Qualcosa di bello di Roberto Pellico

Qualcosa di bello di Roberto Pellico

Oggi vi parlerò del nuovo romanzo narrativo, di Roberto Pellico, intitolato: Qualcosa di bello, edito da Augh! Per la collana: Le frecce. Per l’autore, che come me ha da sempre una propensione per leggere e recensire il lavoro altrui, ha rappresentato una conferma meritata nella sua produzione letteraria. Il suo libro mi ha catturata sin dalle prime pagine. Il titolo non è soltanto un titolo, ma anche una promessa, rispettata in pieno.

Qualcosa di Bello – Trama

Qualcosa di bello di Roberto Pellico
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Paolo e Andrea si amano da molto tempo. Un giorno, però, il loro equilibrio viene incrinato da un evento inaspettato: una mail proveniente dal passato di Andrea e alla quale è impossibile sottrarsi. I due dovranno fare i conti con le proprie fragilità, scoprendo che non basta amarsi per impedirsi di soffrire, non basta nemmeno essere attenti, premurosi, volenterosi che le cose funzionino. Manuele, intanto, il migliore amico di Paolo, scrive in un blog irriverente le sue disavventure con un amore non corrisposto. E poi c’è Giulia, legata a Paolo da un segreto, che dopo la perdita dei genitori decide di fare volontariato nel carcere di Padova.

Le storie di tutti i protagonisti s’incastrano tra speranze e delusioni, rabbia e solitudine.

Un romanzo intimo sulle relazioni umane, la crudeltà dei sentimenti e la straordinaria potenza del desiderio di amare. Ma anche sulla sensazione che non tutto sia perduto, perché ci ricorda che in mezzo alle misteriose trame dell’amore, quando smettiamo di essere ostaggi del passato e di nascondere la nostra infelicità, ci si può ancora incontrare, rintracciando gli indizi per una possibile salvezza.

Recensione

Come avrete capito, questo libro è l’insieme di diverse storie che si intrecciano che si fondono in un’armonica narrazione. Sono storie realistiche e di vita, raccontate anzi narrate in maniera corretta, fluida e molto vivida.

Il linguaggio di Roberto è diretto, arriva al punto e al cuore di chi legge con grande maestria. Ci narra soprattutto dal suo punto di vista, le problematiche, le disuguaglianze di una società che si professa aperta, ma che in realtà nasconde il grande tabù legato alla sigla LGBTQIA.

I protagonisti vivono rapporti e dinamiche sociali e familiari complesse e profonde, ma allo stesso tempo sono dinamiche molto accessibili. Diviene facile per ciascuno di noi rispecchiarsi in ciascuno di loro. In Paolo, elegante, all’apparenza cinico e narcisista come ci si aspetta dagli artisti affermati, o nel suo amato inflessibile e insicuro Andrea. La loro relazione romantica ma anche ricca di alti e bassi fa da perno centrale del romanzo.

Intorno a loro ruotano la vita di Giulia, una ragazza che ha molto sofferto per un gravissimo lutto e che troverà la forza di andare avanti in se stessa e nei legami che stringe nella narrazione.  Salvatore incarcerato ma innocente che tenta di rimettere insieme i cocci della propria vita.

La narrazione viene intervallata con il sarcastico e arguto blog di Manuele che narra le problematica di cui vi parlavo sopra e del suo amore non corrisposto da parte di Alfredo.

Tutte vite e storie che si allacciano tra i personaggi, ci spingono a riflettere e a capire che per quanto i problemi siano schiaccianti e la vita difficile dobbiamo godere del presente, non indugiare sul passato, perché la vita offre sempre: Qualcosa di bello.

In definitiva

Questo libro ribadisco è molto bello. Vi piacerà sicuramente se credete nel perdono, nelle storie che aprono il cuore e la mente. Se amate semplicemente leggere le storie di valore e non soffrite di quella spiacevole malattia che io definisco pregiudizio verso il prossimo e le sue scelte o passioni. Io l’ho amato profondamente e mi congratulo con l’autore, augurandogli un florido futuro letterario e non solo.

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