sorgenti cremisi

I vampiri bevono sangue per vivere in eterno e per alimentare l’eterna giovinezza. La contessa Elizabeth Bathory era convinta che bagnarsi nel sangue di ragazze giovani non le permettesse d’invecchiare. D’altronde dall’antico Egitto all’antica Roma fino al XVII° secolo è tutto un fiorire di nozioni e pratiche alquanto…vampiresche, in gran parte volte a curare il “mal caduco” e assicurarsi forza e virilità giovanili.

  E se dietro a quelle che sembrano macabre leggende ci fosse qualcosa di vero?

Sangue, giovinezza e parabiosi

Sembra proprio di sì. Da molti anni la scienza medica impegnata nella ricerca di soluzioni contro le malattie degenerative, pare abbia “rispolverato” una antica e discutibile tecnica, la parabiosi. Questa consiste nell’unire chirurgicamente attraverso il sistema vascolare due soggetti con un DNA simile per esaminare i meccanismi d’azione dei fattori che circolano nel sangue di un animale quando entrano in un altro animale.

Negli anni ’70 esperimenti realizzati grazie all’utilizzo di questa tecnica portarono a importanti scoperte nei campi dell’endocrinologia, della biologia del tumore e dell’immunologia. Nonostante queste interessanti scoperte la parabiosi venne abbandonata per motivi non del tutto chiari.

Amy Wagers

Nel 1999 la ricercatrice Amy Wagers, presso la Harvard University di Cambridge, Massachusetts, utilizzò questa tecnica per studiare la migrazione delle cellule staminali nel torrente circolatorio. La dottoressa unì attraverso l’addome diverse coppie di cavie, con una costante: un soggetto giovane e l’altro anziano. Così facendo voleva dimostrare che il sangue giovane nei topi anziani promuove la riparazione dei danni alla spina dorsale, induce la formazione di nuovi neuroni nel cervello e nel sistema olfattivo e inverte l’ispessimento delle pareti cardiache legato all’età.

Donna che si bagna nel sangue
Donna che si bagna nel sangue

Amy Wagers inoltre, identificò una particolare  proteina, la GDF11, responsabile, quando infusa direttamente in vena, di aumentare la forza e la resistenza della muscolatura. Altri laboratori a Stanford, nei primi anni del nuovo millennio ripresero questa tecnica dimostrando ulteriormente la capacità del sangue giovane di rigenerare la muscolatura e le cellule epatiche nei topi vecchi inducendo la divisione delle cellule staminali.

È chiaro che tali risultati suggeriscono la presenza di un prezioso fattore presente nel sangue di soggetti giovani capace d’invertire o quanto meno fermare il processo d’invecchiamento.

Tony Wyss-Coray: la start-up Alkahest

Nel 2014, Tony Wyss-Coray,  ricercatore nel campo della geriatria e scopritore delle modificazioni nei livelli di proteine e fattori di crescita nel sangue di soggetti anziani affetti da Alzheimer, fondò la start-up Alkahest. Tramite questa avviò lo studio degli effetti del plasma donato da persone under 25 trasfuso in soggetti over 50 monitorandone le funzioni cerebrali.

I primi risultati, secondo la stessa Alkahest furono decisamente incoraggianti, infatti l’utilizzo di sangue giovane sembra invertire gli effetti dell’invecchiamento, potenzialmente con pochi rischi negli esseri umani e, finora, con risultati comprovati da studi di parabiosi in più laboratori. L’unico dubbio permane sulla possibilità che l’attivazione delle cellule staminali aumenti la possibilità di sviluppare forme tumorali.

l'immortale di new orleansi - immagine do mano insanguinata con rosa
Photo by Mohamed Nohassi on Unsplash

Meno prudente fu un’altra start up nata in California attualmente non reperibile in rete che da circa dieci anni ha subito alti e bassi da parte dell’opinione pubblica e della comunità scientifica. La Ambrosia del dott. Karmazin attraverso il suo sito web proponeva trasfusioni di sangue da donatori massimo venticinquenni a persone over-45, al “modico” costo di 8000 dollari a sacca. Il trattamento era pubblicizzato senza troppi giri di parole come qualcosa che permetteva di ringiovanire “dall’interno”: cuore, polmoni, cervello, muscolatura, scheletro…

La Federal Food, Drug, and Cosmetic Act, negli anni, ha ottenuto varie volte la chiusura delle sedi della Ambrosia, avvertendo i consumatori che l’azienda non era in possesso di alcun risultato scientifico che facesse pensare che i trattamenti offerti funzionassero. Cosa ne sia stato della start up non è dato sapere e lo scopo dichiarato della Alkahest è esclusivamente curare le malattie degenerative legate alla vecchiaia…

Un elisir di lunga vita?

