Cosa significa, all’atto pratico, oggi, mettersi in gioco nel creare un gioco? Un gioco di ruolo, da tavolo, come può essere appunto Tacita.

R: Se vuoi una metafora ti dico che come buttarsi in una vasca piena di squali e sei  un pesciolino minuscolo.  E gli squali faranno di tutto per  mangiarti.

A: Penso che sia una giusta metafora ma…

L: Io mi dilungherei troppo in questa domanda

A: Sì Luca parlerebbe per ore solo su questa tematica. Diciamo che si entra in un mercato saturo. Perché c’è, parliamoci chiaro, solo di D&D, solo Cyberpunk,  solo Cthulhu. Ci  sono i classici…

L: No, tralascia anche Cyberpunk, Cthulhu e via dicendo…  Ci sono tanti setting di Dungeons & Dragons. E  tu vai a confrontarti con il colosso. E non puoi metterti a pari del colosso. Puoi avere anche le idee più innovative  di questo mondo ma non arriverai mai a Dungeons & Dragons. Quindi tu non aspiri ad andare contro Dungeons & Dragons, ma neanche stargli accanto. Tu ti accontenteresti della tua nicchia

A: Ma nessuno vuole andare contro Dungeons & Dragons parliamoci chiaro.

Si può tranquillamente giocare all’uno e all’altro.

A: Certo. Forse quello che abbiamo visto noi “bello il gioco, ci giochiamo, facciamo la campagna, ma poi giochiamo a D&D” cioè…

L: Esatto, esatto.

A: Poi torniamo a D&D. È bello provare un nuovo gioco. Io, Raffo e Luca ne abbiamo provati diversi a Modena interessanti. Ma poi la domanda è “Giochiamo a D&D?”. Perché purtroppo…

R: Si torna nella comfort zone

A: Esatto. Si torna dove sei  sicuro che ci giochi. Magari provi la build diversa che non ti è venuta in mente tra elfo, razze, sottorazze  e via discorrendo. Purtroppo è un l’ancora di sicurezza per tutti i giochi di ruolo. È un mercato saturo, oltre per le varie espansioni di D&D, vari setting che escono sempre. Con ovviamente idee carine, perché ce ne sono, ci mancherebbe. Titoli indie che vanno quell’anno e poi piano, piano per quanto siano belli, interessati, che hanno meccaniche diverse, lancio, dal diversi setting, diversi… Vengono piano, piano…

R: Dimenticati…

A: “Vabbè cosa c’è di nuovo?” Però si torna sempre sul colosso, su D&D. D&D per dire, ma anche gli altri colossi che ci sono ci sono.

R: Ma è semplice, essendo D&D il primo  è il punto di riferimento per tutti.

Quello è vero, ma diciamo che è anche più facile trovare altre persone interessate a quel gioco lì, perché di fatto  tutti lo conoscono. Cioè, chi gioca di ruolo come minimo conosce quello

R: È la base

A: Se tu mandi un messaggio su Facebook in un gruppo di  gioco di ruolo generico il 90% tranquillamente ti risponde entro un minuto “Va bene facciamo una campagna su D&D, Pathfinder, 3.5,  Advanced ovviamente… Dipende, vari setting…

R: Per fare un’altra metafora, la faccio musicale. D&D è il pop noi siamo il black death metal, tipo.

Quelli sono gusti però

R: Però capite che noi siamo una nicchia che piace probabilmente solo ai norvegesi,  D&D  piace a tutti.

L: Noi ci accontenteremo  anche solo dei norvegesi

A: Ma non era non è una critica eh. Purtroppo è il mercato che attualmente sta…

R: Mettiamo Burzum nel gioco?

A: Probabilmente c’è Burzum.

L: L’unico che potrebbe avvicinarsi a Burzum è Nergal.

R: Perché anche lui brucia le chiese?

L: Lui brucia. Punto.

Tacita Sententia - Pagliaccio- Illustrazione di UgerArt

Tacita Sententia – Pagliaccio- Illustrazione di UgerArt

A: Quindi diciamo, per tornare alla domanda, che il mercato è questo purtroppo. Se va bene il KickStarter sei conosciuto quell’anno. Puoi vincere il miglior gioco Modena, il miglior gioco Lucca. Ma poi, se tu vedi gli altri sono,  espansioni di D&D e di setting di questo. Ed è questo che sta rompendo…

R: Però, scusate il segreto tecnicamente per resistere in questo mondo è riuscire a produrre qualcosa con continuità. Cioè il fatto è che noi, e magari grazie a Luca soprattutto, riusciremo a produrre Tacita. Non dobbiamo fermarci lì. Dobbiamo subito avere già il piano di riserva, il secondo gioco pronto per essere, per non dico per restare sulla cresta dell’onda, ma perché almeno le persone si ricordino di noi.

