Vampirismo psichico o emotivo

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il vampirismo psichico o emotivo, a causa delle molteplici analogie con il narcisismo e con una serie di comportamenti passivo-aggressivi riconosciuti dalla psicologia, è l’unica forma di vampirismo energetico accettata e discussa dalla comunità scientifica.

L’unica forma che non viene liquidata come qualcosa di mitologico o parafiliaco.

vampirismo psichico
Foto di Jerzy Górecki da Pixabay

Nello stesso tempo il vampiro psichico è il predatore più sofisticato e camuffato della società, il suo modo di prendere energia è il più discreto e subdolo che possa esistere.

Chiamiamo vampiri emotivi o psichici quelle persone che sono ”drenanti”, ossia che risucchiano l’energia psico-fisica  insinuandosi nella vita altrui per parassitarla completamente cogliendo ogni occasione per avvantaggiarsi a dispetto del suo ospite.

L’energia psichica

L’energia psichica è diametralmente opposta all’energia prana.

Ha sede nell’inconscio, è potente, difficile da gestire e quantizzare.

I padri della psicoanalisi Freud e Jung furono totalmente affascinati da questa energia sottile che Jung definì “energia oscura” mentre il suo mentore, Freud scrisse: ““ci accostiamo qui al vero enigma, tuttora non svelato, quello psichico.

Possiamo ipotizzare, che al pari della vita fisica sia operante una specie di energia motivazionale; non abbiamo però alcun punto di riferimento per accostarci alla conoscenza di essa mediante analogie con altre forme di energia”.

L’energia psichica è la cosa che rende meglio l’idea di cosa si intende per vampirismo: è in ognuno di noi, latente e innocua si nutre di emozioni e obiettivi, si lega a essi come un magnete e quando questi mutano o cessano di esistere spinge l’individuo ospite a creare nuovi stimoli da cui nutrirsi.

energia psichica
Foto di Ria Sopala da Pixabay

Infatti, quando il vampiro psichico va alla ricerca di un’altra vittima lascia la precedente completamente prosciugata della sua energia vitale.

Vampirismo psichico e narcisismo – le differenze

Chi tra noi, almeno una volta nella vita, non si è sentito “prosciugato” delle sue energie dopo aver avuto contatti con una determinata persona?

In psicologia i comportamenti riferiti al vampirismo psichico o emotivo sono legati a persone che traggono  giovamento dall’avvilire chi li circonda.

Ci si rende conto di essere stati “morsicati” da un vampiro energetico quando ci sente confusi, frustrati, e “sdrenati”, nel senso di prosciugati, svuotati mentalmente ed emotivamente.

Come il vampirismo elementale è molto simile alla meteoropatia, così il vampirismo psichico è molto simile al narcisismo: ciò che li distingue è la motivazione.

Il narcisismo

Il narcisismo è un disturbo della personalità i cui sintomi principali sono egocentrismo patologico, deficit nella capacità di provare empatia verso altri individui, bisogno di percepire ammirazione, tendenza a sminuire l’operato e i bisogni altrui.

Dietro questi comportamenti, però, il narcisista patologico presenta solitamente una fragile autostima che lo rende vulnerabile a quelle che lui percepisce come critiche.

Alla dimensione rappresentata dalla tendenza alla grandiosità, unicità e superiorità, si contrappongono, quindi, sentimenti d’inferiorità, fragilità, vulnerabilità e paura del confronto.

Il vampirismo emotivo

È quasi indistinguibile dal narcisismo: la differenza è nello scopo che spinge ad agire in un certo modo.

Il narcisista ricerca approvazione, la sua finalità è emergere sugli altri mentre il comportamento deleterio del vampiro psichico è il danno collaterale della sua ricerca di energia.

Esistono, come già scritto nei precedenti articoli, persone che per svariate cause disperdono una quantità maggiore di energie sottili, prana o psichica.

Al pari delle forze della natura che liberano buone quantità di prana, così le emozioni intense, positive o negative, rilasciano energia psichica a tutto vantaggio di chi ne è carente.

Il vampiro psichico attivo

È un soggetto dal carattere dominante, assertivo e carismatico.

Predilige i luoghi affollati, nelle discussioni ama il contraddittorio, è un vero e proprio catalizzatore di attenzioni, la sua compagnia risulta piacevole e stimolante.

Nelle conversazioni è solito fissare il suo interlocutore negli occhi e cercare il contatto fisico.

Vittima di narcisismo
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

È quando si allontana che la “vittima” risente il calo energetico: mal di testa, fiacchezza, capogiri e nausea.

Imbastisce relazioni sentimentali sommergendo il patner di attenzioni e premure (love bombing) per poi, col più piccolo e insignificante pretesto, privargliene improvvisamente, creando così una dipendenza affettiva dalla quale “nutrirsi”.

