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Nato da un’idea di Francesca Neri e Claudio Amendola che ne cura la regia, il film I cassamortari è disponibile su Amazon Prime dal 24 marzo. La co-produzione italo-spagnola tra la Paco Cinematografica e la Neo Art mette in campo uno dei cast tipici della commedia italiana: Massimo Ghini, Gian Marco Tognazzi, Lucia Ocone, Edoardo Leo, Sonia Bergamasco con la partecipazione del rocker italiano Piero Pelù. E così che Taffo approda in punta di piedi e con la consueta e misurata ironia anche in tv perché i fratelli Pasti, titolari dell’omonima agenzia funebre protagonista delle vicende, cerca di competere proprio con Taffo.

TAFFO. Ironia della morte. Riderne è l’unico modo per uscirne vivi di Riccardo Pirrone
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Nella realtà, l’ormai famosa agenzia funebre è balzata alle cronache qualche anno fa grazie a una campagna di marketing dissacrante e scherzosa che, da tempo, ha creato un nuovo modo di comunicare in un settore così particolare e delicato. La loro pubblicità si avvaleva già di cartellonistiche molto provocatorie poi, l’avvento dei social e l’aiuto di Riccardo Pirrone, social media manager della Kirweb, hanno letteralmente cambiato il volto dell’azienda e di un mestiere che, in fondo, è come tutti gli altri. La geniale campagna pubblicitaria che ha portato la Taffo funeral service a godere del consenso di milioni di followers coniuga contenuti di valore e black humor cercando anche di sensibilizzare l’opinione pubblica su temi molto discussi come i vaccini, la violenza sulle donne e la lotta all’omofobia.

Non solo brand ma impegno sociale e tanta simpatia; ricordate il tormentone dell’estate 2019? “Magari muori” di Romina Falconi & Taffo funeral service, un vero e proprio inno a godersi la vita…”da qui fino ai crisantemi” seguita nel 2021 da “Magari vivi”, un invito a prendere la vita (dove, è tutto da decidere) con leggerezza e autoironia. E dopo il libro “Ironia della morte – riderne è l’unico modo di uscirne vivi” in cui Pirrone racconta come, tramite copy persuasivi e scelte coraggiose si contrastano i tabù ed è possibile portare alla fama nazionale anche una semplice agenzia funebre, non ci resta che guardare il film…

I Cassamortari – Trama 

“Tutti devono mori’, ma solo in pochi ce guadagnano…e noi siamo quei pochi”

i cassamortari locandina
I cassamortari

È il motto dei fratelli Pasti, titolari dell’omonima agenzia funebre ereditata dal loro padre Giuseppe, un uomo disposto a tutto pur di sbaragliare la concorrenza e tramutare ogni cadavere in una pila di banconote. A nero. La fiorente azienda è gestita da Giovanni, avaro e senza scrupoli, da Maria che ha un debole per i vedovi, da Marco bravissimo tanatoesteta (trucca i cadaveri) e dal giovane Matteo che sogna di diventare influencer.

Gli affari si complicano quando le imposte non pagate vengono a galla e i quattro imprenditori cominciano a navigare in cattive acque. Almeno fino a quando non riescono ad accaparrarsi il funerale del rocker Gabriele Arcangelo (Pelù), morto per overdose nel mezzo di una campagna di sensibilizzazione contro le droghe. Ma i funerali privati non soddisfano i fans e la manager e compagna del defunto cantante. Così, assieme alla famiglia Pasti, organizzano prima una campagna social anticonvenzionale e politicamente scorretta poi un nuovo funerale, stavolta pubblico. Ma le opportunità di lucrare sul povero cadavere continuano in un crescendo di cattivo gusto e immoralità…

Recensione  

I cassamortari © Prime video

Confesso che il comedy italiano non è il genere che preferisco. Tuttavia ho visto il film pubblicizzato da Taffo Funeral Service sulla loro pagina facebook e ho pensato: “un film su Taffo, addirittura?”. E invece no. La storia si basa su una famiglia che rappresenta principalmente i difetti più eclatanti dei nostri tempi, dall’ipocrisia all’attaccamento al denaro fino all’enorme esposizione delle nostre vite private sui social.

Una commedia dai toni vagamente dark politicamente scorretta e dalle molte sfaccettature. Una famiglia disfunzionale apparentemente rispettabile (“…noi paghiamo le tasse?!?”) che pur di restare a galla è pronta a calpestare qualsiasi valore, anche il buongusto che il loro status sociale dovrebbe imporre.

Abbastanza scorrevole la trama, i personaggi ben caratterizzati creano un buon mix d’ironia, cinismo, ma anche, sul finale, redenzione mostrando risvolti umani ma anche traumatici come causa delle loro azioni. Nel caso di Marco, ad esempio, il tanatoesteta della famiglia Pasti che per scelta non parla coi vivi, ma conversa volentieri coi morti di cui si prende cura rendendoli bellissimi. Molto carini i molti riferimenti ai noti Taffo, dai loghi sulle auto funebri all’amichevole partecipazione di Massimo Dapporto nei panni proprio del Signor Taffo.taffo locandina.

A mio parere un film ben riuscito, a tratti paradossale ma misurato, mai volgare, capace di far sorridere e riflettere allo stesso tempo. Ne consiglio la visione.

Letture consigliate

Taffo Ironia della morte di Riccardo Pirrone

Ridere della morte è davvero possibile? Riccardo Pirrone, social media strategist del brand, dimostra che non solo è possibile, ma che è anche necessario. Tra post inediti e lezioni di real time marketing, per la prima volta il brand più irriverente d’Italia viene raccontato nei minimi dettagli.

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