Hercules: il viaggio dell’eroe

Kevin Sorbo in Hercules (1995)

Kevin Sorbo in Hercules (1995) © IMDB

Nelle lande selvagge dell’antica Grecia, un eroe leggendario sfida il volere degli dei. Preceduto dal suo coraggio e accompagnato dal suo fedele amico Iolao, un guerriero dai grandi poteri è pronto ad accogliere le sfide e le insidie della sua matrigna, la dea Giunone.

Tra forza bruta, inganni e amicizia, in questo tempo di miti e leggende, solo lui può ergersi contro le forze del male: Hercules.

Supereroe dal sapore antico

Hercules (1995)
Hercules (1995)
© IMDB

Nel 1995, in concomitanza con Xena – Principessa Guerriera, usciva Hercules, telefilm neozelandese e statunitense basato su una delle figure più leggendarie di sempre. Con sei stagioni che videro la loro conclusione nel 1999, questa serie tv voleva essere un po’ la controparte maschile dell’eroina vincitrice di mille battaglie.

Come Xena e Olimpia spadroneggiavano per le pericolose terre di una Grecia fittizia, tra il mito e la leggenda, così anche Hercules (Kevin Sorbo) e Iolao (Michael Hurst) erano impegnati a salvare villaggi e popolani dalle feroci creature che gli dei, meschini e crudeli, lasciavano liberi sulla Terra.

Con la sua potenza divina e l’ingegno un po’ sbadato d’Iolao, Hercules si può definire uno dei primi supereroi partoriti dalla fantasia umana. La sua mitica figura a metà tra umano e divino è alla base della sua grandezza, schierata contro le mire maligne della sua matrigna, la grande regina degli dei Giunone.

Lui, evidente prova dell’infedeltà di suo marito, il dio Giove, è nel costante mirino della grande dea che, inferocita, invia sulla sua strada ogni genere di mostro. Ma Hercules ha grandi capacità e grazie al prezioso aiuto di Iolao, riesce a sconfiggere ogni creatura.

È così che i racconti sul grande Hercules si mescolano e danno vita a questo eroe, paladino della brava gente, vagamente stereotipato dal bell’aspetto e i muscoli guizzanti. Un supereroe dal sopore antico, l’uomo che osò sfidare la potenza dei grandi dei.

Un susseguirsi di nemici

Kevin Smith in Hercules (1995)
Kevin Smith in Hercules (1995) © IMDB

Se nei primi episodi, la principale antagonista di Hercule è la sua matrigna Giunone, con il procedere delle stagioni subentrano nuovi nemici. Dal dio Marte (presente anche in Xena – Principessa Guerriera), al dio malvagio Dahak che lo costringe a viaggiare verso Babilonia, Scandinavia e Irlanda.

In questo amalgama di figure meschine e creature leggendarie, Hercules resta sempre contrapposto alle divinità, che in qualche modo assumono sempre connotazioni negative, distanti; finiscono per diventare esseri capricciosi, malevoli, che invece di proteggere l’umanità ne sono i primi aguzzini.

In questo, il telefilm rimane fedele alla visione che gli antichi popoli greci avevano degli dei. Li veneravano, pregavano per il loro aiuto e la loro protezione, tuttavia ne rimanevano spaventati. Erano convinti che potessero facilmente rivoltarsi contro di loro; per questo figure come Hercules, e per questo ancora oggi desideriamo come paladino qualcuno di simile a noi, un uomo, che ha però poteri in grado di renderlo speciale.

Hercules è diventato un cult a livello mondiale per il modo in cui, con un misto di fantasia e leggenda, ha saputo offrire il giusto equilibrio tra inganni e sfide, insieme a un supereroe coraggioso, affiancato da un aiutante ironico e divertente.

L’eroe e il padre

Meg Foster and Charles Keating in Hercules (1995)
Meg Foster and Charles Keating in Hercules (1995)
© IMDB

Di grande rilievo in questo telefilm è il rapporto che Hercules condivide con suo padre Giove. Infatti è proprio lui il figlio prediletto del grande dio, nonostante il loro legame sia scostante, difficile.

Giove appare spesso nel corso della storia; come una sorta di angelo custode protegge il figlio, salvandogli la vita e restituendogli i poteri in caso di necessità. E quando chiede aiuto al figlio, Hercules si mostra disponibile. Nonostante siano distanti l’uno dall’altro, mantengono il legame del sangue che, più forte di qualsiasi altra cosa, li tiene uniti, e alla fine permette loro di riappacificarsi.

In Hercules vediamo quindi un padre lontano, che tuttavia osserva il figlio e desidera la sua vittoria; un padre che lo mette alla prova, ma che non esita a offrirgli il suo aiuto. È un rapporto molto umano, disarmonico, che alla fine trova il modo di esistere e funzionare.

Michael Hurst in Hercules (1995)
Michael Hurst in Hercules (1995) © IMDB

Unico nel suo genere

Hercules, così come la sua compagna Xena – Principessa Guerriera, è una serie tv che resterà sempre unica nel suo genere. In un regno di fantasia in cui la leggenda trova realtà, Hercules continua a combattere per il bene, uccidere mostri e sfidare le divinità, mentre Iolao gli guarda le spalle.

Tra i telefilm che più abbiamo amato, prende posto nella rubrica Old But Gold, con una forza superata solo dal suo coraggio.

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