A: Beh,  io conoscendo Luca penso che abbia già altri 3/7

R:  Per questo dico grazie a Luca abbiamo la professionalità di fare questo.

L: È un  uno spoiler che possiamo fare perché è una cosa che possiamo dire tranquillamente. Non ci sarà tanto Tacita

R: E quando lui prima diceva che noi lo abbiamo fermato perché lui è un perfezionista è per questo motivo. Perché noi sappiamo che c’è altro. Quindi “Ma concentrati solo su una cosa, finiamola e poi passeremo ad altro, non c’è problema”. È difficile fermarlo. Ma ci siamo riusciti.

A: È  difficile contenerlo

R: Ma ci siamo riusciti

A: Dopo anni ci siamo riusciti

L: Però se posso dire la mia Tacita mette le basi per tutto quanto quello che è… L’universo? Se lo vogliamo chiamare così, l’universo narrativo di Tacita.  perché sì,  si parla di universo narrativo. Quindi non si parla di  un solo gioco.  Mettiamola così.

Diciamo che si può sempre ampliare. Che alla fine è quello che fa D&D. La base è sempre quella, le classi principali sono sempre quelle, le razze principali sono sempre quelle, poi aggiunge la razza nuova, aggiunge la classe nuova, però la base è sempre quella. I personaggi che quasi sempre ci sono saranno il guerriero, il mago/stregone, il ladro/ranger

L: Diciamo che è generalizzato un po’ troppo  così. Però va bene. Però si entrerebbe  troppo lì nel  dettaglio di qualcosa che non si può dire a oggi ma se tutto va bene e se Tacita va bene la gente lo potrebbe scoprire piano, piano?

R: Arriveremo a creare il CCU: il Clessidras Cinematic Universe

L: Il Clessidras Cinematic Universe

Lo vediamo al cinema?

R: Sì, sì, sì

L:  Tutti quelli che  hanno incontrato questo personaggio.  tutti. Hanno detto la stessa cosa. Solo lui potrebbe reggere tranquillamente una trilogia. Grazie. E io quando mi dicono tutti questa cosa, in tanti l’hanno detta, ho detto semplicemente “grazie”. Non ho aggiunto altro.

È una cosa carina

L: Sì, sì, sì. Figurati

Poi sognare è gratis

R: È l’unica cosa gratis che c’è rimasta ormai

A: praticamente

L’aria?

L: Tra poco anche quella e comincerà a essere anche abbastanza cara.

Allora parliamo un attimo del sistema di gioco. In quanto rispetto… Abbiamo nominato i grandi tipo D&D, Cthulhu… Questi giochi hanno tantissimi lanci di dadi tantissime abilità, tantissimi punti esperienza dal segnare per ogni minima cosa. Se non segni punticino lì non sai fare questo, non sai fare quello. Se non tiri il dado non sai mai se quella cosa, la più banale di tutte, come guardare qualunque cosa piccolissima non la puoi fare. Tacita questo non ce l’ha, è molto più semplice, da una parte. Però forse anche molto più narrativo e forse anche più realistico rispetto a questi grandi colossi.

R: Sì… Sì.

L: Nemmeno. È partito Raffaele. Raffaele si è indispettito forse per qualcosa, vai. Ma non da parte tua per la domanda. Ma perché Raffaele… C’è sempre qualcosa che lo trigghera malamente

R: Beh sì, il fatto che io devo tirare un dato per guardare qualcosa a me dà fastidio. Oltre una porta. Esatto “osservare” perché?

L: Sempre…

Beh a me è capitato di tirare un dado per guardare oltre una porta

R: Esatto. L’osservare. Perché dovrei tirare per osservare. Se l’evoluzione mi ha donato gli occhi perché dovrei tirare per osservare. La cosa non ha senso, no?

