carnevale

Ritorna il Carnevale! 

Quanto ci è mancato! Si, perché tra tutti gli eventi che, causa epidemia, da due anni a questa parte sono stati sospesi, credo che il Carnevale sia stata la ricorrenza di cui abbiamo sentito maggiormente la mancanza! Seppur in tono minore visti anche gli ultimi accadimenti politici, pare ci sia una piccola ripartenza degli eventi carnevaleschi, almeno a Venezia, Viareggio, Putignano e Ivrea. In Campania bisognerà aspettare il prossimo anno per rivedere le sfilate dei carri allegorici del Carnevale di Saviano e le famose quadriglie di Palma Campania, ma i comitati hanno comunque organizzato eventi culturali e iniziative dedicate ai bambini.

Che dire…pochino rispetto agli anni pre-covid ma sono comunque piccoli segnali di ritorno alla normalità.

Le origini “licenziose” del Carnevale

carro allegorico sfingeLe feste in maschera, le sfilate di carri allegorici, la simpatica abitudine di organizzare scherzi ad amici e parenti e i buonissimi piatti tipici rendono il Carnevale una delle ricorrenze più amate e attese da grandi e piccini.

L’etimologia del nome deriva dal latino “carnem levare” (togliere la carne) dall’usanza al martedì grasso di finire la carne in dispensa visto che il periodo successivo, la Quaresima, contemplava l’astinenza dalla carne e dagli eccessi. Il carnevale essendo collegato alla Pasqua non ha una data fissa e si celebra nei Paesi di tradizione cristiana anche se le sue origini sono ben più antiche. Il Cristianesimo, come molti sanno, pur d’imporsi sui popoli di credo politeista, tendeva a sovrapporre le proprie festività a quelle preesistenti, trasformandole e di certo non gradiva i rituali immoderati delle epoche antiche.

I caratteri del Carnevale sono riconoscibili nei Saturnali dell’antica Roma, ma soprattutto nelle Dionisiache greche. Durante queste feste, infatti, scherzi e travestimenti davano il via a una sorta di ordine sociale sovvertito. Lo schiavo diventava padrone e viceversa, i procedimenti penali venivano bloccati, le gerarchie venivano annullate e ci si dava alla pazza gioia con lauti banchetti e rituali orgiastici in totale dissolutezza e libertà simboleggiando la supremazia temporanea del Caos. Il nostro odierno Carnevale si rifà anche ai cortei mascherati in onore della dea egizia Iside e ai festeggiamenti in onore del dio Marte, sempre a Roma, che prevedevano sfilate di carri e abbondanti libagioni.

In ogni popolazione a ogni latitudine però è possibile trovare tradizioni che richiamano gli eccessi e i successivi divieti tipici del Carnevale e della Quaresima che conosciamo oggi.

Il Carnevale nel mondo  

carro allegorico di carnevaleFesta popolare per eccellenza, quando si parla del Carnevale non si può non ricordare quello di Rio de Janeiro, dove oltre alle sfilate di grandi carri allegorici, dodici scuole di samba si contendono il titolo di campione allo stadio che ospita l’evento per un periodo di 4 giorni.

Molto noti i Carnevale che si svolgono a Tenerife, a Cadice in Spagna, ma soprattutto quello di New Orleans noto come Mardi Gras (martedì grasso). Le celebrazioni si concentrano nelle due settimane che precedono, appunto, il martedì grasso. Di solito si svolge una grande parata ogni giorno (tempo permettendo). Quelle più grandi e complesse si svolgono gli ultimi cinque giorni della stagione carnevalesca e nella settimana finale, molti eventi grandi e piccoli, si verificano in tutta New Orleans e nelle comunità circostanti.

Mentre molti turisti concentrano la loro attività del Mardi Gras su Bourbon Street e il Quartiere francese, nessuna delle principali parate entra ormai nel quartiere dal 1972 a causa delle sue strade strette e di ostacoli aerei. Invece, le grandi parate si svolgono nelle zone dei quartieri alti e Mid-City e seguono un percorso lungo San Charles Avenue e Canal Street, a monte del famoso quartiere francese.

