L'uomo d'acciaio (2013) - Henry Cavill in Man of Steel (2013)

Oggi per uno speciale del Mito del supereroe sul mondo DC comics parliamo del più celebre e potente tra i supereroi del mondo dei fumetti: Superman. Dal capolavoro del regista Zack Snyder che ne ha girato il reboot nel 2013, recensiamo Man of Steel. Scritto da David S. Goyer e prodotto da Christopher Nolan. L’uomo d’acciaio è il primo capitolo di una serie di film del DC Extended Universe, distribuito dalla Warner Bros. Musiche di Hans Zimmer.

Nel cast troviamo Henry Cavill, Amy Adams, Michael Shannon, Russell Crowe, Kevin Costner, Diane Lane, Laurence Fishburne, Antje Traue, Ayelet Zurer, Harry Lennix, Christopher Meloni e Richard Schiff.

L’uomo d’acciaio – Trama

L'uomo d'acciaio (2013) - Henry Cavill in Man of Steel (2013)
L’uomo d’acciaio (2013) – Henry Cavill in Man of Steel (2013) © IMDB

Il pianeta Krypton, esaurite le risorse naturali, è condannato a implodere. A pochi giorni dalla fine, nasce un bambino, figlio di Jor-El, scienziato e luminare di Krypton: Kal. Viene imbarcato su una navicella e lanciato nello spazio con il codice genetico del suo popolo.

Atterrato in Kansas, Kal viene recuperato dai coniugi Kent. Molto presto però la natura aliena e formidabile di Clark, il suo nome terreno, prende il sopravvento emarginandolo dal mondo. Il ritrovamento di una nave spaziale da parte del governo e della giornalista Lois Lane, è la risposta alle domande disattese di Clark, a cui l’ologramma del padre biologico rivela identità e genesi.

Unico della sua progenie, Clark incarna la speranza di un domani migliore per il pianeta che lo ha cresciuto e che adesso vuole servire al meglio. Infilata la tuta rossa e blu di Superman, Clark dovrà affrontare Zod, un militare Kriptoniano che prima della distruzione, aveva tentato un colpo di stato, ucciso Jor-El ed era stato rinchiuso nella zona fantasma. Zod è tornato per cercare vendetta su Kal e bramoso di utilizzare il codice della sua gente e ricostituire Krypton.

Recensione

L'uomo d'acciaio (2013) - Henry Cavill in Man of Steel (2013)
L’uomo d’acciaio (2013) – Henry Cavill in Man of Steel (2013)
© IMDB

Questa pellicola, a mio avviso è davvero epica. Vediamo finalmente il pianeta natale di Superman, con la sua tecnologia e società molto avanzata. Conosciamo i motivi profondi che hanno spinto Jor e Lara a inviare il loro unico figlio sulla Terra. Non soltanto per salvargli la vita, ma per consentire alla loro società di sopravvivere, per donare speranza a un mondo molto più giovane affinché i terrestri possano imparare dai loro errori.

Clark (Henry Cavill) passati i trent’anni è diventato un uomo maturo, che non sa ancora quale sia il suo posto nel mondo, si sente un diverso, un emarginato. Non conosce ancora la vera portata dei suoi poteri. Di fatto scopre di essere un Dio, dentro al corpo di un uomo.

Ha lasciato la casa paterna in cerca delle proprie origini. Vediamo intervallare il suo presente, con vari flashback della sua infanzia e capiamo la sua psicologia, la sua formazione etica, e morale, frutto di un’educazione genitoriale esemplare. Jonathan e Marta lo hanno educato con amore e senso etico.

Di conseguenza, se l’uomo d’acciaio è diventato una grande forza per il bene, non è soltanto merito di un retaggio alieno molto avanzato, ma dei due genitori umani. Nonostante ignorassero le origini del figlio adottivo e non sapessero come, hanno fatto il possibile per ispirarlo a diventare un uomo buono e, di conseguenza un eroe dalla grande tempra morale, un’ispirazione per il mondo intero, quando sarebbe stato pronto a rivelarsi.

Il Villain

Michael Shannon in Man of Steel (2013)
Michael Shannon in Man of Steel (2013)
© IMDB

Zod (Michael Shannon) si è rivelato un antagonista molto convincente. Lo scontro tra i due è decisamente spettacolare e non parlo soltanto degli effetti visivi da urlo. Sono la nemesi perfetta l’uno dell’altro.

Mentre da una parte abbiamo il generale freddo, calcolatore che tenta disperatamente di far rivivere il suo mondo, dall’altra parte, abbiamo il figlio della terra e di Krypton che comprende la verità: il suo mondo è morto ormai, non sarebbe giusto riportare la sua civiltà in auge a discapito di quella terrestre. Ha già scelto da che parte stare, ma dall’altra deve sacrificare la sua storia e la sua gente.

Si dice che siano proprio i grandi eroi che devono compiere i sacrifici maggiori. Clark è disposto a farlo, anche se ciò lo ferisce. Sa che i Kryptoniani rappresentano una parte di lui, ma non può permettere che Zod realizzi i propri scopi. Sceglie di combatterlo, si rassegna alla solitudine, seguendo la strada più difficile, confermandosi così, quel faro di speranza che suo padre Jor-El voleva che fosse.

In conclusione

Il film ha avuto diversi riconoscimenti e il cinquanta per cento delle critiche professionali in suo favore. Per quanto mi riguarda io lo considero uno dei migliori cinecomics mai realizzati. Pieno di poesia, di riflessioni sociali e anche ambientali sui cui dovremmo riflettere. Superman è un alieno, ma è uno di noi, anzi più umano degli mani. Tutti dovremmo avere più a cuore la nostra patria, intendo il nostro pianeta. Anche se siamo umani, senza grandi poteri o capacità, possiamo davvero tutti operare per il bene del mondo, basta agire con coscienza e avendo più a cuore gli interessi del prossimo.

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