Benedict Cumberbatch e Claire Foy in Il visionario mondo di Louis Wain

Il Visionario Mondo di Louis Wain è un film prodotto dagli Amazon Studios che racconta la storia del controverso artista Louis Wain, qui interpretato da Benedict Cumberbatch.

Personaggio certamente eccentrico viene ricordato soprattutto per le sue illustrazioni di gatti dagli occhi grandi e spesso ritratti in atteggiamenti umani. Tuttavia, è anche vero che spesso menti così brillanti nascondono personalità fragile che difficilmente vengono comprese da chi le circonda.

Il Visionario Mondo di Louis Wain – Trama

Benedict Cumberbatch and Claire Foy in The Electrical Life of Louis Wain (2021)
Benedict Cumberbatch and Claire Foy in The Electrical Life of Louis Wain (2021)
© IMDB

La straordinaria storia vera dell’eccentrico artista britannico Louis Wain, le cui immagini giocose, a volte persino psichedeliche, hanno contribuito a trasformare per sempre la percezione dei gatti da parte del pubblico.

Recensione

Il film  come abbiamo detto è un omaggio alla vita di Louis Wain (Benedict Cumberbatch), alla sua arte e a come questa ebbe origine e si sviluppò.

Il primo pensiero che si ha, in effetti, guardando questo film è come mai una storia così straordinaria non fosse stata ancora trasposta in una versione cinematografica.

Chi era Louis Wain?

Louis Wain at his drawing table 1890
Louis Wain at his drawing table around 1890. From the book “Louis Wain – The man who drew cats”.

Louis Wain nacque a Londra nel 1860. Fu il figlio maggiore e l’unico maschio di una famiglia che contava, oltre a lui, altre sei sorelle. Ebbe la sfortuna di nascere con il labbro leporino cosa che lo segnò durante l’infanzia tanto che il medico di famiglia consigliò di non farlo accedere all’istruzione prima dei dieci anni.

Si iscrisse poi alla West London School of Art dove, terminati i suoi studi, insegnò a sua volta. All’età di venti anni, quando morì suo padre, lasciò l’insegnamento per cominciare a lavorare come illustratore per alcune riviste fra cui The Illustrated London News (che vediamo anche all’interno del film).

All’età di 23 anni si innamorò dell’istitutrice delle sue sorelle, Emily Richardson, che aveva ben dieci anni più di lui. I due si sposarono, ma la loro felicità durò poco perché Emily si ammalò di cancro al seno e morì solo dopo tre anni.

Louis Wain - Lascelles
Louis Wain – Lascelles see description, Public domain, via Wikimedia Commons

Da quel momento la vita di Wain fu devoluta totalmente alle illustrazioni di gatti, quasi questo fosse un modo di omaggiare la moglie perduta. Durante la malattia, infatti, la donna aveva trovato un po’ di sollievo nella compagnia di un gattino, Peter, che i due avevano trovato durante un giorno di pioggia.

La vita di Louis fu scossa da una serie di altri tragici eventi fra cui la morte di una delle sorelle a cui era stata diagnosticata la schizofrenia. La stessa diagnosi toccò anche a Louis.

Morì al Napsbury Hospital, nella contea dell’Hertfordshire, nel luglio del 1939. Mancava un mese al suo settantanovesimo compleanno.

I gatti di Louis Wain

Ha fatto proprio il gatto.

Ha inventato uno stile felino, una società felina, un intero mondo di gatti.

I gatti inglesi che non prendono esempio e non vivono come quelli di Louis Wain si vergognano di sé stessi.

H. G. Wells

A piece by Louis Wain
A piece by Louis Wain Public Domain, Link

Come abbiamo detto a proposito della sua biografia e come possiamo vedere anche dal film, Louis Wain cominciò a occuparsi di gatti quando Emily si ammalò e portarono a casa il piccolo Peter. Il gattino sembrava aver risollevato almeno in parte l’umore della donna.

Peter fu il primo dei gatti illustrati da Wain e anche quello che apparve successivamente più spesso all’interno delle sue illustrazioni.  All’inizio si trattava di semplici gatti, poi assunsero degli atteggiamenti sempre più umani e col passare del tempo divennero perfino caleidoscopici.

Gatto con Sigaro - Louis Wain
Gatto con Sigaro – Louis Wain Louis Wain, Public domain, via Wikimedia Commons

Si è pensato spesso che l’aspetto con il quale apparissero i suoi gatti, nonché molti degli atteggiamenti dell’artista fossero dovuti a una forma di schizofrenia. Tuttavia secondo alcuni studi dell’Università di Cambridge in realtà il comportamento di Wain è molto più assimilabile alla Sindrome di Asperger. Questo almeno stando al testo di Aidan McGennis Louis Wain: His life, his art, and his mental illness. Secondo McGennis, infatti, ci sono diversi indizi che potrebbero far pensare a questa possibilità, fra cui i suoi molteplici interessi.

C’è da dire, comunque, che qualunque fosse stato il motivo che ha ispirato la sua arte, Wain ha davvero creato un mondo a parte dove le sue creature feline hanno preso vita ed hanno assunto un’identità e una personalità propria. Ha visto qualcosa nel gatto che è sicuramente sfuggito a chiunque altro prima di lui.

Louis Wain ha cambiato per sempre la visione del gatto all’interno della società umana.

Il film

Abbiamo fatto tutta questa premessa perché obiettivamente non  si può valutare un film di questo tipo senza conoscere il personaggio storico e il suo contesto. Una personalità così eclettica che viene colta perfettamente da un attore camaleontico come Cumberbatch che dal canto suo riesce a far trasparire come Wain riuscisse a perdersi nei suoi mondi e come allo stesso tempo fosse costantemente in lotta con e stesso, la società che lo circondava, le sue paure che si è trasportato in spalla fino alla sua più tenera età.

La fotografia è sorprendente, ci sono momenti in cui sembra di entrare all’interno di un dipinto fatto di campi fioriti e tramonti, altri in un burrascoso mare in tempesta.

Un film che mi sento di consigliare tanto agli amanti dei piccoli amici felini quanto a chi voglia provare a scoprire un artista forse non abbastanza conosciuto ma le cui opere saranno sicuramente capitate sotto i vostri occhi senza che ne siate a conoscenza.

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