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Tacita Sententia è un gioco ruolo da tavolo a carattere horror  nato dall’ide di alcuni ragazzi italiani che hanno preso le loro passioni e le hanno trasposte in quello che possiamo vedere oggi. Tacita Sententia è un gioco crudo, forte che appassionerà sicuramente quelli che sono gli amanti del genere horror.

Abbiamo perciò invitato i suoi creatori per raccontarci sia il gioco stesso,  sia tutto il mondo che si trova alle sue spalle.  Questa è la nostra prima intervista che proponiamo sul nostro sito disponibile anche in formato video (Ila trovate in calce all’articolo nell’ultima pagina). Ringraziamo quindi già da subito i ragazzi del team di Tacita Sententia per aver provveduto al montaggio e alla realizzazione del video vero e proprio.

Fateci sapere se questo format è di vostro gradimento e se vi farà piacere rivederci ancora così.

Benvenuti ai nostri ospiti, ovvero i ragazzi di Tacita Santentia. Vi ringrazio tutti quanti di essere qui. E la prima domanda che facciamo è quella di chiedervi di presentarvi

A: Piacere sono solo Angelo sono un beta-tester di Tacita Sentenzia. E faccio parte di questo gruppo scalmanato di amici di questo progetto già da prima che si chiamasse Tacita Sententia

R: Piacere io sono Raffaele. Sono il web designer e impaginatore del progetto. Amico di Luca da tanto, tanto tempo. Non più amico di Angelo da qualche momento. Ma sì siamo un gruppo di amici che ha  deciso di realizzare il sogno del nostro amico Luca e gli diamo una mano per realizzare questo gioco.

L: Salve mi presento sono Luca. Sono l’ideatore di tacita sentenzia e questi  due signori, oltre a essere miei colleghi, sono miei carissimi amici. E  non è che mi aiutano.  Loro fanno parte del progetto interamente. Non è un dare una mano, i signori si sminuiscono parecchio quando se ne escono così

Che cos’è, in breve, tacita sentenzia?

A: è  un’esperienza. È la prima volta che mi ritrovo a fare un progetto del genere.  è stancante per così dire. C’è tanto lavoro dietro, però insieme ce la stiamo ce la stiamo facendo

R: quindi, che cos’è tacita sentenza, giusto? È un mondo fantastico  che stiamo cercando di  rendere reale.  mettiamola così.

L: Liberazione. Né di più, né di meno. Tacita sentenza è liberazione. Quello che si ha in testa, o per lo meno, quello che ho avuto in testa ha avuto finalmente la possibilità di poter uscire fuori

Come nasce tacita sententia?

Tacita Sententia - Illustrazione di UgerArt
Tacita Sententia – Illustrazione di UgerArt

A: Tacita Sententia nasce dalla mente malata di Luca. E nasce da cercare altro oltre i classici  giochi di ruolo.  io mi sono giunto dopo in questa folle fantasia. e mi sono trovato parecchio bene con lo stile di gioco. Man mano è cambiato quando è diventato letteralmente tacita sentenza. E… Siamo qui.

R:  Allora come dirà Luca è nato da un’esigenza di trovare qualcosa di diverso. Di giocare a qualcosa di nostro che sentivamo molto di più. E per nostra fortuna Luca è dotato di un’ottima immaginazione e quindi il suo mondo già bello popolato aveva bisogno di  avere delle regole. E Tacita Sententia è questo. È dare delle regole a un mondo caotico.

L: non so se posso dilungarmi per più di due minuti perché questa è una cosa che vorrei spiegare bene.  Mi affianco direttamente a quello che ha detto Raffaele come Raffaele si è affiancato a quello che avrei detto io. Tacita Sententia nasce dall’esigenza di trovare qualcosa di nostro. Ma ancor prima dell’esigenza Tacita Sententia nasce per giustificare l’esistenza di un personaggio non giocante. Tutto il gioco nasce, come anche il setting, come anche il regolamento, nasce per giustificare un personaggio non giocante. Per capire il perché questo personaggio era in grado di fare determinate cose.

