Un baule nuziale è un racconto di Vernon Lee pubblicato per la prima volta all’interno della raccolta Pope Jacynth nel 1904. Noi possiamo leggerlo oggi grazie a un altro raccolto Ossessioni edita dalla casa editrice Alcatraz Edizioni. Ancora una volta ci troviamo in Italia, ambientazione che alla Lee sembra essere molto cara o comunque di particolare ispirazione. Anche in questo racconto troveremo una serie di particolari che sono tipici di questa scrittrice e ancora una volta ci troviamo a dover affrontare personaggi e quelli che sono i loro desideri più reconditi.

Un baule nuziale – Trama

Desiderio da Castiglione ha terminato di realizzare un baule nuziale sotto commissione di Troilo  Baglioni per donarlo a Piero Bontempi in onore del matrimonio di Maddalena, figlia di Piero con lo stesso Desiderio. Tuttavia, Messer Troilo non ha ancora messo a freno i suoi desideri nei confronti della sposa che in passato lo aveva rifiutato. Quali sono dunque le sue vere intenzioni? E quali le conseguenze che deriveranno da esse?

Recensione

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Ancora una volta Vernon Lee ci trasporta in una storia in cui i veri spettri sono quelli che risiedono nell’animo umano. Il termine “ossessione” che da il titolo all’opera potrebbe trovare riscontro in diversi aspetti di questo racconto. Troilo per primo è ancora ossessionato da Monna Maddalena e non perché sia effettivamente innamorato di lei, ma proprio in virtù del fatto che la fanciulla lo ha rifiutato scegliendo invece come marito Desiderio.  Lo stesso può dirsi della brama di vendetta che nasce nel povero sposo che vede la sua intera vita matrimoniale distrutta sul nascere.

La non accettazione del rifiuto

Come abbiamo spiegato all’inizio di questa introduzione l’ossessione di Troilo deriva dal fatto di non riuscire ad accettare il rifiuto di Maddalena. È proprio da questo sentimento che l’intera faccenda prende vita. Ed è ben possibile che perfino la richiesta della realizzazione del baule stesso sia parte di un piano ben congegnato dall’uomo per poter arrivare alla donna.

Kidnapping

Kidnapping Árpád Feszty, Public domain, via Wikimedia Commons

Da forte sostenitrice del femminismo, certamente, a Vernon Lee non sarà sfuggito come Maddalena si ritrovi così ad essere vittima degli eventi. Una mera proprietà senza diritto di scelta sul proprio destino. Rapita, violentata e assasinata. Rispedita a casa in quello stesso baule che doveva essere il simbolo della sua felicità come un oggetto vecchio o una bambola rotta che ormai non serve più perché ha adempiuto al suo scopo e cioè di ferire quel rivale in amore. Un trofeo che perde il suo valore una volta che è stato ottenuto.

Su questo punto di potrebbe aprire una lunga discussione e una lunga serie di riflessioni tutt’oggi attuali nonostante il racconto abbia alle spalle più di un secolo di vita. Perché ancora oggi molte donne vengono considerate come una mera proprietà e di conseguenza qualunque atto nei loro confronti risultato essere lecito. Ancora oggi molte donne vengono uccise, violentate e abusate in nome di una superiorità maschile che non ha nulla di diverso da quella che si può riscontrare nel personaggio di Troilo.  Perché quel sentimento è antico e atavico e ancora non siamo in grado di sventarlo.

Le fredde trame della vendetta

Torniamo ora a Desiderio. Privato della donna che ama e scoperto il triste destino al quale è andata incontro il suo unico desiderio è quello di ottenere la propria vendetta sul suo nemico. Anche questa brama si trasforma in una profonda ossessione che scuoterà l’animo di Desiderio per anni e perseguitandolo come uno spettro che viene generato e nutrito dal suo stesso odio.

Ancora una volta abbiamo un esempio di come i fantasmi della Lee non siano che tracce delle paure, pensieri e sensazioni che risiedono all’interno dell’animo umano. Quell’ES freudiano che alberga in tutti noi e che corrisponde alla parte più recondita e selvatica della nostra natura. Un istinto a cui può solo parzialmente essere messo un freno mediante la razionalità, ma che alla prima occasione troverà il modo di venire a galla, anche se dovesse volerci molto e moltissimo tempo. Resterà lì a sibilare come una serpe vicino al nostro orecchio.

Un baule carico di significati

Kauffmann, Angelica; Diomed and Cressida; National Trust, Petworth House;

Kauffmann, Angelica; Diomed and Cressida; National Trust, Petworth House; www.artuk.org Angelica Kauffmann, Public domain, via Wikimedia Commons

Un’ultima attenzione va dedicata al baule che presta il titolo all’opera. Vernon Lee ne fa una descrizione minuziosa scegliendo attentamente le scene in esso rappresentate oltre che i decori dello stesso. Non è un caso ad esempio che su di esso siano presenti delle foglie di mirto, pianta che, come abbiamo già spiegato in un precedente articolo, era favorevole agli innamorati e alle nozze.

Nemmeno un caso è che il Troilo del racconto chieda di farsi rappresentare al posto del Troilo del mito (in realtà il racconto di Troilo e Cressida ha un’origine medioevale e non è mai citato nei miti greci). L’eroe Troiano vien infatti privato della donna che ama, ceduta ai greci in cambio di un prigioniero di guerra. Tuttavia il principe la sorprenderà poi in compagnia di Diomede. in un certo sento anche in questo caso si può notare un parallelismo poiché come Cressida sceglie Diomede così Maddalena ha scelto come suo sposo Desiderio lasciando entrambi i Troilo come amanti infelici.

Insomma, ancora una molta Vernon Lee si mostra un’abile narratrice che lascia al lettore la possibilità di esplorare un’infinità di particolari, che un lettore attento potrebbe avere la curiosità di esplorare.

Autore

  • KeiLeela

    Classe '90. Nella vita mi occupo di codice e grafica, nel tempo libero navigo verso mondi fantastici. Fondatrice del portale Vampire's Tears, tratto di argomenti legati all'horror e al fantastico. Indago su miti e leggende e misteri esoterici.