo includere anche il fatto che il primo incontro sia stato di tipo virtuale.

Nonostante la mancanza di realismo nel far conoscere a profondo i suoi protagonisti prima di incontrarsi di persona – le conversazioni che ho avuto nella mia indubbiamente breve esperienza sulle app di incontri hanno sempre avuto un ritmo piuttosto veloce tra l’iniziale “Piacere di conoscerti” e un immediato “Ci vogliamo incontrare?” -, il potenziale narrativo del mistero e delle disavventure che si possono creare quando si incontra di persona qualcuno che teoricamente già conosci è innegabile e Love Hard lo capisce piuttosto bene quando decide di rendere proprio questo il suo colpo di scena principale.

La Protagonista

Nina Dobrev as Natalie in Netflix Love Hard
©Netflix

Come abbiamo già detto nella descrizione della trama, la nostra protagonista Natalie (interpretata dalla Nina Dobrev di The Vampire Diaries) è una scrittrice di Los Angeles che non ha avuto molta fortuna nel settore romantico. Fortunatamente, però, ha potuto utilizzare la sua sfortuna per scrivere una serie di articoli dove descrive le sue esperienze, creandosi un pubblico fedele.

Ogni volta che va ad un appuntamento e finisce male, ne scrive, fino al punto che è diventato un vero e proprio brand per lei e molte delle persone che leggono le sue storie si aspettano da subito che saranno dei veri disastri. Ma Natalie ne ha avuto abbastanza. Ha chiuso con tutti gli uomini scialbi e narcisisti che ha trovato a Los Angeles e sogna di poter finalmente scrivere la sua storia da Felici e Contenti che sta cercando. Poco importa che – scopriamo quasi subito – non sono solo i suoi accompagnatori ad essere insopportabilmente intollerabili, ma che anche Natalie soffre di una certa condizione chiamata Troppa Esigenza.

Alla fin tine, meglio per noi spettatori, perchè ciò spinge Natalie a cercare l’uomo perfetto al di là dei confini della California, e sembra anche riuscire finalmente a trovarlo!

L’incontro col destino

Ecco che arriva Josh (interpretato da Jimmy O. Yang).

Jimmy O. Yang as Josh in Netflix Love Hard
©Netflix

Josh è il ragazzo perfetto, o così sembrerebbe. È dolce, sensibile, legge per Natalie fino a che non si addormenta e non attaca il telefono neanche durante la notte. È premuroso, gentile, un vero tesoro, e non fa male di certo che, da come appare nelle foto sulla app, ha un aspetto esteriore da modello.

Sembra troppo bello per essere vero, giusto? Beh, è perché lo è. Natalie lo scopre quando, rapita da tutto di quest’uomo, decide di correre un rischio nella speranza di un miracolo di Natale e gli fa una visita a sorpresa per le feste. È così che scopre che il perfetto, attraente Josh si è presentato sotto mentite spoglie fin dall’inizio e che le foto in realtà non erano le sue.

Ed è qui che il film diventa inverosimile.

Ma Josh non è nemmeno carino… a meno che?

Dovete sapere che ero piuttosto elettrizzata dalla premessa del film. L’inclusione del catfishing sembrava un fattore di cambiamento in quella che altrimenti poteva essere una commedia romantica natalizia poco originnale e la sua inclusione prometteva chaos, quindi mi aveva convinta fin da subito (nonostante qualsiasi cosa legata a The Vampire Diaries ha connotazioni negative e irritanti per me, ma questa è un’altra storia).

Tuttavia, c’è un’enorme pecca in quello che la storia cerca di farci pensare. Le bugie che Josh dice a Natalie sono così terribili perchè in realtà lui è ripugnante tanto quanto non si vedeva dai tempi di Quasimodo de Il Gobbo di Notre Dame. Peccato che non sia per niente così.

Quando Natalie si presenta a casa sua, Josh è costretto a confessare che le foto che ha usato nel suo profilo figurano in realtà un suo amico di infanzia (interpretato da Darren Barnet) e che la ragione è che quando ha provato a usare le sue, nessuna donna era interessata a conoscerlo. Per farsi perdonare da Natalie, Josh promette che la aiuterà a catturare l’attenzione di suddetto amico di infanzia ma le chiede anche di non svelare alla famiglia di Josh – che era presente per la sorpresa di Natalie e che già la adora – che non stanno davvero assime. Mettendo da parte le vicende che si susseguono da qui in poi, la reazione di Natalie alla bugia di Josh è – per dirla con delicatezza – stupida da morire.

Darren Barnet as Tag in Netflix Love Hard
©Netflix

Josh è perfettamente carino. Certo, Tag (l’amico di infanzia) ha un fascino da modello, ma non ha nulla in comune con Natalie. Natalie, infatti, si stava conoscendo con Josh e la loro compatibilità aveva tutto a che fare con il fatto che Josh era sé stesso con lei a parte che nelle foto. In più, anche se Tag è un vero e proprio schiato, non ha molto altro. È attraente nello stesso modo in cui buona parte delle controparti romantiche nelle commedie lo sono: splendido da guardare, ma così fioco*
La traduzione italiana ufficiale di questa citazione è “Splendido da guardare, ma dannato.” L’originale in inglese però usa “dim”, non “damned”, che l’autrice ha tradotto più letteralmente in “fioco”.
(grazie Ted Lasso per un’altra citazione che userò per il resto della mia vita).