Altri giochi di ruolo non riuscivano a implementare il perché, o non avevano delle regole che non avevano niente che potevano essere utilizzate per dare concretezza a questo personaggio,  allora l’esigenza è stata doppia. Quello per noi è stato un problema, i giocatori, io parlo principalmente di e Raffaele e  poi Angelo andando più avanti.  È stato un problema perché ci siamo resi conto che vi erano tante falle in tanti tipi di regolamento, come ogni tipo di regolamento ha i suoi problemi, ma questi problemi erano asfissianti. Letteralmente. Non ci davano la possibilità di poter respirare. Ci davano la possibilità di poter interpretare, ma non ci davano la possibilità di poter esprimere al meglio quello che era il concetto del nostro modo di giocare. Non ci davano la possibilità di poter esprimere al meglio il nostro proprio modo di giocare. Non ce la  davano questa possibilità e da  lì poi è nata a tutto quanto l’excursus di creare il setting d’impostarlo già per bene dare una storia concreto a tutto e dare un motivo e un perché a questo personaggio. In Tacita esiste questo personaggio ed è uno dei personaggi chiave

R:è il personaggio chiave

L: è il personaggio chiave. Però penso che non si scoprirà mai chi sia in realtà questo individuo.  penso che soltanto Angelo, Raffaele, Fabio,  Giulia e altre tre persone sanno in realtà chi è questo personaggio. Volevo soltanto fare questo piccolo approfondimento.

Avevo avuto un piccolo dubbio per un istante.  poi quest’ultima affermazione mi ha fatto cadere il dubbio.

L: Perché?

Perché stavo pensando al PNG che appariva  nelle dirette di YouTube

L:  quale? Di quale  parli?

Sencler

L: Sencler? Ivàn Sencler? No, non è quello. Quello è un altro personaggio chiave perché è uno dei miei personaggi preferiti. Creati, giocati e poi trasformati in personaggi non giocanti, ma non è lui.

Visto che allora abbiamo nominato Sencler e abbiamo nominato la diretta di YouTube. Voi avete appunto preso una di queste campagne l’avete trasformata in una piccola … Diciamo che è una piccola serie a puntate perché di fatto il format è quello. È vero che è una giocata, però il format è quasi come se fosse una serie a puntate. Uditiva, come se fosse radiofonica, perché ci sono delle immagini ma  non vediamo proprio un’animazione vera e propria come in un cartone animato, come una serie animata,  però di fatto è una serie. Perché c’è una storia narrata che si può seguire. Come è stata accolta dal pubblico secondo voi questa serie?

L: Allora parlo io inizialmente perché parlo dal mio punto di vista. Però poi, giustamente,  Raffaele e Angelo hanno dei punti vista leggermente differenti da quello che poi è il mio giudizio. Penso bene. Penso bene per essere una cosa creata da zero con nessun tipo di attrezzatura, se così la vogliamo chiamare. Penso che il pubblico, o quelli che ci hanno fatto ci hanno l’onore di ascoltare questa fantomatica serie che stiamo facendo…

A oggi, ci sono state giusto due o tre critiche che parlavano principalmente di che cosa volevamo portare. Quando noi siamo stati parecchio chiari nell’esprimerci. Noi vogliamo portare il setting di Tacita per tutte quante quelle persone che non hanno la possibilità di poterlo provare ma vogliono capire che cos’è. Allora vi portiamo qualcosa di preconfezionato, se così sì può dire, anche con un minimo di trama. Quindi quello che si trova su YouTube che noi stiamo lanciando su YouTube, è quello che si potrebbe trovare, comunemente, detto molto tra parentesi comunemente, in Tacita Sententia. Gli intrighi, i misteri, i pericoli sempre dietro l’angolo.