Lo scrittore James R. Creecy, nel 1835, nel suo libro “Scenes in the South” descrisse così gli eventi del martedì grasso a New Orleans:

… è un giorno da ricordare da parte di chi visita New Orleans, perché è il giorno del divertimento, degli scherzi e delle maschere.

Tutto il male della città è vivo e ben sveglio. Uomini e ragazzi, donne e ragazze, schiavi e liberi, bianchi e neri si esercitano ad apparire grotteschi, ironici, diabolici, orribili con strane maschere e travestimenti.

In una grande confusione, su e giù per le strade, gridano selvaggiamente, cantando, ridendo, giocherellando, fischiando, e gettando farina sugli astanti.»

Il Carnevale Savianese

Berca di Carnevale - Carro allegoricoTra i più noti Carnevale in Campania abbiamo quello che da decenni si svolge a  Saviano, in provincia di Napoli. Questo si sviluppò grazie alla fantasia e alla buona volontà di semplici cittadini al fine di debellare l’antipatica, ma diffusa usanza, di lanciare farina ma soprattutto uova (spesso marce) su persone e automobili.

Nel 1979 il primo e unico carro, “Masaniello”, fu a opera del maestro Nicola Trocchia del rione Sant’Erasmo, ma già l’anno dopo subentrano, in modo non coordinato e spontaneo, altre manifestazioni e cortei tra cui il Corteo Africano di Fedele De Marino del Rione Sirico.

Nel 1981 nasce in via degli Orti, il carro di Punto Radio Saviano, “Il Papa” e assieme al carro di Radio-A.R.C.I “ Carnaval do Brasil” e alla performance di un “Drago” che serpeggia tra la gente, si dà vita a spontanee manifestazioni di gioia carnevalesca.

Il 1982, è l’anno del battesimo ufficiale del Carnevale Savianese poiché la Pro loco guidata dal Prof. Donato Allocca, intuisce la valenza socio-culturale e folkloristica delle manifestazioni carnevalesche che diventano così un appuntamento “istituzionale” stabile e fortemente atteso e vissuto dalle varie contrade, dalle scuole del territorio e da altre associazioni culturali.

carri allegorici carnevaleCol passare degli anni la manifestazione si arricchisce sempre di più e nel 1988, quando il numero dei carri è cinque, la gestione del carnevale passa dalla Proloco all’amministrazione comunale. Ad animare le sfilate si aggiungono balli in costume e sempre più contrade. Nel 1996 i carri sono dieci, nel 2000 arrivano a tredici, quanti sono ancora oggi.

Il Carnevale, man mano, è divenuto sempre più ricco e i Carri sempre più grandi, di fattura pregevole e semoventi, tanto da affermarsi come un Carnevale tra i più rinomati della Regione, pronto ad assurgere a valenza nazionale. Si è sviluppato un artigianato locale per la costruzione in loco dei Carri, fatti con materiali vari: ferro, polistirolo, legno, carta pesta, mentre altri sono realizzati dalle maestranze di Viareggio e Putignano su progetti locali.

Il Carnevale di Saviano si caratterizza come uno spettacolo da vivere, più che da ammirare. Infatti il pubblico, che ormai supera le centomila presenze, è parte attiva ai balli e danze che precedono i carri, divertendosi con lanci di soli coriandoli e caramelle. Sono bandite, invece, da anni la vendita di superalcolici durante gli eventi carnevaleschi, l’uso di bombolette spray e tutto ciò che potrebbe disturbare il sereno e sano divertimento.

Fonte parziale: Carvevale di Saviano

La ricetta tradizionale carnevalesca che strizza l’occhio ai vampiri: il sanguinaccio napoletano

“Del maiale non si butta via nulla!” Eh si, nemmeno il sangue, almeno fino a 35/40 anni fa circa quando specialmente nelle campagne, questo ingrediente veniva considerato un economico “superfood”. Può sembrare macabro ma è stato usato per millenni, soprattutto nel nostro Paese. Infatti dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, l’Italia è piena zeppa di salumi tipici fatti con il sangue di maiale. Naturalmente se non trattato a dovere, l’uso alimentare può risultare molto pericolo per cui dal 1992 ne è stata proibita la commercializzazione.

Dunque, il sanguinaccio sulle nostre tavole sarà la solita crema di cioccolata fondente, vaniglia, burro, cedro ecc…

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