Piazza San Pietro

Foto di toralt da Pixabay

È tra i luoghi più protetti, inaccessibili e misteriosi al mondo.

Per inoltrarsi tra i misteri dell’Archivio Vaticano bisognerebbe percorrere più di ottantacinque chilometri di scaffalature, indagare tra circa un milione e mezzo tra libri antichi e moderni, più di ottomila incunaboli, (libri pubblicati nei primi decenni dopo l’avvento della stampa) di cui circa 65 in pergamena, oltre dodici secoli di documenti storici.

i tesori dell'archivio vaticano
Foto di Joanjo Puertos Muñoz da Pixabay

Gli indici dei reperti custoditi in questa struttura sotterranea non sono pubblici e ciò alimenta la curiosità e le leggende.

Nel corso della storia, l’umanità ha accumulato la conoscenza sotto forma d’iscrizioni su pietre, pergamene, libri e manoscritti, ha creato biblioteche enormi e leggendarie come quella di Alessandria o d’Ivan il Terribile ma il loro prezioso contenuto è andato perso a causa di eventi storici o naturali.

La Biblioteca Vaticana fu fondata il 15 giugno 1475 ma a quel tempo, l’archivio papale aveva già una lunga e ricca storia e vantava già migliaia di documenti e manoscritti.

È possibile visitare la Biblioteca Apostolica?  

, ma l’accesso è consentito solo ricercatori, scienziati noti per le loro scoperte,  professori universitari e dottorandi in grado di documentare la necessità di utilizzare i materiali della biblioteca.

Per ottenere la tessera d’accesso bisogna presentare un documento di riconoscimento, un documento sull’attività scientifica e l’accredito di una università relativa alla ricerca per cui si è inoltrata la domanda d’ingresso.

A tale richiesta va indicato l’argomento per cui si intende varcare la soglia degli archivi vaticani, questo per sapere in anticipo di quali documenti avrà bisogno il lettore, e per non disturbare invano gli antichi tomi.

Per quanto riguarda l’accesso degli studenti, questo non è consentito se non in casi eccezionali.

Inoltre secondo le regole della Biblioteca Vaticana, una volta ottenuto l’accesso è necessario mantenere il silenzio, non è possibile utilizzare telefoni cellulari, macchine fotografiche o videocamere e l’abbigliamento dei lettori deve essere coerente con la dignità dell’antica istituzione culturale e scientifica.

La parte segreta

Nel 1881, Papa Leone XIII, conosciuto come l’intellettuale che affrontò la modernizzazione di fine Ottocento, decise di condividere il tesoro vaticano con i ricercatori ma pare che l’archivio sia stato diviso in due: la parte visitabile (anche se con tutte le limitazioni del caso) e quella “segreta”.

Archivio Vaticano - incunaboli
Archivio Vaticano – incunaboli Foto di José Manuel de Laá da Pixabay

Oltre alle comode e silenziose sale da lettura c’è un bunker, una struttura sotterranea ignifuga progettata per proteggere i documenti fragili dalle intemperie e dal fuoco.

E qui ci addentriamo nelle congetture e a quelli che potrebbero essere i documenti più controversi degli Archivi Segreti, documenti che raccontano non solo la storia della Chiesa, ma del resto del mondo.

Le severe regole imposte a chiunque varchi il misterioso Archivio Vaticano, rafforzano la speculazione che ci siano molte informazioni nascoste all’interno degli Archivi, spesso indicati come la biblioteca personale del Papa.

È in queste stanze che si troverebbero manoscritti inestimabili che fanno luce su vari segreti dell’Universo, che possono dare risposte a qualsiasi domanda, anche sull’origine della vita sulla Terra.

È lecito presumere che una parte, non si sa quanto ampia, della Biblioteca non sia stata nemmeno approfonditamente indagata poiché nonostante sia ufficialmente aperta per lavori scientifici e di ricerca, ogni giorno può ospitare per un limitato numero di ore, solo circa 150 esperti e studiosi.

A questo ritmo, l’esplorazione totale richiederebbe non meno di mille anni, perché la lunghezza totale dei 650 scaffali è di 85 km.

La leggenda

Nel corso della storia, il Vaticano è stato tutt’altro che immune dalla speculazione di cospirazioni e leggende.

