Quali sono le tue fonti di ispirazione quando crei qualcosa: osservi l’ambiente, parti da un’emozione, ascolti della musica o ti accordi direttamente all’idea del cliente?

Beh, dipende: per i clienti, cerco sempre di conoscerli e capire cosa piace e cosa no, e, in base alle loro risposte, poi do una mia versione con le cose che mi hanno fornito, assemblandole. Certo, dipende sempre da ciò che mi viene richiesto, ma in linea di massima è così che si fa con tutti.Per quanto riguarda me stessa invece, se ho voglia di disegnare basta veramente la minima cosa che guardo, che sia un personaggio di una serie, o qualsiasi altra cosa esistente. Anche osservare i lavori di altri artisti può portare ispirazione. Alla fine è facile lasciarsi trasportare, la cosa più difficile è comunicarlo sul foglio.

Hai stretto collaborazioni con altri artisti o mischiato generi?

Max Mayfield by Stranger Things Max Mayfield in my art style. Hope you like it! 2022.

Max Mayfield by Stranger Things
Max Mayfield in my art style.
Hope you like it!
2022. © Giulia Del Pozzo – ArtStation

Più che altro sono tutte commissioni. Ho lavorato alla graphic novel “1479, storia di una fornace” commissionata, appunto, l’anno scorso dalla Fornace De Martino di Salerno. Una storia co-scritta, disegnata dalla mia collega-amica Lucia Saldutti e colorata da me, basata su un momento storico realmente accaduto alla famiglia De Martino, che poi abbiamo maneggiato e abbellito con la presenza della magia.

Personalmente è stata una bella sfida, non solo perché avevamo veramente pochissimo tempo per scrivere, disegnare e colorare un mondo di personaggi completamente originale, ma perché era la prima volta che facevo, almeno per quanto mi riguarda, qualcosa di così diverso dal solito ‘leggere la sceneggiatura di uno scrittore X e poi illustrarlo’.

Come descrivi in quest’epoca il ruolo dell’artista?

Nel mio caso è ancora un lavoro molto sottovalutato col quale non ci si può vivere dignitosamente (a meno che non si raggiunga un certo livello di prestigio), infatti continuano a ripetermi di trovarmi un lavoro vero e sicuro ahahah.

Non penso di dover aggiungere altro, no?

Quali sono i tuoi prossimi progetti in ambito artistico, hai già qualche opera nel “cassetto”?
Qual è il tuo sogno e cosa vorresti realizzare nella tua carriera?

Les Androïdes (Soleil)These two pages are just a comic school exercise.

Les Androïdes (Soleil)
These two pages are just a comic school exercise. © Giulia Del Pozzo – ArtStation

C’è la voglia di progettare qualcosa in futuro, di sicuro un fumetto col quale venir conosciuta, ma ora come ora non mi sento ancora pronta da questo punto di vista quindi vorrei prima continuare a disegnare per altri e a crescere stilisticamente. Ho ancora tanto da imparare.

Attualmente invece sto lavorando a un sequel della graphic novel “1479, storia di una fornace” sempre commissionata dalla Fornace De Martino, a una serie di favolette per bambini in forma privata e a dei quadri floreali in acquerello.

 Cosa ti senti di dire ai giovani che amano o non amano l’arte?

In realtà, non essendo ‘nessuno’, a coloro che la praticano posso solo dire di rimanere umili, di accettare le critiche costruttive e di avere sempre voglia di imparare, e a chi no invece dirò “Sicuramente tu non hai mal di schiena”.

Che cosa rappresentano le arti visive per te? E consiglieresti a qualcuno di seguire il tuo stesso percorso e se sì, come dovrebbe fare?

Sicuramente un modo per fuggire dalla realtà perché quando disegno mi si libera la mente e non penso più a nulla, a quello che c’è fuori. E se a qualcuno piace fuggire come a me consiglio sicuramente di disegnare tutti i giorni, creare e iscriversi a un liceo o una scuola privata di disegno per imparare tutte le basi di cui ci si ha bisogno.

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