Quindi, qual è il punto?

Okay, ad essere onesti, il film è conscio di tutto ciò. La compatibilità di Natalie e Josh è, infatti, una delle osservazioni che il film solleva. Josh stesso afferma chiaramente che lui e Natalie si trovavano bene insieme prima di incontrarsi proprio perchè lui è sempre stato sé stesso e non le ha mai mentito.

Tuttavia, nonostante l’ovvio, Natalie proprio non riesce a superare la questione delle foto. Perché?

No, davvero, è una domanda seria.

Vedete, potrei forse, potenzialmente, magari capire le sue riserve se Josh fosse terribile, proprio orrendo da guardare. La renderebbe un po’ una superficialone, ma almeno sarebbe comprensibile. Josh non lo è però.

Rebecca Staab, Takayo Fischer, and James Saito as the Lin family in Netflix Love Hard
©Netflix

Natalie passa la maggior parte del film in equilibrio tra le aspettative e bugie che lei stessa crea per allineare la propria personalità a quella di Tag, e l’amicizia con Josh. Con tutto l’impegno che Josh ci mette ad aiutarla con Tag, Josh sembra dire che in effetti sì, Natalie ha ragione, lui non può essere altro che una delusione e non si merita una ragazza come lei. Ma Natalie fa la stessa cosa con Tag che Josh ha fatto con lei quando le ha mostrato delle foto ingannevoli.

Josh ha mentito sul suo aspetto fisico ma è stato sincero sulla personalità, Natalie è esattamente come appare, ma nessuna delle caratteristiche della sua personalità che mostra a Tag è vera.

Ripeto, il film questo lo sa. Cerca di farci capire che Natalie e Josh combaciano e si incastrano bene insieme dall’inizio, ma dando così tanto peso all’insistenza di Natalie che le foto sono un enorme problema, non riesce mai a rendere credibile la loro compatibilità oltre l’amicizia e anche in quel caso è un po’ una strada a senso unico quando Josh appare spesso come lo zerbino della relazione.

Una commedia romantica di Natale nella media

Alla fin fine, Love Hard non è peggio né meglio di tante altre commedie romantiche natalizie che già esistono. È totalmente e perfettamente nella media.

La premessa, se sviluppata bene, poteva portare innovazione e l’aggiunta del Fake Dating (la relazione finta) di certo non ha fatto male. Tuttavia, è tutto sviluppato in maniera così insipida che il film finisce per essere accantonato come qualsiasi altro film di Natale facilmente dimenticabile.

Harry Shum Jr. as Owen in Netflix Love Hard
©Netflix

Una cosa che ha lasciato un segno per me nel film, anche se non in maniera positiva, è stata sicuramente la cover più cringe di Baby, It’s Cold Outside che io abbia mai sentito. Natalie odia la canzone per le sue presunte connotazioni poco consenzienti ma finisce per doverla cantare con Josh che, sapendo come la pensa Natalie, riesce a cambiare le parole del testo su due piedi e quindi anche il significato della canzone. Al di là del fatto che è ovviamente inquadrato come un momento romantico (e in parte lo è anche), finisce per avvalorare la supposizione fuorviante che la canzone parli di appuntamento-stupro.

Sto per dire una cosa controversa, ma la penso così: è totalmente falso.

Si tratta di una canzone del 1944!! Va letta come una conversazione che include una donna che – piuttosto chiaramente – non vuole andarsene da casa di un uomo quando cala la notte, ma non può dirlo apertamente e per questo comincia a inventare scuse plausibili ma false su come sia stata convinta a restare cosicchè non possa essere incolpata per i propri desideri.

Una cosa positiva del film – a parte Jimmy O. Yang che ho sempre trovato attraente e meravigliosamente divertente – è Harry Shum Jr. Probabilmente lo conoscete da Shadowhunters, ma se vi fa pensare a Glee vi rispetto allo stesso tempo un po’ di più e un po’ di meno. Ad ogni modo, interpreta una insopportabile fratello maggiore e letteralmente ogni minuto che passa sullo schermo è un esilarante spettacolo di recitazione.

Considerazioni finali

Dovreste vedere questo film? Certo, perché no, fate pure!

Nonostante le evidenti pecche, Love Hard non è tanto peggio di altre commedie romantiche di Natale e potrebbe perfino essere considerato appena sopra la media. Ma per pochissimo, eh.

È un’oretta e mezza divertente, è decisamente un’oretta e mezza breve, ed è intrattenimento innocuo anche se non fa nulla per aiutare il business delle commedie somantiche che disperatamente ha bisogno di quella novità che Tutte le volte che ho scritto Ti Amo aveva promesso (ma che ha dimostrato di non essere in grado di apportare con il secondo e terzo film, ma non approfondirò qui la questione).

Se l’avete già visto o avete in programma di farlo, fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti e tenetevi al passo con i nostri aggiornamenti attraverso i nostri canali social!

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