Sicuramente all’interno della Biblioteca vi sono conservate le “verità scomode”, quelle che tutti conoscono ma fino a un certo punto; documenti risalenti all’Inquisizione, il processo a Galileo, gli abusi politici commessi durante il Potere Temporale fino ai  più recenti scandali sulla pedofilia all’interno del clero ma i misteri dell’Archivio Vaticano potrebbero essere ben altri.

Archivio Vaticano
Foto di Patricio Hurtado da Pixabay

Fonti non ufficiali ipotizzano la presenza di documenti e/o reperti in grado di provare l’esistenza di vita aliena, altre di scritture che profetizzerebbero la fine della Chiesa Cattolica con l’avvento di Papa Pietro II°, l’ultimo Pontefice.

Ci sono perfino teorie secondo le quali la Santa Sede sarebbe in possesso di un “visualizzatore del tempo”, una macchina attraverso la quale è possibile vedere e ascoltare eventi passati.

L’inventore di tale strumento sarebbe Padre Marcello Pellegrino Ernetti che negli anni ’50 affermò di aver messo a punto, assieme al premio Nobel Enrico Fermi e  Wernher von Braun, il “cronovisore”.

Un inquietante documento

Sempre secondo la leggenda, i misteri dell’archivio vaticano comprenderebbero una collezione di documenti e opere di famosi e controversi alchimisti come Michel de Notredame conosciuto come Nostradamus e del Conte di Cagliostro, al secolo Giuseppe Balsamo.

Del primo, nelle volte sotterranee, sarebbero conservati i manoscritti delle celebri “quartine”, profezie scritte in versi estremamente criptici per eludere l’attenzione dell’Inquisizione.

I misteri dell'Archivio Vaticano
Photo by Blake Cheek on Unsplash

Egli infatti, per il timore di rendersi vulnerabile ai fanatismi religiosi, oscurò i suoi versi utilizzando giochi di parole e vari linguaggi insieme, come il provenzale, il greco, il latino, l’italiano, l’ebraico e l’arabo.

Tali profezie avrebbero previsto eventi come le due guerre mondiali, l’avvento del nazismo, gli attentati alle torri gemelle, solo per citare i più recenti.

Del conte di Cagliostro invece, la Biblioteca Vaticana conserverebbe un frammento di testo che porterebbe alla rigenerazione del corpo attraverso una misteriosa bevanda.

“…bevendolo, una persona perde conoscenza e parola per tre giorni. Crampi frequenti, convulsioni, sudorazione corporea. Dopo questo stato, la persona non prova alcun dolore, il trentaseiesimo giorno prende il terzo e ultimo seme del “leone rosso” (l’elisir?), e poi si immerge in un sonno profondo e riposante, durante il quale la persona perde la pelle, cadono i denti, capelli e unghie… Tutto ricresce nel giro di pochi giorni. La mattina del quarantesimo giorno, lascia la stanza una nuova persona, sentendosi ringiovanito completamente… “. 

Conclusioni

Naturalmente non è possibile sapere quale sia la verità e quale la leggenda.

Quello che è certo, è che esistono cose e conoscenze, precluse alla maggioranza delle persone ed è giusto che sia così.

L’umanità ha sempre faticato ad accettare i cambiamenti ma soprattutto le diversità.

Dietro livelli di sicurezza che superano quelli di una centrale atomica, forse il Vaticano protegge semplicemente tesori d’immenso valore storico e umano, in fondo la parola “segreto” deriva da un malinteso della parola latina “secretum” che vuol dire “privato”.

Guardia svizzera - ingresso cattedrale
Ingresso cattedrale Foto di lorenzogallo da Pixabay

Chissà perché non ci credo neanche mentre lo scrivo.

Credo invece che se dovessi occultare qualcosa al resto del mondo è proprio tra le mura Vaticane che la nasconderei.

La Chiesa Cattolica come istituzione è l’unico “impero” sopravvissuto ai secoli, la nazione più piccola del mondo che ancora oggi riesce a pesare sulla geopolitica mondiale.

Il Vaticano è, da sempre, un’istituzione stabile, nonostante tutto rispettata, potente e protetta.

Non voglio fomentare la leggenda, ma se è esistito o esiste qualcosa che noi “comuni mortali” possiamo solo immaginare, le prove si trovano tra i misteri dell’Archivio Vaticano!

Fonte Parziale

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.