Però il pubblico, per  quanto penso, può darsi che sia una mia impressione totalmente sbagliata, sta rispondendo bene. Lentamente, ma sta rispondendo.

A: Ho pensato che questo gioco al livello di pubblico, ora Luca ha  parlato ovviamente di recente, dall’esperienza che abbiamo avuto a Modena  abbia un grande impatto con le persone. C’è, piace, il gioco piace. Ora Luca  sta facendo un  lavoro  con i social. E dell’impegno che sta mettendo su  YouTube  stiamo  vedendo i frutti.

R: Penso che Luca concordo con me che  l’esperienza Modena, che è stata l’inizio  dei feedback che possiamo avere, è che alle persone questo gioco può piacere davvero tanto.

L: Sì, sì, Modena penso sia stato  la prova definitiva che e Tacita è un gioco che, sì, può avere un seguito, ma deve essere conosciuto per avere un seguito. Tutto può avere un seguito, ma sappiamo che Tacita dà proprio l’impressione di poter avere un grande seguito. Almeno questo è l’impressione che ci ha dato Modena.

A: E se non ricordo male, perdonami se  interrompo, tu hai avuto quei due ragazzini…

L: Sì,  orgoglio e vanto di aver giocato con due ragazzi di 13 anni, di 12/13 anni. Ma sono stato il mio orgoglio e vanto quel giorno a Modena. Perché erano due ragazzini che avevano giocato soltanto a D&D e uno di loro disse una delle frasi più belle in assoluto. Ha detto con orgoglio proprio  “Ma io vado da questo tizio e lo ammazzo.”  L’altro gli ha dato un buffetto sulla testa e gli ha detto “Zitto che non stiamo giocando a Dungeons & Dragons. Questo è un altro gioco. Smettila, comporti bene.” E dopo  essere stato bastonato, sono andati i proprio diritti come treni. Senza indizi senza niente per loro è stato talmente intuitivo il gioco, ma talmente intuitivo, che io sono rimasto estasiato da questa cosa e  ho detto “Ragazzi voi vi siete state veramente acqua fresca in questa giornata.” Invece in  mezzo a tanti altri che hanno provato il gioco hanno fatto il professoroni.   “Ma sì, dai,  e Dungeons & Dragons è più facile.”  “Sì, hai ragione.”

Erano proprio piccolini.

L: Sì, sì, ma ovviamente non gli ho presentato la parte più cruda del gioco. Alcune scene potevano anche essere pesanti per loro, ma loro si divertivano del fatto che era solo finzione, quella era la cosa. “Va bene, intanto è fantasia almeno su questo possiamo giocare.” Erano parecchio svegli per essere dei ragazzi. “Ragazzi ricordatevi sempre che è finzione.” “Sì, sì, non ti preoccupare, questo lo sappiamo e il nostro master anche se abbiamo dodici/tredici anni fa anche lui le cose sue. ” “Non così” disse il ragazzino forse un anno più grande.”Non così, però ci divertiamo lo stesso. L’importante è sapere la distinzione.” Dopo la premessa del gioco, poi siamo andati. Un’ora è volata. Penso sia stata l’ora più bella lì a Modena, da soli, io e questi due ragazzini ci siamo letteralmente isolati. Anche se intorno a noi c’era tanta gente noi eravamo lì a giocare, eravamo vicini. “Allora che fai tu?” “Secondo me dovresti fare questa cosa.” Bella, bellissima esperienza, secondo me la più bella.

R: Devo dire la mia su YouTube?

Si, se vuoi

R: Allora in pratica, diciamo che non ci aspettavamo questo tipo di riscontro. Lo speravamo, ma non ci aspettavamo questo, perché venivamo da una, possiamo dire, esperienza, non dico fallimentare, ma non troppo bella su Twitch e quindi  pensavamo che il nostro gioco non avesse poi così tanta visibilità come speravamo. In realtà, sta andando benissimo ed è una cosa veramente, bella. Penso ci renda tanto felici, nonostante la paura di presentare dei temi, così difficili, magari. Perché come tu hai visto e come spero vedranno anche chi lo vedrà, chi guarderà questa intervista, nel nostro gioco e nelle nostre partite trattiamo temi un po’ troppo crudi e violenti, molte volte. Invece anche questo non ha frenato i nostri sostenitori nel sostenerci. Quindi è una bella cosa, ci piace tanto.

