La 53esima edizione del Giffoni Film Festival si apre con la presentazione di Erri De Luca sul concept che fa da chiave quest’anno: Indispensabile.

“Cos’è indispensabile? È darsi una mano in questo nostro tempo”.

Questo è il pensiero sul quale Erri De Luca ha ideato l’immagine di questo festival, poi sapientemente realizzata in collaborazione con Luca Apolito, direttore creativo di Giffoni.

Questa è infatti la parola chiave che darà moto all’interno festival e ai suoi contenuti. Perché indispensabile è una chiave, per il futuro, per il mondo, è storia ed è umanità. È cultura.

Indispensabile – Erri De Luca racconta la Genesi di Giffoni 53

 Manifesto Giffoni 53 - Anno 2023

Manifesto Giffoni 53 – Anno 2023 © Giffoni

Lo scrittore racconta a Paola Borrini Bisson qualche retroscena su come sia stato ideato l’intero concetto. Inoltre spiega come l’idea si sia evoluta nell’impatto grafico che possiamo vedere tutti.

“È stata una reazione immediata”, racconta ai giffoners della Impact! Ma confessa anche che più che da una intuizione, alla base c’è una certa “pigrizia se mi viene un’idea, non aspetto che me ne venga una seconda. Insomma, buona la prima. Poi Luca Apolito ha trasformato l’idea in questa immagine. E più la guardo e più mi sembra una mano che si fa leggere. Una mano, cioè, che legge il futuro”.

E continua: “La mano ha cinque dita quanti sono i sensi”.

E così ogni dito finisce per rappresentarne uno e ogni senso è legato a una parola chiave. Solo un autore come De Luca poteva trasformarle in sensazioni che acquisiscono una caratteristica reale, quasi percepibile, come se davvero ci si trovasse al cospetto di quelle realtà ch’egli ci propone. E dopotutto i sensi si fondono e si confondono perché, se è vero che l’uno prevale sugli altri in talune circostanze, è vero anche che la mente li connette. E il cervello è perfettamente in grado di ricostruire gli altri quattro all’attivarsi del primo.

Perché non è forse vero che se percepiamo il profumo del mare ne vediamo anche il colore delle onde, e sappiamo dire se sia calmo o in tempesta, e ne sentiamo le fronde frangersi sulla sabbia o sugli scogli, e la frescura sulla pelle e il sapore salato sulla lingua?

E infatti è De Luca stesso a spiegare alcune delle associazioni.

“La terra, che è in gran parte non urbana, profuma, cambia continuamente la sua pelle, il suo odore. La terra, ma anche il mare, hanno un odore. In generale, la superficie ha un odore.

Anche la roccia ce l’ha.

Il naso per me è la sede della memoria, sono gli odori che mi fanno ricordare, che mi fanno risalire a qualcosa di prima”.

Quanto al gusto,

“…è quello del pane perché il pane è parte dell’indispensabile.

È quello che la comunità umana deve garantire a chiunque. La peggiore mortificazione del corpo umano è stata la fame. La fame mortifica il corpo ma anche l’anima, ad esempio l’anima del genitore che non può dare da mangiare al figlio.

Ognuno ha una piccola responsabilità nei confronti del pane altrui. La più bella distribuzione di cibo è scritta nel libro dell’Esodo, la distribuzione della manna nel deserto”.

“Indispensabile è qualcosa che sentiamo di dover fare.”

Durante la conferenza De Luca ha tenuto a precisare quello che è il concetto di indispensabile di come oggi come oggi sia così fondamentale per l’intero pianeta e per il futuro stesso dell’umanità. Bisogna in un certo senso fare la propria parte perché il mondo possa diventare un posto migliore.

Indispensabile è qualcosa che sentiamo di dover fare, alla quale non ci possiamo sottrarre. Quando è scoppiata la guerra in Ucraina, e quindi la guerra è scoppiata in Europa attraverso una disgraziatissima invasione – racconta – con un amico abbiamo acquistato un furgone usato e siamo andati lì, nei posti in cui ci veniva chiesto questo piccolo aiuto.

