La magica notte di San Giovanni Battista

la magica notte di S giovanni ambolla con acqua magica in foresta

la magica notte di S giovanni ambolla con acqua magica in foresta

Da secoli è considerata una notte magica e prodigiosa, la notte dell’impossibile, dei prodigi, delle benedizioni e delle streghe. È la notte di San Giovanni Battista che cade tra il 23 e il 24 giugno, appena dopo il solstizio d’estate, il periodo in cui la luce, al suo apice dona forza e vigore a tutte le creature.

Gustave Moreau - Salomé
Gustave Moreau’s Salome, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Non una notte come le altre, una notte che porta con sé tantissime tradizioni e riti magici che ancora vivono nelle usanze contadine. È la notte dei falò che celebrano il sole che inizia la sua lenta discesa fino al solstizio d’inverno.

Ma l’alone di magia e mistero risale al Medioevo e alla leggenda di Salomè e di sua madre Erodiade, responsabili della decapitazione di Giovanni il Battista. Si dice che a causa della loro perfidia siano state tramutate in streghe condannate a vagare come spiriti immondi a infastidire gli uomini, in particolare proprio nella notte di San Giovanni.

A Benevento esiste un grande noce che fin dai tempi dei Longobardi fu teatro di riti pagani e religiosi. Le leggende narrano che intorno a questo albero si svolgesse, tra il 23 e il 24 giugno, un grande Sabbah durante il quale le streghe raccoglievano erbe per creare pozioni con le quali “incantare” gli uomini. Tra queste erbe anche le noci acerbe.

Il nocino e le erbe di San Giovanni

Noci acerbe appena raccolte in occasione di S. Giovanni
Noci acerbe appena raccolte in occasione di S. Giovanni

In Abruzzo e in Campania, nella notte di San Giovanni avviene la raccolta delle noci ancora acerbe. Queste sono destinate alla produzione casalinga di un liquore dal gusto molto deciso e ricco di simbolismi come nessun altro: il nocino.

Le donne rigorosamente a piedi scalzi, dopo aver tagliato le noci, le mettono a macerare nell’alcol fino alla notte di Ognissanti, il 31 ottobre, notte dedicata alla dea romana Pomona dea dei frutti e dei semi. Terminata la macerazione, l’alcool avrà assunto un colore marrone testa di moro. Una volta imbottigliato il nocino deve essere lasciato a riposo prima di berlo, fino a Natale.

Per propiziare il buon auspicio, rigenerare la pelle, lavare i neonati si prepara, invece, “l’acqua di San Giovanni” che altro non è che rugiada,  che simboleggia la Luna, con cui lavarsi mani e viso il mattino del 24 giugno. La sera prima si prepara una ciotola con un misto di erbe raccolte rigorosamente dopo il tramonto (iperico, lavanda, artemisia, malva, rosmarino e salvia) che messe in acqua, si lasciano all’esterno per tutta la notte, così che possano assorbire la rugiada del mattino.

L’uovo di San Giovanni e il piombo

Iperico erbe di san Giovanni
Iperico erbe di san Giovanni

Non solo rituali propiziatori nella notte di San Giovanni ma anche divinatori: dopo la mezzanotte, in qualche contesto contadino, c’è ancora chi fa cadere un albume in un bicchiere d’acqua che viene poi, lasciato sul davanzale. Il giorno dopo si sarà formata una struttura, creata dall’albume, che ricorda le vele di una barca o una cattedrale. Secondo la tradizione sono prodotte da San Giovanni che, soffiando nel contenitore, fa assumere all’uovo la giusta conformazione. Dalle forme delle vele, che possono essere aperte o chiuse, in passato si traeva buono o cattivo auspicio sull’annata agraria, ma anche sul proprio destino.

Per le ragazze “da marito”, invece, c’è il rito del piombo: se ne fonde un piccolo pezzo che si riversa in acqua, solidificandosi; la forma assunta rivelerà il mestiere del futuro sposo ma per chi vuol conoscerne la possibilità economica c’è il rito delle tre fave. Se ne sbuccia una a metà, una per intero e l’altra la si lascia integra, poi si avvolgono separatamente in una carta argentata, a mo’ di caramelle e si ripongono sotto il cuscino. Il mattino dopo, appena sveglie, se ne sceglie una, quella intera preannuncia ricchezza, quella sbucciata povertà e l’altra una condizione intermedia.

Si scelga pure il rito idoneo per celebrare la tradizione. In alternativa se proprio non si vuole fare nulla, si accenda almeno una candela bianca lasciando che la natura e il destino facciano il loro corso; se succederà qualcosa di bello potrete sempre dire che avrete avuto la vostra notte magica!

Letture consigliate

 “San Giovanni Battista nella cultura popolare abruzzese. Tradizioni, riti e sortilegi del 24 giugno”  di David Ferrante

Si amalgamano, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, paganesimo, folclore e religiosità giustificandosi vicendevolmente. Simboli religiosi e pratiche magiche che ripropongono ritualistiche propiziatorie che da sempre tentano una soluzione alla dura lotta dell’uomo per la sopravvivenza da sempre legata ai capricci e alla benevolenza della natura.

 

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