Il vampiro psichico passivo

La strategia del vampiro psichico passivo è atteggiarsi da persona sfortunata a cui non va mai bene nulla.

Le fonti che ricerca sono l’empatia altrui, la comprensione e l’accettazione attraverso il ricatto morale.

Alla vittima designata sarà difficile negargli aiuto e ascolto e si troverà coinvolta in un vortice di problematiche e lamentele e nonostante si evincano futili o inesistenti motivi, non sarà capace di sottrarvisi.

Proprio come un parassita, questa categoria di real vampire, sfrutta la debolezza caratteriale “dell’ospite” fino a quando non lo avrà prosciugato di energia.

Che sia passivo o attivo, il vampiro psichico, colma la sua carenza energetica nutrendosi dell’energia emotiva altrui, creando spesso situazioni a lui/lei confacenti come fomentando discussioni facendole degenerare o cercando contesti in cui le persone provano spavento o tensione ma anche emozioni positive come chi assiste a un concerto.

I luoghi di aggregazione come le stazioni, gli aeroporti, gli stadi, gli ospedali, sono ricchi di una vasta gamma di emozioni e quindi di energia psichica e questo rende questi luoghi i posti ideali dove un vampiro psichico può aggirarsi.

Vampirismo psichico: come proteggersi

Innanzitutto imparando a dire no.

impara a dire no
Impara a dire no! Foto di Robin Higgins da Pixabay

Il vampiro psichico, attivo o passivo, una volta coinvolta la sua “preda” cerca di creare situazioni di esclusività, impegnando tempo e risorse del malcapitato.

Se non ci si svincola a tempo, non è raro ritrovarsi fuori dalla cerchia di frequentazioni abituali poiché il vampiro emotivo cerca d’isolare la vittima per poterla meglio manipolare.

Quando ci sentiamo a disagio stando vicino o dialogando con un individuo, se possibile, dovremmo interrompere la conversazione allontanandoci.

E se il soggetto deleterio è un parente o un amico di vecchia data, e se è il nostro capo?

Un “no!” detto con convinzione a tutto ciò che non ci spetta fare, trovare una scusa valida e sottrarsi alle lamentele o all’ennesimo impegno in cui provano a coinvolgerci, di solito è sufficiente a far dirigere altrove lo psy vampire di turno.

La consapevolezza che fa la differenza

Come già spiegato nell’articolo dedicato al vampirismo elementale, molti soggetti reintroducono energia prana o psichica inconsapevolmente: ricercando ed esponendosi spontaneamente all’elemento affine (in carenza di prana) o perseguendo il contesto emotivo consono (nel caso di carenza di energia psichica).

Con la maggiore possibilità d’informazione conseguenziale all’avvento d’Internet e dei social, molte persone hanno acquisito consapevolezza dei loro particolari bisogni e delle tecniche su come essere efficaci, grazie perlopiù ai supporti offerti dai gruppi statunitensi.

Un vampiro psichico cosciente di esserlo è quanto di più discreto e subdolo possa esserci poiché avendo affinato le sue capacità percettive è capace di tramutare l’esigenza di ricaricarsi energeticamente in una “caccia alla preda”.

In questo caso si realizza ciò che si intende per vampirismo: prosperare a scapito altrui.

Ma non tutti adottano questo tipo di modus operandi, molti preferiscono cercare un donatore, proprio come i real vampire sanguinari.

dare e avere
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La “donazione” avviene in modo molto simile alla pranoterapia, imponendo le mani alle tempie o all’altezza del plesso solare l’energia psichica ma anche la prana, passa dal donatore al “vampiro”. Tra i due, solitamente, si crea un rapporto di amicizia, stima e rispetto.

Le caratteristiche comuni

Si autodefiniscono real vampire quelle persone che hanno bisogno di reintegrare energie sottili che disperdono molto più velocemente di altri.

Indipendentemente dalla categoria, pranici, psichici o entrambi, questi individui pare presentino caratteristiche comuni come empatia, sensibilità, predisposizione a facoltà extrasensoriali, almeno uno dei cinque sensi più sviluppato.

Meno comuni sono: fotosensibilità, temperatura corporea intorno ai 35°, maggiore vigore fisico.

Nota bene:

Nel caso vi foste riconosciuti nelle caratteristiche descritte in questo o nei precedenti articoli…prima di lasciarvi suggestionare…pensateci molto bene! 

Letture consigliate

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Mai prima d’ora rilasciata al grande pubblico, questa edizione del ventesimo anniversario dell’influente “Codice dei vampiri” contiene una copia scansionata e annotata fedelmente dell’originale scritto a mano raramente visto fuori dalla biblioteca della Casa Kheperu. Scritto nel 1994, questo testo definitivo sul vampirismo psichico fornisce informazioni sul lavoro energetico e sulle vite passate, offrendo ai lettori una rara sbirciatina all’interno del primo sviluppo del sistema khepriano.

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