Una goccia nel deserto, sì, ma nessuna goccia nel deserto va sprecata. Abbiamo iniziato a fare andirivieni perché sentivamo che eravamo indispensabili. Finora ho fatto dodici viaggi in Ucraina, e io la considero una cosa indispensabile.

Questo è l’indispensabile: il compito che improvvisamente ti arriva e che non hai cercato. Ti si presenta davanti in modo brusco e improvviso e dici ‘lo faccio’. Non sei libero di sottrartene.

Erri De Luca a Giffoni Film Festival 2023

E aggiunge che quello che stiamo vivendo è un forte periodo di transizione. Oggi come oggi non ci sentiamo rappresentati. Quello che ci sta a cuore non viene espresso e ci troviamo sballottati e quasi incapaci di scegliere. Ma il futuro è in mano alle nuove generazioni e proprio da quelle generazioni può arrivare una soluzione.

Voi per me siete già una risposta. È la vostra voce che è destinata a trasformare questa società.

Voi siete pochi, e i pochi non hanno la massa critica per spostare, ma voi avete la profezia.

E ancora, aggiunge proprio riguardo ai giovani che, in fondo, possono davvero rappresentare una luce in fondo al tunnel per quello che sarà il futuro del mondo intero.

Questo è un tempo in cui la gioventù sente che il futuro è una faccenda che non riguarda solo la propria realizzazione, ma il futuro del pianeta. Questa gioventù ha un sentimento di coincidenza tra il proprio futuro e quello del resto del mondo.

Come sviluppa questo sentimento? Con capacità profetiche e visionarie. Da sola? Sì, ma può avere qualcosa in comune con un anziano come me.

A me anziano piace immaginare come sarà il futuro senza di me. Abbiamo possibilità di incidere? Per ora no perché non c’è massa critica sufficiente”.

Erri De Luca a Giffoni Film Festival 2023

Erri De Luca, lo scrittore

Sollecitato dai ragazzi, Erri De Luca parla del suo mestiere di scrivere e della “incoscienza della comunicazione.”

Erri de Luca a Giffoni 53

Erri de Luca a Giffoni 53 © Giffoni

“Perché scrivere non è comunicare è qualcosa che ha a che vedere con la propria intimità. Incoscienza della comunicazione è anche quando parlo. Quando mi assegnano un tema vado sempre fuori tema. Anche a scuola facevo così. Dunque, io mi posso considerare un incosciente della comunicazione”.

E nonostante quello di Erri De Luca sia un nome più affermato, nonostante i numeri e le copie vendute delle sue opere mostra una profonda umiltà che forse è parte stessa del suo storico e del suo vissuto. Un grande scrittore che non vede se stesso come un grande scrittore.

“Ho scritto tante storie ma non accumulo esperienza. Ogni volta, di fronte a una storia sono completamente principiante. Sono incapace di accumulare esperienza. Mi improvviso scrittore ogni volta che scrivo una storia”.

Con queste parole egli ci racconta qualcosa di importante. Perché se per Erri De Luca ogni storia è una nuova esperienza, allora significa che il coraggiosi non tirarsi indietro è qualcosa di essenziale, nella scrittura come in tutte le esperienze della vita. Perché, in fondo, avere paura è anche normale, ma possiamo fare quel poco che siamo in grado di fare.

De Luca racconta di quando sia stata per lui “indispensabile la scrittura, così la lettura”, in quanto erano “il modo migliore per tenermi compagnia, perché ero chiuso, isolato. Mi sono trovato a crescere in un appartamento pieno di libri, dentro quei libri ho trovato lentamente il modo migliore per avere a che fare con me stesso”.

Autore

  • KeiLeela

    Classe '90. Nella vita mi occupo di codice e grafica, nel tempo libero navigo verso mondi fantastici. Fondatrice del portale Vampire's Tears, tratto di argomenti legati all'horror e al fantastico. Indago su miti e leggende e misteri esoterici.

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