Di fatto, comunque un gioco, quindi capito quello, capito che la realtà e la finzione sono due cose diverse dovrebbe essere comunque già più semplice sostenere anche la parte un  po’ più cruda.

R: Certo, ma la sensibilità di ognuno varia proprio da persona a persona, quindi non è un prodotto per tutti.

L: Allora, il prodotto potrebbe essere per tutti, ma dipende sempre dal tessitore che hai davanti, dipende sempre da io che faccio la storia, come mi approccio e come voglio che i giocatori possano approcciarsi al mio modo di narrare la storia e Tacita offre anche questo ovviamente. Il setting può essere anche crudo, ma potresti anche vedere solo ed esclusivamente il lato più dark e meno gore dell’ambientazione, se così la vogliamo mettere. Però se uno volesse spingere al massimo su Tacita è il dark fantasy puro, cioè quello che è la parte più sporca di qualsiasi cosa. Difficilmente c’è una parte bella, se così si può dire. Principalmente si basa sulla paura di manifestare quello che in realtà si è. Quando in realtà tu non lo vai a manifestare. In tacita, tu sei quello che sei, punto. Non hai bisogno di essere qualcos’altro. Se tu sei un mostro, se così si può dire, basta. Tanti giochi affrontano questa tematica, ma penso che Tacita l’affronti in modo inizialmente non diretto, che tu ti cali nel mondo, sai di essere dentro quel mondo e per te inizia a diventare normale amministrazione quello che succede e inizialmente il giocatore rimane stranito, per lo meno non ci fa caso, ma già dalla terza/quarta sessione entra nell’ottica di quello che potrebbe essere un sussurrante e da lì capisce quello che è Tacita, perché tu già sei dentro, però non lo capisci subito.

R: Sì

A: Concordo, proprio giusto, quante belle avventure iniziate con una semplice scampagnata.

Il nome, Tacita Sentenzia, come nasce?

A: Qui faccio rispondere al creatore.

L: Arrivo subito al dunque. Ci siamo ritrovati, io e lui in un posto con un altro nostro amico. Dovevamo cercare un nome, allora googlando, in giro per l’internet, dovevamo trovare dei termini che potessero sposarsi bene con quella che era l’idea di Tacita. Alla fine io trovai Tacita e lui con il suo cellulare, Sententia. Ci guardammo in faccia e abbiamo trovato il nome, Tacita Sententia.

A: Semplice, semplice.

L: Il nome è nato così, però quando gli abbiamo dato il nome glielo abbiamo incollato sopra, non poteva essere nome più azzeccato.

R: Letteralmente incollato, perché c’è una parte del gioco che si rifà proprio alla Tacita Sententia.

L: Tacita Sententia non è solo il titolo, ma anche parte integrante di quello che è il mondo di gioco, quindi.

Quanti, eccetto il vostro team, hanno provato il gioco? Quali sono state le reazioni?

L: Io vorrei parlare per ultimo, perché forse il mio potrebbe essere un giudizio troppo di parte, perché sono il creatore.  Vorrei far parlare Angelo e Raffaele e poi alla fine io.

A: Già con quello che abbiamo detto prima, già la situazione con Modena, sono tante persone. Diciamo che il numero preciso non si può dare perché comunque tra i primi test fino a ora ne è passato di tempo, anni. Le reazioni sono state al 99% positive, difficile  ci sia stato uno che ha sdegnato il gioco, sia con Luca come master, sia con me come master.

R: Persino con me è piaciuto, figurati.

A: Esatto, anche se Raffaele si sminuisce, è un buon master.