L: La cosa che in tacita funziona così anche con le live con le registrazioni. Quelle puntate che stiamo portando su YouTube. Diciamo che noi nel nostro privato quando noi registriamo noi facciamo i lanci di dadi. Il lancio di dado è palese anche nel combattimento che si può vedere più avanti, ma anche nel notare alcune cose.

Forse nella quarta, già qualcosa

L: Già dalla prima. Sì, già dalla prima sessione si nota qualcosa che poteva essere… Non percepibile. Ad esempio quando sia Eric che Korvus guardando il cadavere, se così si può dire, hanno notato un leggero movimento da parte dei polmoni della vittima, cosa che clinicamente non dovrebbe esserci. Ed è stato poi specificato nella puntata e loro hanno preso nota. Quando poi è successo quello che è successo… E chi vuole andare vedere può andare a vedere perché potrebbe essere interessante… Non è stato specificato ancora. È stato fatto soltanto un appunto su una cosa e allora poi i personaggi hanno fatto e hanno detto determinate cose. Ma perché? Perché normalmente tu lo vedi quello che è in Tacita.

Però ad esempio se un personaggio come Eric essendo Mietitore vuole capire qualcosa in più con le sue competenze. Ma perché lui ha determinati tipi di propensione, e una cultura, e uno stile di vita, e un’esperienza di vita che lo ha portato a ragionare in un determinato modo da affrontare le situazioni in un determinato modo. Allora lui ha il diritto di lanciare il dado e dire “Io voglio capire se effettivamente c’è questa cosa”. Però non deve essere il tessitore a dirti “Fai il lancio di dado. Lancia.” È il giocatore stesso che decide quando e come approcciarsi al pericolo, a meno che non sia palese, a meno che non abbia un avversario, a meno che non c’è qualcosa di esterno che ti viene contro. Quella è un’altra storia.

Però nelle situazioni tipo, chiamiamole investigative, così anche da far capire a chi che ascolterà/vedrà. Nelle situazioni investigative quando si vuole scoprire qualcosa, si vuole cercare qualcosa, quando si può fare qualcosa, quando si vuole anche disattivare una trappola, quant’altro, è il giocatore stesso che decide come approcciarsi. Con tanti giochi, senza fare nomi, si lancia il dado, si somma l’abilità se hai superato bene, se non hai superato amen. Lo prendi in quel posto. Semplice, semplice. In Tacita non è così. Non funziona così in Tacita. Funziona così nel momento in cui, perché anche la sorte ha un peso, funziona così nel momento in cui tu non raggiungi dei limiti da rispettare. Tu devi fare da quel risultato in su per capire se tu quella determinata cosa la si è riuscita a fare oppure meno perché i tipi di conflitti possono essere attivi o passivi.

Attivi quando io tessitore contrasto il tuo lancio. Quindi se tu hai fatto un risultato di 15, il mio risultato è pari o superiore al tuo. Se è superiore vinco io, se pari si ritira, se inferiore ovviamente tu. L’azione che hai descritto riesce. Poi se tu raggiungi la difficoltà standard, che in Tacita è 20. Se tu con un lancio, di rado arrivi da 20 in su, oltre ad aver ad aver avuto un successo, hai anche dei premi. Se così si può dire. Ma sono tutti quanti narrativi, in che senso? Una cosa che ad esempio Raffaele oppure… Irorith il personaggio di Angelo. Lui è un Salvaterra, lui è un investigatore, lui è quant’altro. Lancia i dadi, lui mi dice che vuole fare una determinata cosa, lanci i dadi fa 20 in su, se la vogliamo mettere così, e gli dico “La tua azione è riuscita, ma capisci anche questo, questo, questo e questo”. Una cosa che ad esempio ad Angelo in quel momento gli è passato di mente. Personaggio: “Ah caspita, perfetto, questa cosa l’ho notata!” Ma perché sono colpi d’occhio o situazioni che possono… Come si dice… È l’occasione, mettiamola così… Può essere l’occasione, può essere una svista, puoi essere molto più rapido, può essere di tutto, la ricaduta narrativa è essenziale forse mi sono dilungato troppo. Perdonatemi

No, in realtà, ha senso perché obiettivamente ci sono alcune cose che se sono standard è che qualcuno è in grado di farlo non è che c’è bisogno sempre di tirare… Anche per camminare…

R: Poi in Tacita non esiste questa cosa. Questo stile narrativo arriva anche dal nostro modo di giocare tanto. Perché a noi piace tanto, tanto, tanto interpretare. È una cosa che abbiamo sempre fatto quando giocavamo ad altri giochi. Il semplice… Il persuadere un altro personaggio. Se io, Raffaele, interpretando il mio personaggio riesco a essere convincente con le mie parole perché il master mi dovrebbe costringere a tirare per vedere se funzionano o no le mie parole. Se sono stato abbastanza bravo da essere convincente. Per come la vedo io sempre, non parlo in generale. Gli altri giochi ti costringono a fare uno sforzo per essere convincente, mettiamola così, ma potrebbero segarti le gambe perché il dado ha detto che tu non ce la fai. Ma io lo sforzo l’ho fatto per essere convincente.

