Epifania che tutte le feste porta via

Befana con doni su sfondo natalizio

Abbiamo parlato dello Yule e del Natale oggi invece parleremo di un’altra festa popolare nel mondo ovvero l‘Epifania. Ringrazio ancora una volta il sito Cronache Esoteriche e i Tarocchi di Bimbasperduta per gli spunti importanti.

Quanti moti di dire e quanto si è radicato nella nostra cultura la festa della Befana. Attualmente per molti segna la fine delle ferie e per i bambini il ritorno a scuola, ma vediamo i significati di questa festività.

La befan vien di notte con le scarpe tutte rotte, col vestito alla romana, viva, viva la befana!

L’epifania tutte le feste porta via.

Epifania – Cenni

L’Epifania si festeggia il 6 Gennaio o meglio la notte tra il 5 e il 6. La simpatica vecchina come Santa Klaus prima di lui arriva in volo, sulla sua scopa e reca doni ai bambini buoni e carbone ai cattivi.

Il significato è letteralmente apparizione. Presso i Romani l’Epifania venne intesa come manifestazione del divino, chiudeva i festeggiamenti per i Saturnalia, le festività in onore del Dio Saturno che sottolineavano il Solstizio d’inverno.

Secondo il cattolicesimo l’Epifania rappresenta la venuta dei re Magi al cospetto del figlio di Dio, essi giungevano da molto lontano, sfidando peripezie per donare oro, incenso e mirra, tutti simboli di regalità e divinità.

Gli antichi rituali

Tantissime tradizioni sono nate nei secoli e tramandate nelle generazioni. Soprattutto in paesi agricoli dove i contadini necessitavano di propiziare il raccolto da cui dipendeva la loro sopravvivenza, si compivano dei rituali veri e propri.

Nacquero così, in quei tempi lontani, riti ancora oggi vivi durante i quali fantocci di legno e paglia rappresentanti vecchie con la scopa erano bruciati in grandi falò attorno ai quali grandi e piccini danzavano.

Rituali del fuoco - EpifaniaIn genere, la vecchia rappresentava, come detto, la Madre Terra incenerita dal Sole che sarebbe rinata in primavera dalle sue stesse ceneri. Questi falò erano una sorta di esorcismo contro le privazioni passate.

Un altro rito propiziatorio delle campagne era la questua alimentare, fatta di casa in casa dai bambini della comunità. La questua era accompagnata da canti e filastrocche allo scopo di scacciare le manifestazioni terribili della natura. Per coloro che dalla Terra traggono sostentamento, infatti, la Madre, ha una doppia natura: una benefica e una malefica.

Essa è una madre che nutre i suoi figli ma che, anche, li umilia, frustra e sconfigge con le carestie, i diluvi, le grandinate, le gelate, la siccità e via discorrendo.

I rituali del fuoco erano e forse sono ancora molto diffusi ovunque non soltanto nei paesi agricoli. Mi viene da pensare che in qualunque modo si veda una strega, che sia buona o malvagia, generosa o meno, resta il fatto che si pensi sempre al fuoco, come atto propiziatorio e purificatorio per ciò che giunge inaspettato e magico nella notte, soprattutto se ha qualcosa di connotazioni femminili.

Questa cosa da amante delle megere mi dispiace, anche perché nella maggior parte dei casi per quanto mi riguarda io le identifico come creature benefiche e non portatrici di sventura.

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