La terza stagione di The Witcher, dal 27 luglio è disponibile su Netflix nella sua interezza. Con tutti gli 8 episodi, della durata di circa 45-50 minuti di lunghezza ognuno e l’ultima di quasi 60′.

Una stagione attesa, ma anche molto controversa e rischiosa che dovrebbe risollevare le sorti di una serie che non è mai davvero riuscita a convincere tutto il suo pubblico. Inoltre per i fan che invece la amavano, l’addio di Henry Cavill è un boccone piuttosto amaro da digerire.

The Witcher 3 – Trama

The Witcher - Stagione 3

The Witcher – Stagione 3 © Netflix

Tutte le fazioni (Nilfgard, gli elfi e Redania) tentano di mettere le mani sulla leoncina di Cintra e sul terrificante potere che possiede, ma che non riesce ancora a controllare.

A tenerla al sicuro ci saranno ancora una volta Geralt e Yennefer (Anya Chalotra), ormai sempre più in modalità padre e madre adottivi, e che oltre il ruolo di protettori sono impegnati nella missione di addestratori della fanciulla.

Gli intrighi politici e il ribaltamento delle forze di Redania, l’attacco degli elfi ad Aretuza, sconvolgono nuovamente l’equilibrio e portano, elfi, maghi e il Witcher a un violento scontro a colpi di spada e di magia. Mentre Ciri, ancora a causa del mancato controllo dei suoi poteri verrà trasportata in un deserto ricco di insidie che la porterà a nuovi orizzonti.

Recensione

Non c’è alcun dubbio che le scene più significative di questa stagione siano quelle in cui il protagonista passa il nemico a fil di spada. Dieci punti a Cavill!

Anche quelle in cui vengono messe in campo le arti magiche non sono sequenze da poco, ma tutti i colpi di scena e gli intrighi politici messi in atto tra le nazioni più potenti del continente e i dialoghi (inutili) con l’imperatore Emhyr, ovvero il padre di Ciri, tediano lo spettatore e rallentano la narrazione.

The Witcher

The Witcher © Netflix

I continui saltelli da uno scenario all’altro, rischiano seriamente di distogliere l’attenzione dalla trama principale e confondono non poco. Troppi dettagli gettati nella mischia che tendono a essere dimenticati in fretta.

C’è anche qualche momento commovente, epico quasi, ma nulla di assolutamente eclatante che mi abbia tenuta incollata allo schermo.

Premesso questo, la fotografia e gli effetti sono sempre ben fatti e artisticamente perfetti. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e interpretati magistralmente, dal primo all’ultimo. I mostri sono ben realizzati e le loro morti sono orrende, un pochino splatter, in effetti.

Mi ha piacevolmente colpita la più giovane del cast, ovviamente Cirilla (Freya Allan) bravissima e bella. La sua passeggiata introspettiva tra cattivi presagi e pessimi consigli; la sua voglia di fare bene nonostante tutto il male ricevuto nella vita, l’hanno resa davvero poliedrica e complessa nel suo ruolo. Alla fine, nonostante le buone influenze dei suoi genitori putativi, lei sceglierà una strada tutta sua.

In definitiva

La fretta eccessiva di concludere la storia, nonostante la lunghezza degli 8 episodi, ha stonato troppo con le sotto trame tessute a mò di ragnatela politica che si potevano anche limitare perché troppo ripetitive.

I dialoghi e gli intrighi, un po’ fanno il verso a serie famose come il Trono di Spade, ma questo ha guastato decisamente la premessa narrativa e si è scostato di poco dal filone sword and sorcery della serie.

A mio avviso, questa stagione ha avuto degli aspetti positivi, ma anche molti negativi e visto la piega che ha preso e il recast del protagonista, penso che sarebbe meglio chiuderla definitivamente adesso, prima che sia troppo tardi.

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