L: Come abbiamo sempre detto diciamo che ci sono dei pro e dei contro in questa cosa.

R: Certo!

L: Il pro è l’interpretazione e il contro è che se tu tirando di dado, anche se non sei bravo a interpretare queste determinate cose, lanci il dado, fai un ottimo successo, e dici “Ci sei riuscito!” Quindi dai la possibilità a chiunque di poter interpretare qualsiasi tipo di personaggio. Quello che dice Raffaele è giustissimo ma si deve considerare che in tacita esiste questa possibilità, anzi è molto più pratica di quanto possa essere nel contesto di tanti altri giochi. Perché qui ti dà la possibilità che, anche con un tuo errore, di poter capire qualcosa che prima non riuscivi a notare. Di te stesso di quello che potrebbe essere personaggio non giocante che hai di fronte e quant’altro. Però Raffaele diciamo che è molto più è un purista, è un puritano da questo punto di vista e lui vuole la purezza dell’interpretazione che a me piace un sacco. Raffaele è quello che tiene particolarmente all’interpretazione del personaggio quindi con lui è principalmente, ad esempio, non l’utilizzo mai il metodo “Lancia il dado”. Con altri ad esempio mi viene più facile da utilizzarlo. Però con Raffaele sono parecchio pignolo quando si gioca d’interpretazione. Ok, lui è rigorosamente interpretativo allora poi lì andiamo proprio di peso, ci immergiamo nei personaggi e si ruola. Si ruola proprio duro. È proprio dire vediamo chi è più bravo. E fino a ora sono usciti gran bei personaggi, gran belle situazioni nel bene o nel male. Se così si può dire… Grande soddisfazione secondo me

R: Perché, censuratemi se volete, però è una cosa che ho sempre notato io. Se la giocata si basa esclusivamente o comunque tanto, su dei dati, su dei numeri, si portano le persone a giocare sempre la stessa cosa. Difficilmente qualcuno proverà a fare altro. Cioè se io ho sempre fatto il guerriero, farò sempre il guerriero. Se invece si lascia molto più libertà l’interpretazione tanti proveranno a variare, a fare qualcosa di diverso. I numeri sono freddi. Non c’è sentimento nei numeri. Quindi faccio sempre la stessa cosa, riprendo il discorso di prima, quello in cui mi ritrovo e sono comodo. E Tacita per fortuna la comodità non te la dà, ti dice buttati in questo mondo e vivi e le tue emozioni

L: Esatto. È vivi le tue emozioni.

Stavamo parlando appunto del fattore interpretazione all’interno di un gioco di ruolo. E io mi trovo perfettamente d’accordo con te nel senso che a me piace molto la parte interpretativa. Ci sta che ci siano delle statistiche del sistema per determinate cose, però secondo me la parte d’interazione è anche quella un po’ più importante perché poi il personaggio fondamentalmente tu lo costruisci sull’interazione. Cioè chi sarà quel personaggio, le antipatie, le simpatiche che si farà in gioco dipendono molto più dall’interazione quanto dal punteggio dei dadi. E a volte magari una coerenza narrativa può darla più l’interpretazione che un punteggio che è del tutto casuale. Questa è la mia opinione. Quindi a me questa cosa che tu hai detto sull’interpretazione in realtà piace molto perché effettivamente è il modo in cui io vedo il gioco. Se devo essere sincera quindi…

R: Siamo sul siamo sulla stessa lunghezza d’onda

Autore

  • KeiLeela

    Classe '90. Nella vita mi occupo di codice e grafica, nel tempo libero navigo verso mondi fantastici. Fondatrice del portale Vampire's Tears, tratto di argomenti legati all'horror e al fantastico. Indago su miti e leggende e misteri esoterici.