Il mio personale parere però, è che non siamo pronti!

Non voglio avallare forzatamente la teoria che il sangue sia l’elisir di lunga vita. Né voglio credere a tutti i costi alla possibilità di allungare ancora di più il tempo della giovinezza, che in fondo negli ultimi quaranta anni si è già molto prolungata rispetto al passato, ma non siamo pronti!

Siamo in un’epoca strana, dove la tecnologia viene guardata con sospetto e la scienza rinnegata. Dove, per fare un esempio, non esiste ancora in ampia scala la cultura delle donazioni di organi post-mortem, (sempre a causa di assurde diffidenze). In questo contesto è così incredibile che nei “moderni” Stati Uniti la Ambrosia abbia scandalizzato i benpensanti presi dal timore che nessuno donasse più sangue agli ospedali ma decidesse di venderlo alla Ambrosia? Timore infondato poiché l’azienda aveva, ovviamente, precise regole riguardo alle caratteristiche dei donatori e ai tempi tra una donazione e l’altra. Quindi niente agenzie segrete pronte a svuotare ragazzini bisognosi di arrotondare la paghetta.

sangue in provetta
Photo by CDC on Unsplash

Ho letto vari articoli su questo argomento e uno dei dubbi proclamati anche dalla comunità scientifica era se tutto ciò fosse etico. Come se invecchiare con tutto il corredo di acciacchi e malattie più o meno invalidanti fosse etico! Lo è forse? Al di là dei moralismi, non siamo pronti perché ci rode! Si, ci rode l’idea che una tale scoperta sarebbe destinata prima alle persone ricche, ai potenti e poi…col tempo forse, a tutti…e poi, anche costando ottomila dollari a trattamento, una volta ammesso pubblicamente che la cosa funziona, il ceto medio continuerebbe a  spendere per un intervento di lifting, per trattamenti di medicina estetica o sceglierebbe d’investire una somma che alla fine è alquanto abbordabile per ringiovanire dall’interno?

La medicina estetica vedrebbe ridurre il suo fatturato, tutto l’indotto che gira attorno alla geriatria si ridimensionerebbe, quindi la domanda è: quando saremo pronti a mettere il benessere delle persone e il progresso della scienza prima degli interessi economici e dell’invidia?

Jeff Bezos e la Altos

Per fortuna falsa moralità e senso etico discutibile non fermano l’avanzare del progresso, Jeff Bezos, CEO di Amazon e uomo più ricco del mondo, ha destinato ingenti finanziamenti alla start up biotecnologica Altos, lanciata a gennaio di quest’anno e con sede in tre località: la Bay Area, San Diego e Cambridge nel Regno Unito, dichiarando:

“cureremo l’invecchiamento entro vent’anni”!

Alle polemiche arrivate puntuali, il biologo dello sviluppo Juan Carlos Izpisua ha risposto così

“Il nostro obiettivo principale è consentire alle persone di avere una vita più sana per un periodo di tempo più lungo e d’invertire la malattia nei pazienti di tutte le età.

Sono convinto che entro due decenni avremo strumenti che non solo trattano i sintomi, ma possono anche prevedere, prevenire e curare le malattie e l’invecchiamento attraverso il ringiovanimento cellulare.

Il nostro obiettivo finale è trovare nuove forme per aiutare tutti a rallentare o addirittura invertire i processi che portano alla malattia”.

Su ragazzi, fate in fretta!

 

Fonti:

Young blood reverses age-related impairments in cognitive function and synaptic plasticity in mice

  Ageing research: Blood to blood 

Il sangue giovane può invertire l’invecchiamento. Sì, sul serio.

Alkahest

Dr Jesse Karmazin | Can young blood reverse aging and cure disease?

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