Aiko Beemsterboer e Josephine Arendsen in Anne Frank, la mia migliore amica (2021)

Anne Frank, la mia migliore amica è un film sulla storia vera dell’amicizia di Anna Frank e Hannah Goslar, che è la vera protagonista di questa pellicola. Tratta dal libro di memorie della donna novantaduenne, sopravvissuta all’olocausto. Disponibile su Netflix e anche su Sky Q. Diretto da Ben Sombogaart.

Anne Frank, la mia migliore amica – Trama

Aiko Beemsterboer e Josephine Arendsen in Anne Frank, la mia migliore amica (2021)
Aiko Beemsterboer e Josephine Arendsen in Anne Frank, la mia migliore amica (2021) © IMDB

Negli anni Trenta, Hannah Goslar e Anne Frank sono state costrette a lasciare la Germania nazista per rifugiarsi ad Amsterdam. Le due ragazze si conoscevano fin dai tempi dell’asilo ma qui le seguiamo durante i primi anni della Seconda Guerra Mondiale.

Anne e Hannah frequentano insieme una scuola ebraica. Benché siano costrette a portare la stella a sei punte ben visibile sui vestiti, tentano di condurre un’adolescenza normale e spensierata. Le due ragazze si perdono di vista per un triennio, quando la famiglia Frank è costretta a rifugiarsi in un nascondiglio per non essere deportata, ma entrambe alla fine verranno catturate.

Recensione

Tutti conoscono almeno per sommi capi, la storia della famosissima Anne Frank, descritta nel suo diario da lei amorevolmente rinominato: Kitty, ma pochi sono a conoscenza della storia di una sua carissima amica. Una descrizione struggente si profila in questa pellicola, quella di Hannah Goslar.

Narrata fin dai tempi in cui le due bambine, sognavano e giocavano apparentemente libere ad Amsterdam, durante i primi periodi dell’occupazione nazista, la storia ripercorre gran parte della prigionia, fino allo straziante ricongiungimento nel campo di concentramento.

Come molti film sul tema della shoah, si vedono immagini crude, di donne che sono costrette alla miseria e alla malvagità più sfrenata a opera dei Nazisti. Donne giovanissime e meno giovani, costrette ad aggrapparsi con le unghie e con i denti alla vita, alla speranza e a dei miseri tozzi di pane. Donne che hanno visto l’inferno e che sono sopravvissute per raccontarlo.

Aiko Beemsterboer e Josephine Arendsen in Anne Frank, la mia migliore amica (2021)
Aiko Beemsterboer e Josephine Arendsen in Anne Frank, la mia migliore amica (2021) © IMDB

Le due giovani viste nei flashback, mostrano due ragazze piene di sogni e speranze, molto diverse l’una dall’altra eppure molto vicine. Anne (Aiko Beemsterboer) ha una personalità esplosiva, non sta mai zitta, ha un opinione personale su tutto, intelligente, divertente, proprio come abbiamo letto nel suo diario.

Hannah  (Josephine Arendsen) al contrario è timida e riservata. È costretta a badare alla sorellina minore e ha dovuto crescere prima del tempo. Nonostante le loro differenze, le due sono state inseparabili, più di due sorelle. Questo finché il destino non ha minato la fondamenta delle loro giovani esistenze.

Due destini

Josephine Arendsen in Anne Frank, la mia migliore amica (2021)
Josephine Arendsen in Anne Frank, la mia migliore amica (2021) © IMDB

Hannah Goslar, è stata portata in un campo di scambio a Bergen-Belsen, dove i trattamenti erano leggermente meno duri e i prigionieri servivano come merce di scambio per i soldati tedeschi.

Anne Frank invece era nel campo di lavoro forzato, dove i tedeschi erano molto più duri. Gli ebrei venivano rasati, ridotti ancora più alla fame e privati di ogni dignità.

Hannah, una volta venuta a conoscenza che la sua migliore amica si trovava a distanza di pochi metri da lei, separata solo da una barriera, farà il possibile per inviarle cibo, speranza e affetto. Si dimostra coraggiosa, nonostante la giovane età, forte e con un cuore immensamente grande

Non ha mai dimenticato la sua amica, si decide a non abbandonarla, la invita alla speranza perché scopre che è malata e che soffre più di lei. Nei loro dialoghi si evince la profonda solitudine e comprensione delle cose di Anne, che sta vedendo la sua vita spegnersi come una candela.

Avrebbero potuto essere entrambe nello stesso campo oppure una al posto dell’altra. Ciò che conta è il modo struggente in cui hanno potuto sostenersi anche se brevemente, fino alla fine.

In definitiva

Consiglio di vedere la pellicola con spirito di ricerca e pronti a imparare da una storia vera, sul valore dell’amicizia e sull’altruismo. Valori che oggi ci sembra di vedere sempre più di rado, vanificati, quasi come non fossero cose reali, ma meri ideali da apprezzare solamente nelle pellicole e nei libri.

Qualcosa di romantico, dunque, ma per me molto tangibile da cui trarre ispirazione. Una storia molto triste certo, che fa piangere, ma ovviamente anche riflettere, oltre che ricordare eventi nefasti che mai dovranno essere dimenticati.

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