la battaglia per la felicità di luana vitaliano fra fiori e candele

La Battaglia per la felicità è un romanzo di genere introspettivo di Luana Vitaliano. In esso vediamo l’incrociarsi di due storie con due protagoniste diverse. Specchio di due realtà non simili, ma nemmeno così distanti queste due storie sapranno raggiungere l’animo del lettore dai giorni nostri fino a un salto indietro nel tempo.

La battaglia per la felicità  – Trama

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La battaglia per la felicità di Luana Vitaliano
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Luana è una donna che, come molti, si ritrova ad affrontare una nuova società, distanziata dalla pandemia del Covid-19. Ha perduto il lavoro, ma coltiva il sogno di affermarsi come scrittrice.

Un giorno trova per caso un manoscritto misterioso in biblioteca. Ciò conduce Luana a leggere l’esperienza di vita di Eleonora, che ha descritto un particolare periodo della propria adolescenza molto travagliato.

Si mostra determinata a scoprire chi sia quell’autrice misteriosa e tanto simile a lei.

Due storie che si snodano tra presente e passato e con un unico, grande filo conduttore: la battaglia per la felicità.

Recensione

Non è facile per me recensire un romanzo come La battaglia per la felicità. Ho tergiversato molto soppesando attentamente come parlarne e questo per diversi motivi. Il primo è che ovviamente non è il tipo di testo a cui sono abituata. Chi ha letto le mie recensioni avrà notato che ho una maggiore propensione per il genere fantastico in perticolare nelle sue sfumature horror.

Beh, La battaglia per la felicità non è niente di tutto questo.

papavero in campo su sfpndo cielo la battaglia per la felicità
Photo by raquel raclette on Unsplash

Il romanzo, in realtà, è molto profondo e racconta la storia di una, o maglio due, rinascite. Luana che segue la storia di Eleonora trae degli insegnamenti che hanno portato quella  bambina a diventare una donna attraverso un lungo percorso fatto di sofferenze che a una ragazzina di quella età non dovrebbero mai toccare.

Il manoscritto

La tecnica del ritrovo di una manoscritto non è certo nuova in letteratura. Si tratta, invero, di un’espediente utilizzato molto spesso e da diversi autori per introdurre o una parte della storia o un personaggio. Il lettore si fonde quindi con l’altro lettore, quello che è anche un personaggio e comincia a vivere le sue emozioni mentre vive le emozioni il protagonista più interno vive a sua volta. Se volessimo fare un esempio più pratico potremo ricorrere alla metafora del metateatro dove un attore entra a far parte del pubblico e interagisce quindi sia con questo che con la scena creando l’impressione di essere all’interno di questa.

Ma l’ideazione del manoscritto serve anche in questo caso a presentare i due personaggi e a far sì che essi possano essere visti come da un occhio esterno.

La battaglia

Parlare di malattia in un romanzo è sempre una scelta audace. Si entra in una sfera del personale e forse oseremo dire quella più delicata dell’animo umano. Nella vita di tutti i giorni si tende sempre a evitare di nominare determinate patologie. Spesso è in uso il termine “brutto male” quasi che non nominare nello specifico il nome della malattia in questione la renda meno reale. Si usano metafore e contro metafore pur di non utilizzare i termini propri al fine.

Questo libro non lo fa. Questo libro non ha paura di utilizzare i termini specifici, di descrivere un percorso travagliato, lungo e sofferto. Un percorso che però porta a una rinascita, allo scoprire sé stessi e alla propria forza interiore.

Il concetto di felicità

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Photo by Pinakeen Bhatt on Unsplash

A questo punto una domanda dovrebbe sorgere spontanea nella mente del lettore. Cosa è esattemente la felicità? La felicità è probabilmente un contesto così vasto che assume sfumature diverse a seconda della persona che che deve afferrarla. Ognuno di noi può trovarla in diverse esperienze, che possa essere un percorso filosofico, una serie di scelte o la forza stessa della volontà di decidere che non si può sprecare la vita nei rimpianti, non ci si può focalizzare sulle esperienze che ci hanno segnato, ma andare avanti e rendere la nostra vita così come vogliamo che sia. Non è un percorso facile, la vita continuerà a porci di fronte ad ostacoli che a prima vista possono sembrare insormontabili. A volte verremo sconfitti, altre volte dovremo modificare il nostro percoso rispetto a quelli che erano stati i nostri sogni iniziali, ma alla fine siamo sempre in grado di trovare la nostra strada.

E forse è proprio questo che vuole insegnarci questa storia, il nostro percorso. Vuole insegnarci che la felicità è possibile anche quando tutto vuol far pensare il contrario.

Cosa è quindi La battaglia per la Felicità?

La battaglia per la felicità può essere classificato a pieno titolo come un romanzo di formazione e di crescita personale. Si tratta di una storia che il lettore sente come vera, nella quale riesce ad immedesimarsi completamente ad entrare in sintonia con i personaggi e a sentirli vicino come se fossero seduti al suo fianco a narrare le proprie storie. La battaglia per la felicità è coinvolgente proprio nel suo essere così spontaneo. Con un linguaggio semplice si affaccia ad ogni tipo di lettore e lo guida lungo il suo percorso che non potrà fare a meno di emozionare.

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