Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Evan Peters as Jeffrey Dahmer in episode 102 of Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2022

Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Evan Peters as Jeffrey Dahmer in episode 102 of Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2022

Dahmer – Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer è la serie tv del momento.

Disponibile 21 settembre scorso, è a oggi, la più vista, non solo in Italia ma nel mondo.

Creata per la piattaforma Netflix da Ian Brennan e Ryan Murphy, la serie ha ottenuto tanto successo quanto critiche.

Il fatto che questa sia solo l’ultima delle tante trasposizioni cinematografiche sulle vicende del cannibale di Milwaukee, non ha evitato a Netflix aspre critiche mosse dai parenti delle vittime che non hanno apprezzato la scelta di dare al “mostro” ulteriore visibilità e di non essere stati avvisati del progetto.

Jeffrey Dahmer è stato uno dei serial killer più prolifici del secolo scorso, reo confesso di diciassette omicidi avvenuti tra il 1978 e il 1991, condannato a quindici ergastoli per adescamento minorile, sequestro di persona, stupro, tortura, omicidio, necrofilia, cannibalismo e occultamento di cadavere.

Dahmer – Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer – La trama

DAHMER - Poster
DAHMER – Poster © 2022 Netflix

La storia di Dahmer è purtroppo ben nota: il primo dei dieci episodi comincia da quella che sarebbe stata la diciottesima vittima di Jeff ma per fortuna il ragazzo riesce a scappare dall’appartamento del “mostro” e ne causa l’arresto.

Da qui un balzo indietro nell’infanzia del ragazzo, la famiglia disfunzionale, i traumi, l’incapacità d’integrarsi, il contesto sociale dell’America anni ’70.

Un inquietante percorso attraverso gli occhi del protagonista, di chi gli ha vissuto accanto e delle sue vittime, fino al processo e fino alla fine di una storia che ha segnato la società americana.

Recensione

Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer è un prodotto interessante e ben realizzato, i salti temporali rendono la narrazione non troppo lineare ma comunque scorrevole alternando i momenti d’infanzia del protagonista a quelli riguardanti i suoi primi massacri.

Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. (L to R) Brayden Maniago as Somsack Sinthasomphone, Kieran Tamondong for Konerak Sinthasomphone in episode 105 of Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2022
Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. (L to R) Brayden Maniago as Somsack Sinthasomphone, Kieran Tamondong for Konerak Sinthasomphone in episode 105 of Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2022

Negli ultimi episodi, stessa attenzione è dedicata alle vittime, alle loro famiglie e ai testimoni della vicenda giudiziaria.

Magistrale l’interpretazione di Evan Peters che conferma le sue intense doti attoriali completamente calato nel ruolo del killer.

Il suo Dahmer è inquietante e al tempo stesso smarrito, preda di una compulsione che capisce essere orribile ma dalla quale non può sottrarsi.

Il filtro seppia utilizzato per le scene nell’appartamento di Jeff riesce a infondere un senso di disagio e squallore oltre a un taglio decisamente horror.

Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Niecy Nash as Glenda Cleveland in episode 107 of Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2022
Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Niecy Nash as Glenda Cleveland in episode 107 of Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2022

A supporto di Peters in un ruolo per nulla semplice, un cast di tutto rispetto in cui brilla Niecy Nash che interpreta Glenda Cleveland, la vicina di Jeffrey che più volte cercò di avvisare la polizia riguardo i comportamenti equivoci di Dahmer, i rumori, le urla e la terribile puzza che sentiva provenire attraverso il condotto d’areazione comune.

L’inefficienza delle forze dell’ordine

Paradossalmente ciò che mi ha maggiormente disturbata non sono gli atti compiuti da Jeff ai quali ero preparata ma la superficialità della polizia che praticamente ha lasciato Dahmer agire quasi indisturbato per decenni.

Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Evan Peters as Jeffrey Dahmer in episode 105 of Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2022
Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Evan Peters as Jeffrey Dahmer in episode 105 of Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Cr. Courtesy Of Netflix © 2022

Questa serie tv non è solo la biografia di un serial killer ma un atto d’accusa verso la società americana classista, razzista e omofoba.

Jeffrey è gay, ma è bianco, di bell’aspetto, di famiglia cattolica ed ha un lavoro, le sue vittime appartengono alle minoranze etniche presenti nel Wisconsin, ragazzi di colore o immigrati asiatici con i quali entra in contatto nei locali gay di Milwaukee.

Particolarmente scioccante è il caso del ragazzino asiatico quattordicenne che drogato e ferito riesce a scappare dall’appartamento di Jeff ma la polizia invece che riaccompagnarlo a casa, lo riconsegna al futuro assassino che li assicura dicendo che il suo fidanzato “19enne” ha solo bevuto troppo ed è uscito in strada.

Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Evan Peters as Jeffrey Dahmer in episode 101 of Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Cr. © 2022
Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Evan Peters as Jeffrey Dahmer in episode 101 of Dahmer. Monster: The Jeffrey Dahmer Story. Cr. © 2022 Netflix

Nemmeno l’insistenza di Glenda, la donna di colore vicina di casa, servì a convincere gli agenti ad approfondire il caso, determinando di fatto, la morte del ragazzo.

Un’altra scena disturbante è un passaggio dell’interrogatorio durante il quale Jeff ammette la facilità con la quale ha agito indisturbato:

…guardavo la tv e non parlavano quasi mai di ragazzi scomparsi”.

La stessa fine di Dahmer è imputabile al lassismo della polizia: Jeffrey viene ucciso in carcere da un detenuto schizofrenico in assenza dell’agente penitenziario.

Conclusioni

Jeffrey Dahmer: Il cannibale di Milwaukee di Pezzan Jacopo e Brunoro Giacomo
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In teoria Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer non è adatto a tutte le tipologie di pubblico ma io spero guardino la serie quante più persone possibile perché dietro l’orribile storia vera c’è da riflettere seriamente su quanto una coppia disfunzionale sia tossica per un bambino, su quanto un dialogo genitori-figli scevro da pregiudizi possa aiutare entrambe le parti ma c’è da riflettere soprattutto sui danni che una concezione distorta della moralità e del perbenismo può arrecare alla società.

Bisogna capire che Jeffrey Dahmer ha agito con la complicità di un contesto omofobo, razzista e classista e questo è il vero tratto horror della serie di cui consiglio vivamente la visione poiché non soddisfa le aspettative ma le supera!

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