R; No, ma perché io ho masterato poco agli “estranei”, chiamiamoli così.

A: Si, è vero. Agli estranei ci siamo dedicati più io e Luca.

R: Naturalmente estranei al progetto e non altri significati.

A: Quindi diciamo che sono parecchie persone, parecchie con il pollice in su, a cui è piaciuta la situazione che hanno trovato all’interno del gioco.

R: Allora, Luca si ricorderà di questa persona, non faccio nomi, non dico niente, non uso generi, niente. Io ricordo solo che da quando abbiamo cominciato a farlo conoscere a farlo provare, ricordo solo una persona peraltro a Modena proprio, che non è rimasta con è rimasta convinta dal gioco. Una persona di mia conoscenza, Luca, e ti ricorderai. Però diciamo che questa persona non è adatta ai  giochi di ruolo. È abituata a giocare in modo diverso e quindi ha trovato difficile immergersi nelle regole del mondo di Tacita, ma per il resto come ha detto Angelo per il 99% di chi lo ha provato è rimasto convinto e con entusiasmo giocava. Ed è una cosa importante questa.

L: Io non vorrei farla fuori dal vaso. Chi mi conosce sa come sono fatto, non mi piace vantarmi di determinate cose, a me non piace vantarmi in genere, non mi piace essere sotto i riflettori di qualcosa e soprattutto non mi piace vantarmi delle cose che faccio, non mi è mai piaciuto. Sono sempre stato, non dico un insicuro, ma sono sempre stato un perfezionista, se la vogliamo mettere così. Uno che tende a criticare molto il suo lavoro. Parecchio. E anche se agli occhi degli altri potrebbe essere un lavoro fatto bene, ai miei occhi è sempre stato un lavoro fatto male, sempre stato fatto con i piedi. Tutt’ora io posso dire che a oggi, Tacita per me, se per tutti va bene compreso Rafaele, Angelo, io sono stato obbligato da loro a fermarmi a non poter andare avanti, a non poter dare sfogo a quella che è la mia mania di perfezionismo su determinate cose, che possa essere il regolamento, che possa essere il setting, che possa essere anche la sfaccettatura di un singolo personaggio.

R: Confermiamo

L: Fatta questa premessa, doverosa penso. Non ci sono giochi come Tacita, non esistono giochi come Tacita. Non esistono non perché siamo stati bravissimi a creare qualcosa di nuovo o innovativo, quant’altro, ma è quello che rappresenta il gioco. Se il gioco rappresenta una determinata cosa e sul mercato non c’è niente che possa dare una rappresentazione di quella determinata cosa, non voglio fare spoiler, allora vuol dire che noi abbiamo fatto qualcosa che in realtà non c’è. Essendo che non c’è questa cosa, io posso dire che la gente che lo ha provato,  tutti, che possono essere i due bambini a Modena, tutti quelli che hanno provato il gioco si sono immedesimati in quello che era Tacita.
Mettiamola così, se Tacita trasmette una determinata cosa trasmette principalmente una sensazione. Questa sensazione è stata presa da tutti. Non c’è stato un riscontro negativo. Tralasciando chi dice vabbè il regolamento, vabbè il setting e via dicendo. Però, come dice Angelo e come dice Raffaele, non voglio arrivare a un 100%, voglio arrivare a un 70% di persone che hanno dato  un buon esito a quello che è il progetto. Però diciamo che 70 per noi come se fosse 100. Anche il 30 per noi sarebbe stato 100 anche il 10% per noi sarebbe stato cento, nel nostro piccolo. Ma avere una fetta di pubblico così grande che ci ha dato  un giudizio,  ci ha accolto positivamente a Modena è stato è stato una cosa buona. Soprattutto nel nostro piccolo, nelle nostre zone, nelle poche fiere che abbiamo potuto fare, ci hanno accolto tutti, tutti, tutti, tutti bene. Quindi posso dire solo questo.

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